Fondo pensione per figli minori: la strategia per ridurre le tasse al 9% (e le novità 2026)


Aprire un fondo pensione per i propri figli minori significa intestare loro una posizione di previdenza complementare fin dai primi anni di vita. Sebbene i versamenti vengano materialmente effettuati dai genitori, il vero vantaggio di questa strategia risiede nell'anzianità di partecipazione. Questo "contatore" temporale si attiva infatti nel momento esatto dell'iscrizione e permette di abbattere la tassazione finale fino alla soglia minima del 9%. I fondi pensione aperti rappresentano uno strumento ideale a questo scopo, poiché sono accessibili anche a minori e studenti che non possiedono ancora un contratto di lavoro.
- Aprire un fondo pensione per i propri figli permette di costruire un capitale per il loro futuro, beneficiando da subito dei nuovi vantaggi fiscali introdotti nel 2026.
- Grazie al meccanismo dell'anzianità di partecipazione, l'aliquota fiscale sulla prestazione finale può essere abbattuta drasticamente fino alla soglia minima del 9%.
- Per azzerare la tassazione in questo modo, però, è necessario attivare un preciso "cronometro fiscale" prima che i figli entrino nel mondo del lavoro.
Sommario
Perché attivare una previdenza complementare per i figli
Avviare un piano previdenziale per un minore consente alla famiglia di costruire una riserva economica di lungo periodo, intestata direttamente al figlio, che ne rimane il titolare effettivo.
In un contesto in cui la pensione pubblica è sempre più fragile, muoversi in anticipo diventa una scelta lungimirante. Iniziare presto permette infatti di sfruttare al massimo il fattore tempo, capitalizzando i rendimenti e beneficiando da subito di importanti sgravi fiscali.
Il valore strategico dell'anzianità di partecipazione
L’anzianità di iscrizione rappresenta il vantaggio strategico del fondo pensione per i più giovani. Questo perché la maturazione degli anni comincia subito, anche se il minore non lavora e a prescindere dalla continuità dei versamenti.
Mentre la tassazione standard sulla prestazione finale parte dal 15%, l'aliquota scende progressivamente dello 0,30% per ogni anno successivo al quindicesimo di permanenza nel fondo.
Grazie a un'iscrizione precoce, il ragazzo supererà agevolmente i 35 anni di anzianità richiesti dalla legge per azzerare i prelievi fiscali inutili e blindare la tassazione minima al 9%.
Le novità fiscali del 2026 e i benefici per le famiglie
La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto un'importante novità, innalzando il limite massimo di deducibilità dei contributi versati alla previdenza complementare da 5.164,57 euro a 5.300 euro annui.
Per i figli fiscalmente a carico, i genitori possono dedurre i versamenti direttamente dal proprio reddito IRPEF, ottenendo un risparmio immediato commisurato alla propria aliquota marginale. Questo significa che più è alta l'aliquota del genitore, maggiore sarà il rimborso fiscale ottenuto a fine anno.
Deducibilità e tassazione agevolata dei rendimenti
Il nuovo limite di 5.300 euro complessivi include:
- sia i contributi versati per la propria posizione;
- sia quelli destinati ai familiari a carico.
Ricordiamo che un figlio resta fiscalmente a carico se il suo reddito annuo non supera i 4.000 euro (fino a 24 anni) o i 2.840,51 euro (dai 25 anni in su).
Inoltre, durante la fase di accumulo, i rendimenti generati godono di una tassazione di favore rispetto ai normali investimenti finanziari: l'imposta è del 20% su comparti azionari e obbligazionari corporate, e scende al 12,5% sulla quota investita in Titoli di Stato.
Come scegliere la soluzione previdenziale più adatta
Quando si seleziona un fondo pensione aperto per un minore, l'orizzonte temporale gioca a favore della famiglia: un bambino ha davanti a sé dai 40 ai 50 anni prima del pensionamento. Per questo motivo, la scelta del comparto deve essere pensata con attenzione.
Più che focalizzarsi sui soli rendimenti passati, è essenziale monitorare i costi di gestione espressi dall'ISC (Indicatore Sintetico di Costo). Secondo i dati COVIP, un ISC del 2% rispetto a uno dell'1% può arrivare a erodere il capitale finale del 18% nell'arco di 35 anni.
Date le tempistiche pluridecennali, i comparti azionari globali si rivelano spesso i più coerenti, poiché la volatilità di breve periodo viene assorbita dal tempo, offrendo storicamente rendimenti superiori all'inflazione.
Gestione del fondo al raggiungimento dell'età lavorativa
Nel momento in cui il figlio entra nel mondo del lavoro e smette di essere fiscalmente a carico, subentra a tutti gli effetti nella gestione del proprio fondo. Da quel momento in poi, potrà decidere di:
- effettuare versamenti volontari deducendoli dal proprio reddito;
- destinare il proprio TFR (Trattamento di Fine Rapporto) direttamente nel fondo aperto durante l'infanzia.
Questa continuità gli consentirà di non disperdere l'anzianità di partecipazione accumulata negli anni, mantenendo intatto il diritto alla tassazione agevolata al 9% senza dover azzerare il "cronometro" fiscale.
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