Short Selling: guida alla vendita allo scoperto

Molti investitori alle prime armi si chiedono come poter attuare la pratica dello Short Selling allo scopo di generare profitti più o meno importanti. Bisogna considerare che questa pratica può rivelarsi abbastanza redditizia ma non è esente da rischi, per cui deve essere effettuata con la dovuta cautela e consapevolezza in modo da contenere eventuali perdite.

In linea generale, è bene sapere che andare in Short vuol dire mettere in vendita titoli che non si possiedono, quindi presi in prestito, per poi riacquistarli e trasferirli al prestatore nel caso in cui si dovesse verificare un movimento bassista sul mercato. La differenza fra il costo di acquisto e quello di vendita rappresenterà il guadagno del trader. In definitiva lo scopo è quello di comprare al massimo prezzo per vendere al minimo.

Sommario

Cos'è lo Short Selling?

Il meccanismo dello Short Selling può rivelarsi più complicato del previsto, specialmente per coloro che si affacciano al mondo del trading da poco tempo e non hanno ancora acquisito la necessaria formazione tecnica. In buona sostanza, nel momento in cui un investitore sceglie di andare in Short non fa altro che richiedere ad un intermediario un prestito, solitamente un contratto CDF, che poi sarà messo in vendita sul mercato. Scopo del trader è quindi quello di trasformare il prestito ottenuto in acquisto, in quanto crede che il valore del prodotto finanziario diminuirà nel tempo. A quel punto, quando le previsioni sono corrette, l'ente creditore che ha concesso il prestito sarà tenuto a corrispondere la differenza che genera un profitto.

La pratica dello Short Selling implica quindi la presenza dell'intermediario, cioè di un broker, al quale non interessa il valore dei singoli strumenti finanziari o delle varie transazioni, poiché il suo guadagno dipende essenzialmente dalle commissioni che vengono applicate alle singole operazioni. Occorre poi ricordare che la possibilità di andare in Short è riconosciuta in modo universale, nonché regolamentata dall'ESMA a livello europeo.

Come funziona lo Short Selling

Allo scopo di comprendere a fondo il funzionamento dello Short Selling è possibile fare un esempio, quindi immaginare il trading su azioni effettuato da una determinata società. Grazie all'uso del CDF e definendo tutti gli aspetti della transazione, il trader potrà disporre di un certo numero di azioni che potrà successivamente scambiare al prezzo di mercato. L'investitore, tuttavia, non possiede direttamente le azioni ma le prenderà solo in prestito, per cui verserà una caparra al broker, oltre che il margine, cioè una piccola percentuale sul valore complessivo dell'operazione.

A questo punto il trader potrà vendere i titoli azionari per un certo profitto che verrà "congelato", ovvero bloccato sul conto dell'intermediario assieme al margine. Quando il titolo scende, così come era stato ipotizzato, verrà riacquistato e restituito al broker, nel rispetto delle condizioni contrattuali. L'intermediario sarà quindi tenuto a restituire il prezzo di vendita delle azioni al netto del costo di riacquisto corrente e delle commissioni.

Ecco, quindi, che l'investitore genera un profitto, dal quale bisogna comunque escludere le commissioni che si possono quantificare in anticipo sfruttando appositi tool messi a disposizione delle piattaforme di trading. La vendita alla scoperto non rappresenta una perdita per il broker, che avrà comunque ottenuto un guadagnato attraverso le commissioni percepite.

Vantaggi e rischi dello Short Selling

La vendita allo scoperto non genera in maniera automatica dei profitti, perché è sempre una pratica finanziaria piuttosto rischiosa che potrebbe portare a perdite anche considerevoli. Per questa ragione è importante muoversi con la massima prudenza, evitando scelte frettolose che potrebbero deludere le aspettative di ogni investitore avanzato o in erba. Del resto nel mondo del trading non è possibile fare stime o previsioni certe, perché i mercati finanziari possono riservare sorprese del tutto inaspettate in ogni momento.

Nell'esempio riportato il trader ha centrato la previsione, ma nei fatti le cose possono andare diversamente, in quanto il titolo azionario potrebbe anche non diminuire di prezzo. Questo vuol dire che le transazioni spesso vengono concluse in maniera differente da come previsto. Cosa succede, dunque, quando il costo dello strumento invece di scendere dovesse aumentare? In questa situazione il trader sarà comunque tenuto a rispettare le condizioni contrattuali, per cui dovrà acquistare i titoli azionari, pagando al broker la differenza fra il costo di vendita e quello di riacquisto.

Occorre poi fare presente che il prezzo dei titoli non può mai scendere sotto zero, mentre, almeno in linea teorica, non esistono limitazioni per ciò che riguarda l'aumento. Alla luce di quanto chiarito, si consiglia quindi di mettere in pratica la tecnica della vendita allo scoperto solo dopo averne compreso a fondo il funzionamento, in modo da avere le idee più chiare sulle possibili conseguenze. Non è infatti così scontato e certo che il valore del titolo azionario preso in prestito dal broker scenderà, per cui bisogna essere pronti, anche dal punto di vista psicologico, a fronteggiare una possibile perdita per via di una previsione errata.

In tutti i casi, per poter limitare il rischio di perdere il proprio capitale, si possono utilizzare degli strumenti efficaci, denominati stop loss e take profit. Nello specifico, si tratta di funzioni molto utili, che vengono messe a disposizione dalla piattaforma di trading, attraverso le quali sarà possibile tutelare il patrimonio dell'investitore, quindi a contenere il rischio di perdere tutto.

Altre cose da sapere sullo Short Selling

Imparare a saper gestire il rischio è un passo fondamentale per poter effettuare la vendita allo scoperto con un certo successo. Prima di iniziare questa pratica è quindi molto importante effettuare un'analisi accurata dei mercati finanziari, in seguito alla quale poter fare delle previsioni maggiormente attendibili e che valgono nel breve periodo.

In genere si raccomanda sempre di impostare dei limiti sugli ordini, in modo da non generare perdite consistenti qualora i mercati dovessero registrare risultati differenti da quelli preventivati. Altrettanto indispensabile è poi il monitoraggio costante delle posizioni aperte, così da poter intervenire prontamente in caso di criticità.

Nel momento in cui si sceglie di mettere in vendita azioni allo scoperto non ci sono limiti alle perdite, per questo tanti investitori hanno perso l'intero capitale. L'apertura di un conto a margine tante volte pone delle difficoltà anche ai trader più abili, i quali dimenticano di rispettare le condizioni legate al minimo di mantenimento che possono influenzare in modo significativo la convenienza dell'intera operazione. Ecco perché è bene leggere con attenzioni tutte le clasuole dell'accordo preso con il broker, per evitare di versare sul conto ulteriore denaro o essere costretti a dover liquidare la posizione.

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