Riforma Rc auto, il governo accelera: bonus malus e risarcimento diretto verso nuove regole


La riforma dell'assicurazione Rc auto potrebbe arrivare prima del previsto. Il disegno di legge annuale per la Concorrenza, approvato dal Consiglio dei ministri a luglio e ora in arrivo alla Camera, contiene una delega al governo per rivedere la disciplina della responsabilità civile auto. Nella versione definitiva del testo, il termine per scrivere i decreti attuativi è sceso da nove a quattro mesi dall'entrata in vigore della legge.
Al centro dell'intervento ci sono tre capitoli: un nuovo bonus malus più legato allo stile di guida, la revisione dei forfait che regolano il risarcimento diretto e un rafforzamento della lotta alle frodi. Per gli automobilisti, però, oggi non cambia nulla: le regole attuali restano valide finché non saranno adottati i decreti legislativi.
- Il Ddl Concorrenza riduce da nove a quattro mesi il tempo a disposizione del governo per riformare la Rc auto: se la legge fosse approvata entro ottobre, i decreti potrebbero arrivare intorno alla fine di febbraio.
- La delega punta a un bonus malus che dia più peso al comportamento alla guida e meno alla provincia di residenza, e a rivedere il calcolo dei forfait nel risarcimento diretto.
- Secondo l'IVASS, nel secondo trimestre 2026 il premio medio Rc auto pagato dagli assicurati è stato di 422 euro, in crescita dell'1,6% su base annua.
Sommario
Riforma Rc auto: a che punto è il Ddl Concorrenza
Il provvedimento ha ottenuto la bollinatura della Ragioneria generale dello Stato ed è pronto per iniziare l'esame parlamentare in commissione Attività produttive alla Camera. Oltre alle norme su carburanti, mediatori e telemarketing, il testo affida al governo il compito di riordinare la disciplina dell'assicurazione obbligatoria dei veicoli.
La novità principale riguarda i tempi. Nella prima formulazione, il governo avrebbe avuto nove mesi per esercitare la delega, ora ne avrà quattro. Il Ddl non prevede invece una tariffa unica nazionale, ipotesi tornata nel dibattito pubblico nelle ultime settimane: l'indirizzo è piuttosto quello di una valutazione del rischio più personalizzata.
Quando cambiano davvero le regole
L'approvazione del Ddl non modificherà da sola il funzionamento delle polizze. Servirà a far partire il conto alla rovescia: saranno i decreti legislativi a stabilire nel dettaglio come cambieranno classi di merito, criteri tariffari e risarcimenti.
| Fase | Cosa succede | Effetti sulle polizze |
|---|---|---|
| Esame del Ddl in Parlamento | Discussione e approvazione della legge delega | Nessuno |
| Entrata in vigore della legge | Parte il termine di quattro mesi per il governo | Nessuno |
| Adozione dei decreti legislativi | Vengono definite le nuove regole operative | Da verificare in base ai testi |
Nel frattempo continuano a valere le regole attuali su classe di merito, attestato di rischio e bonus malus.
Bonus malus: perché le classi di merito vanno riviste
Il sistema bonus malus si basa su 18 classi di merito. Chi si assicura per la prima volta parte in genere dalla classe 14, ogni anno senza sinistri con colpa fa scendere di una classe e ogni incidente con responsabilità principale la fa salire di due. In teoria, quindi, la classe dovrebbe raccontare alla compagnia quanto è rischioso un conducente.
L'effetto della Legge Bersani
Nella pratica, il meccanismo ha perso capacità di distinguere i profili. Con la Legge Bersani, è diventato possibile ereditare la classe di merito di un familiare convivente, una misura che ha permesso a molti automobilisti, compresi i neopatentati, di evitare l'ingresso in classe 14. Il risultato è una forte concentrazione nelle classi più basse: nelle analisi IVASS, la quota di assicurati in prima classe ha raggiunto l'86,6%, contro il 75,3% di dieci anni prima. AGCM e IVASS parlano apertamente di "saturazione" del sistema.
Per compensare, le compagnie hanno sviluppato classi interne e criteri propri di valutazione del rischio, che però non sono uniformi e rendono più difficile confrontare le offerte. La classe CU, la Conversione universale riportata nell'attestato di rischio, resta l'unico riferimento comune.
Cosa prevede la delega
L'obiettivo indicato dal Ddl è un bonus malus fondato su una maggiore disponibilità di informazioni e su metodi di valutazione del rischio più evoluti. Il testo punta a valorizzare la guida prudente e a ridurre il peso di variabili indirette, a partire da quella territoriale. In altre parole, un automobilista che non provoca incidenti dovrebbe essere meno penalizzato per il solo fatto di vivere in una provincia ad alta sinistrosità.
Come questo principio si tradurrà in regole concrete, per esempio quali dati potranno essere utilizzati e con quali strumenti, dipenderà dai decreti attuativi.
Risarcimento diretto: il nodo dei forfait
Il secondo capitolo riguarda il risarcimento diretto. Quando si applica questa procedura, chi subisce un incidente senza colpa viene risarcito dalla propria compagnia, che poi recupera la somma dall'assicurazione del responsabile. Il rimborso tra imprese non avviene però sul costo reale del sinistro, ma attraverso importi predeterminati e calcolati su costi medi, i cosiddetti forfait.
Questo meccanismo può creare squilibri: a seconda del tipo di danno, una compagnia può ricevere più o meno di quanto ha effettivamente pagato. La delega non prevede di abolire il risarcimento diretto, ma di renderlo più efficiente rivedendo la metodologia di calcolo dei forfait, con l'obiettivo di aumentare trasparenza e concorrenza senza compromettere la stabilità dei premi.
Più strumenti contro le frodi
Il terzo filone riguarda il rafforzamento delle misure antifrode. Le frodi assicurative incidono sui costi dei sinistri sostenuti dalle compagnie e, di riflesso, sul livello dei premi pagati da tutti gli assicurati. Anche in questo caso saranno i decreti a definire gli strumenti specifici.
L'indagine di Antitrust e IVASS
La riforma si intreccia con il lavoro avviato a giugno dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato insieme all'IVASS. L'indagine conoscitiva, denominata IC60, analizza il funzionamento del bonus malus e delle classi di merito, la procedura di risarcimento diretto e gli eventuali ostacoli alla mobilità degli assicurati tra una compagnia e l'altra, compresi scatola nera e comparatori di prezzo. Sugli stessi temi è stata aperta una consultazione pubblica, chiusa a fine luglio.
Presentando la relazione annuale, il presidente dell'IVASS ha indicato proprio la compensazione tra imprese nel risarcimento diretto e il funzionamento del bonus malus come ambiti su cui individuare possibili interventi, ricordando che i prezzi italiani restano superiori alla media europea. Con la delega ridotta a quattro mesi, gli esiti dell'indagine dovranno incrociarsi con tempi legislativi più stretti del previsto.
Quanto costa oggi la Rc auto: i dati IVASS
Secondo la rilevazione IPER dell'IVASS, che misura i prezzi effettivamente pagati dagli assicurati, nel periodo aprile-giugno 2026, il premio medio è stato di 422 euro. Il dato è in aumento dell'1,6% rispetto allo stesso trimestre del 2025, ma in lieve calo (-0,4%) rispetto ai primi tre mesi dell'anno. Al netto dell'inflazione, la variazione annua è negativa dell'1,3%.
| Indicatore (IVASS, II trimestre 2026) | Valore |
|---|---|
| Premio medio Rc auto | 422 euro |
| Variazione su base annua | +1,6% |
| Variazione sul trimestre precedente | -0,4% |
| Contratti con uno sconto applicato | 91% |
| Sconto medio sul premio di tariffa | 212 euro (38,8%) |
| Differenza media Napoli-Aosta | 255 euro |
| Contratti con scatola nera | 16% |
Il divario territoriale, uno dei temi toccati dalla riforma, resta ampio anche se in riduzione: tra Napoli e Aosta la differenza si è ridotta del 3,5% in un anno e del 46,8% rispetto al 2014.
Scatola nera in calo
È un dato rilevante proprio per una riforma che punta a misurare meglio il comportamento alla guida. La quota di polizze con scatola nera è scesa al 16%, dal 17,2% di un anno prima. Il dispositivo resta molto più diffuso nelle province dove i premi sono più alti, come Caserta (53,9%) e Napoli (43,1%).
Le classi di merito nei preventivi: i dati dell'Osservatorio Facile.it
Anche i dati dell'Osservatorio di Facile.it confermano la concentrazione nelle classi più basse. A settembre 2026, il 66,94% degli utenti che hanno calcolato un preventivo Rc auto si trovava in classe 1, mentre l'11,55% era in classe 14 o superiore. Le classi intermedie, dalla 2 alla 13, raccoglievano ciascuna una quota compresa tra l'1,3% e il 3,6% circa. Nello stesso mese, il premio medio calcolato sui preventivi è stato di 627,33 euro.
Si tratta di valori con un perimetro diverso da quello IVASS: l'Osservatorio si basa sui preventivi richiesti online, mentre IPER rileva i premi effettivamente pagati sui contratti stipulati. Per questo i due dati non vanno confrontati direttamente.
Cosa fare in attesa dei decreti attuativi
Fino all'adozione dei decreti, classe di merito, attestato di rischio, RC familiare e risarcimento diretto continuano a funzionare come oggi. Una nuova polizza o un rinnovo sottoscritti nei prossimi mesi seguono quindi le regole in vigore.
Il premio finale, già oggi, non dipende solo dalla classe CU: incidono anche le classi interne delle compagnie, la provincia, il profilo del conducente, le clausole scelte (come guida esperta o scatola nera) e gli sconti commerciali, applicati secondo l'IVASS a nove contratti su dieci.
Confrontare i preventivi al momento della scadenza permette di verificare come le diverse compagnie valutano lo stesso profilo, in attesa di capire come la riforma ridisegnerà il rapporto tra comportamento alla guida e costo dell'assicurazione.
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