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3 ott 2022 | 3 min di lettura | Pubblicato da Giorgia Nardelli

adsl expert speaks come difendersi se l operatore cambia la tariffa

La tariffa che "sale" da un bimestre all'altro. Il servizio che da gratuito diventa a pagamento, o che viene cancellato. A tutti è successo di scontrarsi con una "modifica unilaterale del contratto": succede quando la compagnia che gestisce il servizio di fibra ottica a casa decide di sua iniziativa di cambiare le condizioni previste nel nostro piano tariffario. Non è una pratica illegale, la legge stabilisce che gli operatori internet possano decidere di modificare le condizioni anche economiche dei contratti in vigore, in qualsiasi momento.

Quello che non tutti sanno, però, è che ci sono regole chiare da rispettare, e che le compagnie devono attenersi a quanto stabilito dall’articolo 70 del Codice delle comunicazioni elettroniche e dai vari regolamenti dell’Autorità Garante delle comunicazioni. Ecco le regole.

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Gli obblighi della compagnia

Intanto, la compagnia è tenuta a informare i suoi clienti con un preavviso di almeno 30 giorni. La comunicazione deve arrivare per iscritto, in modo chiaro, e nel testo del messaggio deve essere motivato in maniera dettagliata il perché della modifica. Non è sufficiente che la società scriva che la decisione è dovuto a "esigenze di servizio". Inoltre, nella stessa comunicazione, il gestore deve informare l'utente della possibilità di recedere dal contratto senza costi di disattivazione o penali .

Cosa può fare il consumatore

Una volta ricevuta comunicazione – che può arrivare anche via sms - il cliente ha due strade davanti a sé. Può restare, accettando le nuove condizioni, oppure interrompere il rapporto con l'operatore cambiando fornitore di rete internet. In questo secondo caso la società non potrà imputargli alcun addebito, anche nel caso in cui il piano preveda un vincolo di fedeltà. In altre parole, anche se abbiamo firmato un contratto che in origine ci vincolava a restare fedeli alla compagnia per 36 mesi, possiamo recedere con anticipo senza pagare nulla. Inoltre, la compagnia non potrà in nessun caso richiedere né il pagamento di costi di disattivazione, né di penali, né il rimborso di sconti applicati in precedenza o la restituzione di altre somme.

Se stai pagando un oggetto a rate

L'unico vincolo per il cliente è previsto nel caso in cui questi abbia acquistato un dispositivo e lo stia pagando a rate, come accade spesso con i modem, i tablet o gli smartphone. In questo caso l'apparecchio resta di proprietà del consumatore, che in caso di recesso dovrà continuare a corrispondere le rate mancanti. Non sarà però obbligato a versare le somme in un'unica soluzione. Lo ha stabilito l'Agcom.

Come muoversi

Che fare, se la modifica non ci sta bene? Il cliente che decide di recedere dal contratto è tenuto a comunicarlo all'azienda per iscritto entro 30 giorni. Per avere la certezza che il destinatario riceva la comunicazione, meglio inviare la comunicazione via Pec o tramite una raccomandata con ricevuta di ritorno, e, consigliano le associazioni di consumatori, è bene chiarire sempre per iscritto che la decisione è legata alla modifica unilaterale decisa dalla compagnia.
Se invece l'utente passa a un'altra compagnia, sarà direttamente il nuovo operatore a sbrigare le pratiche per il recesso.

Autore
giorgia nardelli

Pugliese trapiantata in Emilia, giornalista professionista dal 2005, laurea in filologia romanza e master in giornalismo all’Università di Bologna.

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