Benzina e diesel alle stelle: italiani spendono 470 milioni in più, prorogato fino al 1° maggio il taglio delle accise


A marzo 2026 gli italiani hanno speso circa 470 milioni di euro in più per fare rifornimento rispetto al mese precedente. Un aumento significativo che arriva in un contesto già complesso per famiglie e imprese, riportando al centro il tema del caro energia.
Secondo l’analisi di Facile.it, il rincaro è legato soprattutto alle tensioni internazionali, in particolare al conflitto in Iran, che ha avuto effetti immediati sul prezzo del petrolio e, di conseguenza, sui carburanti alla pompa.
Il Governo, riunitosi in un Consiglio dei Ministri straordinario, ha prorogato fino al 1° maggio il taglio delle accise.
Sommario
Prezzi carburanti: +12% in un solo mese
I dati mostrano una crescita improvvisa e marcata. A febbraio 2026, la spesa complessiva per benzina e diesel in Italia era di circa 3,7 miliardi di euro. A marzo, a parità di consumi, il totale ha sfiorato i 4,2 miliardi, segnando un aumento del 12% in appena 30 giorni.
Un incremento che conferma quanto il mercato energetico sia oggi estremamente sensibile agli equilibri geopolitici globali.
Benzina e diesel: quanto sono aumentati davvero
Ecco, nel dettaglio, gli aumenti della benzina e del diesel.
- Benzina: da 1,65 €/litro (febbraio) a 1,77 €/litro (marzo)
+97 milioni di euro complessivi - Diesel: da 1,70 €/litro a 1,98 €/litro
+372 milioni di euro
Il diesel, utilizzato in larga parte per trasporti e logistica, è quello che ha registrato l’impatto più forte, con un incremento molto più marcato rispetto alla benzina.
Quanto costa oggi fare il pieno
L’aumento si traduce in modo concreto nella vita quotidiana degli automobilisti:
- Benzina (50 litri): da 83 € a 88 €
- Diesel (50 litri): da 85 € a 99 €
Un pieno diesel oggi costa 14 euro in più rispetto a febbraio, una differenza che, su base mensile, può incidere pesantemente soprattutto per chi usa l’auto per lavoro.
Perché il conflitto in Iran incide così tanto
Il legame tra crisi geopolitiche e prezzo dei carburanti è diretto. L’Iran è infatti uno snodo strategico per il mercato petrolifero globale.
Le tensioni nell’area mediorientale:
- riducono la stabilità delle forniture
- aumentano i costi di approvvigionamento
- alimentano la speculazione sui mercati energetici.
Il risultato è un immediato rialzo del prezzo del greggio, che si riflette rapidamente sui distributori.
Governo sotto pressione: prorogato fino al 1° maggio il taglio delle accise
Il Governo ha deciso di prorogare fino al 1° maggio il taglio delle accise. Attualmente è in vigore uno sconto di 24,4 centesimi al litro, che ha contribuito a contenere parzialmente i rincari. In un Consiglio dei Ministri lampo, si è deciso il via libera alla proroga.
Giorgia Meloni si è espressa così sui social: "Il governo è intervenuto oggi con un nuovo decreto per prorogare la riduzione delle accise sui carburanti ampliando la misura con un intervento mirato a sostegno degli agricoltori e delle imprese esportatrici. È una misura necessaria per fronteggiare una fase particolarmente delicata, segnata da tensioni internazionali che stanno producendo effetti concreti sui costi dell'energia e sull'economia".
Aggiunge anche che "sappiamo che il quadro resta complesso. Per questo il governo continuerà a monitorare con la massima attenzione l'evoluzione dello scenario internazionale e a lavorare su ogni intervento necessario a proteggere famiglie, imprese e lavoro".
Cosa aspettarsi nei prossimi mesi
L’andamento dei prezzi dipenderà fortemente dall’evoluzione dello scenario internazionale. Se le tensioni in Medio Oriente dovessero proseguire o intensificarsi, gli esperti prevedono:
- ulteriori rialzi dei prezzi
- maggiore volatilità settimanale
- effetti su inflazione e costi dei trasporti.
Al contrario, un allentamento della crisi potrebbe favorire una graduale stabilizzazione. Nel frattempo, continuano a diminuire le scorte di gas in Europa, che oggi è sotto al 28%.
- Il mese di marzo 2026 segna un nuovo picco per il caro carburanti in Italia.
- Nonostante le misure in vigore, l’impatto economico sui consumatori è già evidente e potrebbe aggravarsi nei prossimi mesi senza interventi strutturali.
- Il costo dell’energia si conferma così una delle variabili più critiche per l’economia reale, con effetti diretti sulla vita quotidiana di cittadini e imprese.


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