Fondi pensione, novità COVIP: al via l'erogazione frazionata, le regole dal 31 ottobre


I fondi pensione introducono una nuova opzione per la liquidazione del capitale maturato nel corso della carriera. A partire dal 31 ottobre gli iscritti possono accedere all'erogazione frazionata, ricevendo le somme accumulate tramite pagamenti periodici nel tempo. Questa soluzione si affianca alla rendita vitalizia, offrendo un'alternativa concreta al momento del pensionamento.
Con la recente circolare, la COVIP ha fissato i criteri applicativi a cui i gestori dovranno conformarsi. Gli aderenti hanno così la possibilità di programmare i flussi economici secondo le proprie esigenze.
- L'erogazione frazionata consente di percepire il capitale del fondo attraverso pagamenti distribuiti su più anni.
- Il piano prevede una durata minima di cinque anni, senza alcun vincolo legato all'aspettativa di vita.
- La scelta iniziale non è revocabile, ma permette comunque la conversione in rendita o il trasferimento della quota residua.
Sommario
Cos'è l'erogazione frazionata e come cambia l'accesso alle prestazioni
Fino a oggi, al raggiungimento dei requisiti pensionistici, le opzioni principali consistevano nel ritiro di una parte del montante in capitale e nella conversione della quota restante in rendita vitalizia. A seguito degli interventi introdotti dalla Legge di Bilancio e dei chiarimenti forniti dalla circolare COVIP n. 6616 del 22 ottobre, il quadro normativo offre nuove possibilità.
L'erogazione frazionata consente di ricevere il montante attraverso una serie di pagamenti distribuiti su un periodo prefissato. Questa soluzione può riguardare l'intero importo maturato oppure la parte residua, qualora sia già stata richiesta una prima liquidazione in forma di capitale entro i limiti consentiti.
Durata e vincoli operativi stabiliti dalla COVIP
L'elemento centrale della nuova disciplina riguarda i tempi di rimborso concordati con il fondo. Le norme stabiliscono chiaramente che il piano di rateizzazione non può durare meno di cinque anni.
A differenza della rendita vitalizia, il calcolo dei versamenti non dipende dall'età anagrafica né dalle tabelle sulla speranza di vita. L'importo erogato è legato unicamente all'entità del risparmio presente sul conto e agli anni scelti dall'aderente.
Il quadro normativo riconosce oggi tre modalità di uscita alternative alla classica rendita:
- la rendita a durata definita, distribuita su un numero di anni prefissato;
- i prelievi liberamente determinabili, secondo le condizioni previste dalla gestione;
- l'erogazione frazionata del montante, con un piano di durata pari o superiore a cinque anni.
La COVIP ha chiarito che non è possibile combinare queste opzioni tra loro: al momento della richiesta l'iscritto deve selezionare un solo percorso.
Le opzioni previste in caso di variazione della scelta
Una volta avviato il piano a rate, l'aderente non può annullare la scelta in modo arbitrario. Tuttavia, le indicazioni di vigilanza prevedono due strade per gestire le somme ancora presenti sul fondo.
La prima consente di trasformare il montante rimanente in una rendita vitalizia, immediata oppure differita, secondo le condizioni contrattuali del fondo stesso. La seconda permette invece di trasferire il capitale residuo verso un'altra forma pensionistica, con l'obiettivo di sfruttare condizioni di rendita più vantaggiose.
I fondi pensione dovranno quindi aggiornare a breve statuti e note informative, così da fornire un quadro chiaro e trasparente a chi sta per concludere il percorso lavorativo.
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