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Benzina e diesel sempre più cari: bonus e GPL tra le possibili soluzioni

Pubblicato il 17-03-2026 | Aggiornato il 17-03-2026 | 4 min di lettura | Pubblicato da
Carmela di Matteo
Carmela Di Matteo
Distributore di benzina

L’escalation geopolitica in Medio Oriente dopo lo scoppio della guerra in Iran ha avuto effetti immediati sul mercato energetico globale. Il rialzo del petrolio si è riflesso rapidamente sui prezzi alla pompa in tutta Europa, con aumenti significativi registrati tra fine febbraio e inizio marzo 2026.

L’Italia non è tra i Paesi con gli aumenti più estremi, ma il rialzo è comunque rilevante e pesa direttamente sulle famiglie e sui costi di trasporto. A dirlo, i dati elaborati dagli esperti di Facile.it, basati sulle rilevazioni della Commissione Europea pubblicate nel Weekly Oil Bulletin.

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Sommario

Carburanti in aumento nell’Eurozona: quanto sono saliti benzina e diesel

Tra il 23 febbraio e il 9 marzo 2026, i prezzi dei carburanti sono aumentati in tutta l’Eurozona. Secondo le elaborazioni di Facile.it, per la benzina gli incrementi più consistenti si sono registrati in Germania (+13,8%), Austria (+13,2%) e Finlandia (+12,5%). In Italia la benzina è salita del 5,5%, collocando il Paese al dodicesimo posto nell’Eurozona nel periodo analizzato, mentre gli aumenti più contenuti sono stati registrati in Slovenia (+1,1%), Slovacchia (+0,9%) e Irlanda (+0,5%). 

Ancora più marcata la crescita del diesel, che incide direttamente sui costi di trasporto e logistica: i rialzi più forti si sono registrati in Germania (+24,8%), Austria (+22,8%) ed Estonia (+21,4%), con aumenti a doppia cifra anche in Francia (+18,4%), Grecia (+17,2%) e Spagna (+15,6%). In Italia il gasolio è cresciuto del 9,8%, dato che colloca il Paese al quattordicesimo posto nell’Eurozona, mentre gli incrementi più limitati sono stati rilevati in Slovacchia (+1,1%), Irlanda (+0,6%) e Slovenia (+0,2%).  

Cosa sta valutando il governo italiano contro il caro carburante

Il governo italiano sta considerando l'idea di rendere disponibili ulteriori misure di sostegno per famiglie e imprese, da aggiungere a quelle già in corso di valutazione per gli aumenti delle bollette energetiche. L’ipotesi di un taglio generalizzato delle accise sembra al momento esclusa, mentre l’esecutivo punta su interventi più mirati.

Revisione delle accise tra benzina e diesel

La strategia principale riguarda una revisione strutturale della tassazione sui carburanti. L’obiettivo è riallineare progressivamente le accise tra benzina e diesel, con una riduzione di pochi centesimi al litro sulla benzina ed un aumento equivalente sul diesel.

Si tratta di una correzione fiscale che modifica l’equilibrio tra i due carburanti e che potrebbe avere effetti soprattutto per il settore del trasporto su gomma.

Bonus carburante 2026: chi potrebbe riceverlo

Parallelamente, il governo sta analizzando la possibilità di emanare un bonus carburante selettivo, destinato alle famiglie con redditi più bassi. L’ipotesi più concreta riguarda l’estensione della carta “Dedicata a te”, uno dei bonus disponibili per le famiglie nel 2026 messa in campo per sostenere l’acquisto di beni alimentari di prima necessità.

Già nel 2023 parte delle risorse era stata utilizzata proprio per il carburante. Il decreto con i dettagli operativi potrebbe arrivare tra fine marzo e aprile 2026.

Il ruolo dei fringe benefit aziendali

Un altro strumento già attivo è rappresentato dal welfare aziendale. Nel 2026 restano valide le soglie di esenzione fiscale per i fringe benefit:

  • 1.000 euro annui
  • 2.000 euro per chi ha figli a carico.

Le aziende possono utilizzare questi strumenti per erogare buoni carburante o carte benzina, senza imposte né contributi per il dipendente. Molte imprese li utilizzano soprattutto per sostenere i lavoratori pendolari.

Il GPL può diventare un’alternativa al caro carburante?

Con il rialzo di benzina e diesel, torna a crescere l’attenzione verso carburanti alternativi più economici. I dati mostrano infatti che il GPL è aumentato molto meno rispetto agli altri carburanti: il rincaro è del 2,17%, il che rende il GPL una delle opzioni più economiche per chi percorre molti chilometri.

Il futuro del GPL nel mercato auto

La quota delle auto bifuel GPL in Italia è tuttavia in calo. Nei primi mesi del 2026 le immatricolazioni sono scese dal 10% al 5% del mercato. Alcuni costruttori stanno valutando nel lungo periodo una progressiva uscita da questa tecnologia, orientandosi verso motorizzazioni elettriche, ibride o alimentate con biofuel.

Tuttavia, nuove tensioni sul mercato del petrolio potrebbero prolungare la vita commerciale del GPL oltre il 2030.

Quanto pesa davvero il caro carburante sulle famiglie

L’aumento dei prezzi alla pompa ha un impatto diretto sui bilanci familiari. Secondo le stime delle associazioni dei consumatori, una famiglia che effettua due pieni al mese potrebbe arrivare a spendere 400-500 euro in più all’anno rispetto al 2025. Questi aumenti si aggiungono a quelli previsti per le bollette di luce e gas, per i quali l'Unione Europea ha recentemente emanato delle linee guida da seguire per tentare di contenere tali rincari. 

Per i nuclei con redditi più bassi, eventuali misure come l’estensione della carta “Dedicata a te”, potrebbero diventare uno dei principali strumenti di compensazione contro il caro carburante.

  • I prezzi dei carburanti sono in forte aumento dopo lo scoppio della guerra in Iran: tra fine febbraio e inizio marzo 2026 la benzina è salita in tutta l’Eurozona; in Italia l’aumento è stato del +5,5%, mentre il diesel è cresciuto del +9,8%, con rialzi ancora più marcati in Paesi come Germania e Austria.
  • Il governo valuta misure contro il caro carburante: al momento non è previsto un taglio generalizzato delle accise, ma si discute di revisione della tassazione tra benzina e diesel, possibile bonus carburante per famiglie con ISEE basso ed estensione della carta “Dedicata a te”.
  • Dall’inizio del conflitto benzina e diesel sono aumentati molto più del GPL (+9,98% e +19,79% contro +2,17%), riaccendendo l’interesse per le auto bifuel come soluzione per contenere la spesa dei rifornimenti.
In sintesi
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