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Investimenti in Italia: cosa emerge dall’ultimo report mensile Consob

28 gen 2026 | 4 min di lettura | Pubblicato da Alessandro da Rin Betta

Donna controlla investimenti

Il report mensile pubblicato dalla Consob rappresenta uno degli strumenti più autorevoli per comprendere lo stato di salute dei mercati finanziari italiani e il comportamento degli investitori. 

Attraverso l’analisi dei dati su mercati, intermediari e famiglie, il documento offre una fotografia aggiornata del contesto finanziario, evidenziando rischi, opportunità e tendenze emergenti. Un punto di riferimento fondamentale anche per chi, come i risparmiatori retail, vuole orientarsi con maggiore consapevolezza nel mondo degli investimenti.

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Mercati finanziari: crescita selettiva e volatilità sotto controllo

Secondo i più recenti dati Consob, nel corso del 2025 i mercati finanziari italiani hanno mostrato una dinamica complessivamente positiva ma disomogenea. La capitalizzazione complessiva delle società quotate su Borsa Italiana si è attestata intorno ai 760 miliardi di euro, in crescita di circa +8% su base annua, trainata soprattutto dai comparti industriale ed energetico. 

L’indice FTSE MIB ha registrato un incremento nell’ordine del +10% rispetto all’anno precedente, con una volatilità media inferiore rispetto ai picchi osservati nel biennio 2022-2023, segnale di una maggiore stabilizzazione del contesto finanziario.

Risparmio e scelte di investimento delle famiglie

Il comunicato stampa del 20 gennaio di Consob, evidenzia come le famiglie italiane continuino a mantenere un’elevata quota di ricchezza in strumenti liquidi o a basso rischio. Oltre il 30% delle attività finanziarie resta parcheggiato su depositi bancari e conti correnti, pari a più di 1.800 miliardi di euro. 

Tuttavia, nel 2025 si osserva un graduale ritorno verso strumenti di investimento: 

  • la quota investita in fondi comuni supera il 20% del totale;
  • cresce l’interesse per prodotti obbligazionari, favoriti dal livello dei tassi;
  • più contenuta, ma stabile, la partecipazione diretta delle famiglie al mercato azionario, che rimane sotto il 10% del portafoglio finanziario complessivo.

Conti deposito e investimenti difensivi: il ritorno della prudenza nel 2025

Nel 2025 i conti deposito e, più in generale, gli investimenti a profilo difensivo tornano a occupare un ruolo centrale nelle scelte degli italiani. Secondo le analisi Consob, una parte rilevante della ricchezza finanziaria resta orientata verso strumenti caratterizzati da basso rischio e rendimenti prevedibili, in risposta a un contesto economico che, pur più stabile rispetto agli anni precedenti, continua a presentare elementi di incertezza. 

La liquidità detenuta su conti correnti e depositi bancari supera complessivamente i 1.800 miliardi di euro, pari a oltre il 30% delle attività finanziarie delle famiglie, ma si osserva una graduale riallocazione verso forme di deposito remunerate.

I conti deposito vincolati beneficiano in particolare del livello ancora elevato dei tassi di interesse, che consente agli istituti di credito di offrire rendimenti significativamente superiori rispetto al passato. Questa dinamica rende tali strumenti una soluzione intermedia tra la liquidità pura e gli investimenti di mercato, apprezzata soprattutto dai risparmiatori con un orizzonte di breve o medio periodo. La scelta dei conti deposito risponde all’esigenza di:

  • proteggere il capitale;
  • ottenere un rendimento certo;
  • mantenere una buona visibilità sulle scadenze.

Accanto ai conti deposito, il report Consob segnala una tenuta degli investimenti obbligazionari e dei prodotti a capitale protetto, che insieme rappresentano una quota significativa dei portafogli più prudenti. I rendimenti dei titoli di Stato italiani, stabilizzati tra il 3% e il 4% sulle scadenze medio-lunghe, hanno contribuito a rafforzare l’attrattività di queste soluzioni, riducendo l’incentivo ad assumere rischi elevati. 

In questo scenario, gli investimenti difensivi non vengono più percepiti solo come strumenti di parcheggio della liquidità, ma come una componente strutturale delle strategie di risparmio, in grado di bilanciare sicurezza e rendimento.

Tassi di interesse e impatto sugli investimenti

L’andamento dei tassi continua a influenzare in modo significativo le decisioni degli investitori. Dopo i rialzi degli anni precedenti, nel 2025 i rendimenti dei titoli di Stato italiani si sono progressivamente stabilizzati: il BTP decennale si colloca mediamente tra il 3% e il 4%, favorendo il ritorno verso strumenti obbligazionari e prodotti di risparmio a rendimento definito. 

Questo scenario ha contribuito anche a rilanciare l’interesse per conti deposito e strumenti a capitale protetto, considerati da molti risparmiatori un’alternativa più redditizia rispetto alla liquidità pura, ma con un profilo di rischio contenuto.

Un quadro che richiede maggiore consapevolezza

Nel complesso, i dati Consob confermano una fase di transizione degli investimenti in Italia: meno liquidità inattiva, maggiore attenzione al rendimento, ma con una forte esigenza di tutela e comprensione del rischio. 

La percentuale di investitori retail che dichiara di avere competenze finanziarie almeno di base resta inferiore al 50%, elemento che rafforza l’importanza dell’informazione e del confronto tra soluzioni disponibili prima di investire.

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