Conti correnti: il Fisco triplica i monitoraggi sugli evasori


Nel 2025, i controlli del Fisco sui conti correnti, finalizzati alla lotta all'evasione, hanno registrato un forte incremento. Lo scorso anno, in base ai dati contenuti in una recente indagine della Corte dei Conti, i monitoraggi dell'Agenzia delle Entrate si sono triplicati, concentrandosi sui rapporti bancari e sulle partite IVA ritenute a rischio di violazioni fiscali.
Facile.it, sito specializzato nel confronto di conti correnti, ha analizzato le evidenze contenute nella relazione e l'intensificazione delle attività di vigilanza.
- Nel 2025 i controlli del Fisco su conti correnti e partite IVA hanno registrato un forte aumento, con 6.566 indagini finanziarie e oltre 223mila verifiche complessive, in crescita rispetto agli anni precedenti.
- L'Agenzia delle Entrate utilizza sempre più banche dati e strumenti digitali (fatturazione elettronica, corrispettivi telematici, anagrafe dei conti) per individuare posizioni a rischio e intercettare eventuali irregolarità fiscali.
- Attualmente, le partite IVA rappresentano obiettivi focali dei controlli, ma la Corte dei Conti segnala la necessità di rendere le verifiche più mirate ed efficaci, a fronte di una platea ancora poco coperta.
Boom di controlli sugli evasori: tutti i numeri dei controlli fiscali in base alla Corte dei Conti
Lo scorso anno, i controlli sui conti correnti e sui rapporti finanziari utilizzati dal Fisco come strumenti di contrasto alle irregolarità fiscali hanno registrato una fortissima accelerazione.
Secondo la Corte dei Conti, nella Relazione sul rendiconto generale dello Stato, le indagini finanziarie sono diventate una delle leve principali dell'attività di accertamento dell'Agenzia delle Entrate, volta a contrastare l'evasione.
Nel corso del 2025, i monitoraggi hanno raggiunto quota 6.566 interventi, più che triplicati, in base ai dati disponibili, rispetto al 2022.
Anche questa volta, le attività hanno riguardato i conti bancari, ma con focus sulle partite IVA considerate a rischio, secondo gli indicatori di anomalie utilizzati dal Fisco nelle attività di monitoraggio e verifica.
Nel complesso, i controlli ordinari hanno superato quota 223mila, con un incremento del 18% rispetto al 2024. Le attività di verifica hanno portato all'emersione di oltre 16,4 miliardi di euro di maggiore imposta accertata, in crescita dell'11,4% su base annua.
Strumenti di vigilanza e indagini incrociate: le analisi del Fisco tramite banche dati
L'aumento dei controlli da parte dell'Agenzia delle Entrate si inserisce in un modello sempre più basato sull'uso integrato delle banche dati e delle analisi digitali incrociate.
Il Fisco, infatti, verifica ormai diverse fonti informative per individuare le posizioni a rischio di evasione fiscale, per selezionare in modo mirato i contribuenti da sottoporre a verifica.
Tra gli strumenti utilizzati rientrano:
- la fatturazione elettronica;
- i corrispettivi telematici;
- l'anagrafe dei rapporti finanziari;
- i dati relativi agli scontrini elettronici collegati ai pagamenti elettronici tramite POS.
L'incrocio di informazioni provenienti da queste fonti e il riscontro sulla dichiarazione dei redditi o sul Modello 730, consente alla lente dello Stato di ricostruire con precisione la coerenza fra redditi dichiarati e movimentazioni economiche reali.
In questo quadro, inoltre, l'introduzione degli scontrini elettronici ha contribuito a far emergere, in tempi rapidi, circa 5,3 miliardi di euro di imponibile non dichiarato, rendendo evidente la rilevanza degli strumenti di verifica digitale nella lotta all'evasione fiscale.
Le partite IVA nel mirino dell'Agenzia delle Entrate
Negli ultimi tempi, un'attenzione particolare è stata rivolta dal Fisco alle partite IVA soggette agli Indici sintetici di affidabilità fiscale (Isa).
Nel 2025, le verifiche sostanziali sui professionisti in possesso di Partita IVA hanno raggiunto quota 103.449, con un un aumento dell'11,3% rispetto all'anno precedente.
Nonostante la crescita, la platea effettivamente controllata appare ancora limitata: i controlli, infatti, hanno interessato il 3,8% del totale delle partite IVA. Le percentuali risultano contenute negli studi medici (1,6%), ma più elevate nei settori:
- delle costruzioni (4,6%);
- delle attività di manutenzione e tinteggiatura (4,1%).
Nella Relazione sul rendiconto generale dello Stato, La Corte dei Conti ha evidenziato che anche nei comparti più esposti al monitoraggio, la frequenza dei controlli risulta bassa rispetto alla dimensione globale del tessuto produttivo.
Di conseguenza, ha suggerito un ulteriore potenziamento delle attività, al fine di procedere ad accertamenti mirati.
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