Pensioni: importi medi bassi nel 2025, mentre cresce l’età pensionabile
23 gen 2026 | 2 min di lettura | Pubblicato da Carmela Di Matteo

Secondo i dati più recenti dell’Inps, l’importo medio delle nuove pensioni liquidate nel 2025 resta tra i più bassi degli ultimi anni. Per le donne, in particolare, la media mensile è stata di 1.056 euro, inferiore del 26% rispetto ai 1.437 euro percepiti dagli uomini. La differenza riflette carriere più brevi, stipendi medi più bassi e una minore partecipazione femminile al mercato del lavoro.
Nel frattempo, la Ragioneria generale dello Stato ha rivisto le stime sull’adeguamento dell’età pensionabile alle aspettative di vita, prevedendo possibili slittamenti dei tempi di uscita dal lavoro.
Entrambi i dati confermano la necessità di costruirsi oggi un’alternativa previdenziale.
Dati INPS: basso l'importo medio delle pensioni nel 2025
Tra i lavoratori dipendenti, l’importo medio delle pensioni è stato di 1.336 euro, con consistenti differenze tra vecchiaia (1.134 euro) e anticipata (2.210 euro). Per i lavoratori autonomi, invece, la media si attesta a 846 euro mensili, mentre le pensioni dei dipendenti pubblici restano più alte, con 2.087 euro di media.
Tra le categorie più fragili, come i parasubordinati e i percettori di assegni sociali, gli importi medi mensili rimangono molto bassi: rispettivamente 319 e 496 euro.
Per le donne, l'importo è inferiore del 26%
Secondo i dati INPS, per le donne l'importo medio è stato di 1.139 euro al mese, rispetto ai 1.545 euro delle pensioni liquidate agli uomini. La differenza è del 26,28%, probabilmente dovuta alle carriere degli uomini tendenzialmente più estese e al tasso di occupazione delle donne che, ancora oggi, risulta inferiore.
Lo scorso anno sono diminuite anche le pensioni erogate mediante Opzione Donna. L'INPS rivela che sono uscite dal lavoro approfittando di questa misura 2.147 lavoratrici, il 40,5% in meno rispetto alle 3.612 registrate nell'anno precedente.
Aumenta l'età pensionabile
L'ultimo rapporto della Ragioneria generale dello Stato aggiorna le stime 2025 sull’adeguamento dell’età pensionabile alle aspettative di vita. Secondo le previsioni, nel 2029 serviranno 67 anni e 6 mesi per la pensione di vecchiaia e 43 anni e 4 mesi per la pensione anticipata (con un anno in meno per le donne). Per il 2031, è previsto un ulteriore aumento di circa due mesi.
La necessità di costruirsi un'alternativa
Questi numeri evidenziano come affidarsi esclusivamente alla pensione pubblica possa non garantire un reddito sufficiente in età avanzata. Una soluzione efficace è la previdenza complementare, che permette di costruirsi gradualmente un capitale integrativo, beneficiando anche di vantaggi fiscali.
Anche piccoli versamenti regolari possono fare la differenza: tramite un fondo pensione, è possibile mettere da parte anche solo 1 euro al giorno, riuscendo così a costruirsi nel tempo un capitale significativo in grado di garantire una serenità finanziaria per sé stessi e per la propria famiglia.
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