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Fondo interbancario di tutela depositi: come funziona

pubblicato da il 21 dicembre 2018
Fondo interbancario di tutela depositi: come funziona

Il Fondo Interbancario tutela dei depositi mette al riparo i conti correnti, i depositi e i buoni fruttiferi fino a 100.000 dal rischio di prelievo forzoso in caso di crack bancario. Ecco come funziona il Fondo e in che modo interviene.

Il Fondo interbancario di tutela dei depositi è un consorzio fra banche istituito nel 1987.

Si tratta di un consorzio ad adesione obbligatoria cui appartengono tutti gli istituti di credito italiani, fatta eccezione per le banche del credito operativo, le banche extracomunitarie e le banche comunitarie con succursali in Italia, per le quali ultime l’adesione è facoltativa.

Si tratta del Fondo cui si rivolgono le banche che dichiarano uno stato di temporanea insolvenza o di fallimento per risolvere i problemi di liquidità. Queste ultime infatti, in virtù del patto di solidarietà previsto dal Fondo, possono ricorrere agli accantonamenti contabili degli altri consorziati per tentare di risollevare le proprie sorti. Non è solo questa però l’unica funzione del Fondo, che ha lo scopo assicurare la stabilità del sistema finanziario con diverse tipologie di intervento.

Una delle più importanti è l’assicurazione sui depositi, che riguarda da vicino i correntisti e i depositanti delle banche italiane . L’assicurazione evita pesanti ripercussioni economiche ai clienti delle banche nella sfortunata ipotesi di dissesto bancario, impedendo il prelievo forzoso di tutte le somme contenute nei conti e relative ai buoni fruttiferi. Trattasi pertanto di un’assicurazione a copertura parziale, operante nei limiti di seguito esposti.

Il Fondo interviene in caso di crack bancario (falimento della banca) a copertura dei conti correnti, dei depositi e dei buoni fruttiferi fino a 100.000 euro. La garanzia offerta è da intendersi per correntista, per depositante e per singola banca. Ciò significa che l’intestatario di due conti correnti aperti presso due banche diverse, entrambi di importo inferiore o pari a 100.000 euro, sarà coperto dai rischi legati al fallimento dell’istituto per ambedue i conti, entro il limite di 100.000 per ciascun conto. In caso di conto cointestato invece, poniamo di importo pari a 300.000 euro, ciascun correntista sarà coperto fino a 100.000 euro, mentre le somme eccedenti potrebbero essere oggetto di prelievo forzoso.

Qualora si verifichi il prelievo forzoso a carico del correntista o del depositante, questi ha il diritto di ottenere il rimborso delle somme al Fondo entro il limite di 100.000 euro. I tempi di rimborso sono fissati a 7 giorni lavorativi dalla data in cui si producono gli effetti del provvedimento di liquidazione coatta amministrativa.

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