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Caro carburanti, gasolio a 2,25 euro al litro: price cap, accise mobili e proteste

Pubblicato il 12-10-2026 | Aggiornato il 12-10-2026 | 7 min di lettura | Pubblicato da
Carmela di Matteo
Carmela Di Matteo
mano rifornisce auto diesel

Il prezzo dei carburanti resta alto anche dopo la fine dello sconto sulle accise del gasolio. Secondo l’Osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), il gasolio self sulla rete stradale costa in media 2,252 euro al litro e la benzina self 2,036 euro. In autostrada si sale a 2,271 euro per il diesel e 2,046 euro per la verde.

Intanto, le compagnie petrolifere applicano il price cap e il governo valuta le accise mobili e chiede alle raffinerie di produrre di più. Le proteste di agricoltori e autotrasportatori, nel mentre, si allargano dalla Puglia alla Sicilia.

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  • Il gasolio self supera in media i 2,25 euro al litro e la benzina resta sopra i 2 euro, dopo la fine dello sconto fiscale di 6,1 centesimi sul diesel.
  • Il price cap di Eni, IP, Q8 e Tamoil continua. Il governo dispone di circa 170 milioni per le accise mobili ma non ha ancora deciso come usarli.
  • Proteste nel Foggiano e nel Brindisino, fermo dei tir in Sicilia dal 16 ottobre. Per chi vuole ridurre la spesa resta attivo il bonus retrofit GPL e metano.
In sintesi

Sommario

Quanto costano oggi benzina e gasolio

Le rilevazioni giornaliere del Mimit mostrano prezzi quasi fermi negli ultimi giorni. Restano però su livelli elevati, soprattutto per il diesel.

ReteBenzina selfGasolio self
Rete stradale2,036 €/l2,252 €/l
Rete autostradale2,046 €/l2,271 €/l

Sulla rete stradale il gasolio costa circa 21,6 centesimi in più al litro rispetto alla benzina (2,252 meno 2,036). Su un pieno da 50 litri, ai prezzi medi indicati, il gasolio costa circa 112,60 euro e la benzina circa 101,80 euro. Il calcolo è nominale: ogni pieno dipende dal prezzo del singolo distributore.

Il GPL e il metano hanno prezzi molto diversi. Nelle rilevazioni Mimit di ottobre il GPL costava in media circa 0,77 euro al litro e il metano circa 1,92 euro al chilo sulla rete stradale.

La fine dello sconto sulle accise del gasolio

La novità principale delle ultime settimane è la fine del taglio delle accise sul gasolio. Lo sconto era sceso da 17 a 12,2 centesimi al litro e poi a 6,1 centesimi dal 26 settembre al 5 ottobre. Non è stato prorogato.

Il governo aveva ipotizzato di sostituirlo con le accise mobili, il meccanismo che usa l’extragettito Iva dovuto ai rincari per ridurre le imposte sui carburanti. Il provvedimento però non è arrivato. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha indicato circa 170 milioni di euro disponibili a settembre per questo obiettivo. L’esecutivo sta valutando se usarli subito o tenerli come riserva per quando finiranno le misure di contenimento. Il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha confermato che la possibilità di prorogare la riduzione delle accise resta allo studio.

Le posizioni nel governo non sono del tutto allineate. Il viceministro dell’Economia Maurizio Leo ha detto che il tema non è stato abbandonato. Il ministro della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin ha invitato alla prudenza, ricordando che si tratta di interventi costosi e di breve durata.

Il price cap delle compagnie: come funziona

Il price cap è un tetto massimo al prezzo alla pompa, scelto volontariamente dalle compagnie. Lo ha introdotto per prima Eni sulla rete Enilive dal 28 settembre, con un limite di 1,99 euro per la benzina e 2,19 euro per il gasolio, valido 30 giorni e prorogabile fino a fine anno. Poi hanno aderito IP, Q8 e Tamoil.

Il tetto sul gasolio era però legato allo sconto fiscale. Quando lo sconto è finito, Eni ha alzato il limite ufficiale a 2,25 euro al litro. In seguito, seguendo il calo delle quotazioni internazionali, ha ridotto il prezzo consigliato ai distributori prima a 2,21 euro e poi a 2,19 euro. Il tetto ufficiale resta a 2,25 euro.

Prima della fine dello sconto, il Mimit aveva contato 10.413 impianti su 20.141 con la benzina sotto i 2 euro e 10.519 su 20.147 con il gasolio sotto i 2,20 euro: poco più di metà della rete nazionale. Per il gasolio questo quadro è cambiato con il ritorno delle accise piene, come mostrano i dati locali più recenti.

Il caso Lombardia nell’analisi di Facile.it

Un’analisi di Facile.it sui dati Mimit ha considerato i distributori lombardi della rete stradale che hanno aggiornato i prezzi dopo la fine dello sconto, escluse le autostrade. Solo il 15% degli impianti vendeva il gasolio sotto i 2,20 euro al litro, circa 375 distributori su oltre 2.550. Le quote variano dal 21% della provincia di Lodi al 12% di quella di Brescia.

Per la benzina i numeri sono diversi: il 57% dei distributori vendeva la verde sotto i 2 euro al litro, circa 1.470 impianti. A Monza e Brianza, Milano e Lodi la quota sale al 65%, a Varese scende al 46% e a Pavia al 43%.

Il tavolo con le raffinerie

I ministri Adolfo Urso e Gilberto Pichetto Fratin hanno incontrato al Mimit i rappresentanti delle 13 raffinerie italiane e la loro associazione di categoria, Unem. Hanno chiesto di aumentare in tempi brevi la produzione di carburanti. Secondo Unem, nel 2026 gli impianti lavorano in media intorno all’80% della capacità, con un picco dell’86% ad agosto.

Il presidente di Unem, Gianni Murano, ha detto che il settore è pronto a verificare ogni aumento di produzione tecnicamente possibile, impianto per impianto, tenendo conto dei vincoli ambientali e normativi. Tra le ipotesi c’è anche una modifica temporanea, a livello europeo, di alcune regole sulle specifiche tecniche dei carburanti.

Le proteste di agricoltori e autotrasportatori

Il caro gasolio pesa in particolare su chi usa i mezzi per lavorare. Nel Foggiano oltre un centinaio tra agricoltori, autotrasportatori e commercianti ha protestato sulla statale 16, nel tratto tra Foggia e San Severo, bloccando per un periodo la viabilità. Gli organizzatori protestano anche contro l’aumento degli altri costi agricoli, come i fertilizzanti, e hanno annunciato altri presidi in provincia.

La protesta si è estesa al Brindisino. Una quindicina di mezzi pesanti si è fermata in un’area di servizio lungo la statale Brindisi-Lecce e altri camion si sono messi in coda sulla tangenziale verso la statale 613, con rallentamenti alla circolazione.

In Sicilia il Comitato trasporto siciliano ha confermato il fermo dei tir dal 16 ottobre, per almeno cinque giorni. I camion resteranno nei piazzali e i semirimorchi non saranno movimentati nei porti dell’isola. Il comitato chiede interventi sul caro carburante e chiarimenti sui pagamenti del Sea Modal Shift, il contributo per il trasporto merci via mare. Ha anche avvertito che senza risposte la protesta potrebbe continuare.

Le Regioni e i fondi per l’agricoltura

La questione è arrivata anche nei consigli regionali. In Umbria il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia ha annunciato una mozione. Chiede alla Giunta un fondo straordinario di almeno 4 milioni di euro per le imprese agricole colpite dal rincaro del gasolio e degli altri costi di produzione. Nella nota i consiglieri citano gli interventi già decisi da altre Regioni, tra cui Marche, Lazio e Sicilia.

Il bonus retrofit per passare a GPL o metano

Per chi vuole ridurre la spesa per il carburante senza cambiare auto, resta attivo l’Ecobonus Retrofit del Mimit. È un contributo per installare un impianto a GPL o metano su un’auto a benzina o gasolio già in circolazione.

Il contributo vale 400 euro per un impianto GPL e 800 euro per un impianto a metano. Non serve rottamare il veicolo e viene sottratto direttamente dalla fattura dell’installatore. Per esempio, un impianto GPL da 1.800 euro scende a 1.400 euro.

Possono accedere privati e aziende, escluse le società che commerciano autovetture. Il veicolo deve rispettare alcuni requisiti:

  • essere un’autovettura per il trasporto di persone (categoria M1), di classe Euro 3 o superiore;
  • essere alimentato a benzina o gasolio, non già a GPL, metano o doppia alimentazione;
  • non aver già ricevuto l’Ecobonus.

L’impianto deve essere nuovo e omologato.

L’automobilista non presenta alcuna domanda. È l’installatore aderente a verificare i fondi e prenotare il contributo sulla piattaforma Ecobonus del Mimit, attiva dal 29 luglio 2026. Per il 2026 la dotazione è di 4 milioni di euro. Sono previsti 5 milioni per ciascun anno dal 2027 al 2029 e 1 milione nel 2030. I fondi si assegnano in ordine di prenotazione fino a esaurimento: prima dell’intervento conviene chiedere all’installatore se le risorse sono ancora disponibili.

Come contenere la spesa nelle prossime settimane

Il quadro resta incerto: si attendono la decisione del governo sulle accise mobili, la durata dei price cap e gli sviluppi sul fronte della raffinazione. Intanto, alcune scelte pratiche possono pesare sulla spesa:

  • confrontare i prezzi dei distributori vicini, perché la media nasconde differenze anche ampie tra un impianto e l’altro, come mostrano i dati lombardi;
  • evitare quando possibile il rifornimento in autostrada, dove il gasolio self costa in media circa due centesimi in più al litro;
  • valutare il retrofit se si percorrono molti chilometri con un’auto a benzina compatibile, tenendo conto del costo dell’impianto e della disponibilità dei fondi;
  • tenere sotto controllo gli altri costi fissi dell’auto, come assicurazione e manutenzione, che insieme al carburante formano la spesa reale per la mobilità.

Chi deve cambiare auto, può valutare anche il noleggio a lungo termine, che permette di riunire queste voci in un unico canone mensile. Il carburante è escluso, ma la scelta della motorizzazione al momento del noleggio può incidere sulla spesa alla pompa. Formule ibride, GPL o elettriche sono disponibili in molte offerte, anche con consegna veloce.

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