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In Spagna le lavoratrici con mestruazioni dolorose avranno diritto a un congedo retribuito. E in Italia?

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Le lavoratrici con mestruazioni dolorose e invalidanti avranno diritto a un congedo retribuito. La Spagna arriva così prima di tutti gli altri Paesi europei.

E in Italia? La legge non passa.

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Serve un certificato medico

A Madrid il Consiglio dei ministri ha approvato il progetto di legge sui diritti sessuali e riproduttivi delle donne, che, tra l'altro, introduce questa novità.

Per usufruire dei congedi occorre un certificato medico. Il permesso non avrà una durata prefissata, mentre nella prima versione si citava un arco di tempo fra i 3 e i 5 giorni.

Prevista anche l'eliminazione dell’Iva per articoli specifici per l'igiene femminile. Il testo dovrà ora essere approvato dal Parlamento.

In Giappone, Indonesia e Zambia

Norme simili a quella spagnola esistono già in Giappone, Indonesia e Zambia. In altri Stati, come gli Usa e il Regno Unito, i permessi per il periodo del ciclo sono concessi da alcune imprese, ma non c'è una disposizione di legge. L'Italia in questo campo come si colloca? È indietro: una proposta parlamentare del 2016 si è arenata.

Il ciclo non sarà più un tabù

La ministra spagnola per la Parità di genere, Irene Montero (esponente di Podemos), che fa parte della coalizione di governo guidata dal socialista Pedro Sanchez, ha commentato: Saremo il primo Paese d'Europa a istituire un permesso per malattia temporaneo finanziato interamente dallo Stato.

Ha aggiunto: Le mestruazioninon saranno più un tabù e non dovremo più imbottirci di pastiglie o nascondere il dolore.

Occhio alle discriminazioni

Il varo della norma ha suscitato un notevole dibattito in Spagna a livello pubblico e politico. Per esempio, la vicepremier e ministra dell'Economia socialista Nadia Calviño temeva che il riconoscimento di permessi di questo genere potesse crearesituazioni discriminatorie per le donne nel mercato del lavoro.

La proposta italiana non è passata

In Italia un disegno di legge perintrodurre congedi mestruali fino a 3 giorni risale al 2016, quando fu presentata da quattro deputate del PD (Romina Mura, Daniela Sbrollini, Maria Iacono e Simonetta Rubinato), ma non è mai stata approvata.

Aveva pesato, tra l'altro, il timore che la norma potesse, paradossalmente, offrire l'ennesimo pretesto per discriminazioni nei confronti delle donne da parte delle aziende.

Nel nostro Paese petizione in corso

Intanto nel nostro Paese è stata appena lanciata su Change.org una petizione, che raccoglie già parecchie migliaia di firme, che chiede il diritto allo smartworking per le donne che soffrono di dismenorrea (il ciclo doloroso) durante i due o tre giorni più pesanti.

Un'idea buona, per lo meno se si svolge un lavoro che rende possibile questo tipo di prestazione.

In quei giorni, smartworking

Circa l'80% delle donnesoffre di dolore mestruale e spesso, a causa di questo, in alcuni mesi sono costrette ad assentarsi dal lavoro nei giorni di picco del ciclo mestruale, usufruendo delle giornate di malattia che hanno a disposizione (un numero limitato di giorni usufruibili durante l'anno solare), si legge nel testo delle petizione.

Inoltre, se c'è una cosa che questi anni di pandemia ci hanno insegnato, è che lavorare in smartworking non solo è assolutamente possibile ma anche assolutamente efficiente ed efficace.

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Pubblicato da Marco Brando il 2 giugno 2022

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