Nuovo Codice della Strada, multe giù fino a 80 euro e fermo a tempo indeterminato per chi guida senza assicurazione


Multe più basse per le infrazioni più comuni, ma regole più severe per chi mette a rischio gli altri utenti della strada, a partire da chi circola senza copertura RC auto. È questo il doppio binario del nuovo Codice della Strada, approvato dal Consiglio dei ministri a ottobre 2026 su proposta del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Il testo interviene su sanzioni, assicurazioni, notifiche degli autovelox, documenti di guida, contrassegno disabili, due ruote e patenti professionali. Non si tratta però di norme già operative: il via libera è arrivato in esame preliminare e il provvedimento deve ancora completare il suo iter. Ecco cosa prevede la riforma e cosa resta da sapere per automobilisti e motociclisti.
- Le multe minime da 26 e 42 euro scendono a 25 e 40 euro, quelle da 83 e 87 euro a 80 euro; si ferma l’adeguamento automatico biennale all’inflazione.
- Per chi circola senza assicurazione scatta il divieto di circolazione a tempo indeterminato, e i veicoli con targa estera presenti in Italia per oltre 30 giorni dovranno essere assicurati secondo le regole italiane.
- Le novità non sono ancora in vigore: lo schema di decreto legislativo deve ottenere i pareri previsti prima dell’approvazione definitiva.
Sommario
A che punto è la riforma
Il provvedimento è uno schema di decreto legislativo che attua la delega contenuta nell’articolo 35 della legge 25 novembre 2024, n. 177, e che è destinato a sostituire il Codice della Strada oggi in vigore, il decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285. Più che una serie di ritocchi, quindi, si tratta di una riscrittura complessiva della disciplina che regola la circolazione da oltre trent’anni.
Dopo l’esame preliminare in Consiglio dei ministri, il testo passa al Consiglio di Stato e alla Conferenza unificata, dove siedono i rappresentanti di Regioni, Province e Comuni, e successivamente alle commissioni parlamentari competenti. Solo al termine di questi passaggi il Governo potrà approvarlo in via definitiva. La data di entrata in vigore delle singole misure non è quindi ancora fissata e, fino ad allora, restano valide le regole attuali.
Multe più basse e stop all’adeguamento all’inflazione
Il primo intervento riguarda gli importi. Il Mit parla di una razionalizzazione delle sanzioni amministrative che passa da due leve: la sospensione dell’adeguamento automatico all’inflazione, che oggi ogni due anni aggiorna le cifre delle multe sulla base dell’andamento dei prezzi, e un arrotondamento al ribasso degli importi più frequenti.
| Sanzione minima | Importo attuale | Con la riforma |
|---|---|---|
| Fascia base | 26 euro | 25 euro |
| Fascia intermedia | 42 euro | 40 euro |
| Fascia superiore | 83 euro | 80 euro |
| Fascia superiore | 87 euro | 80 euro |
Le riduzioni sono contenute in valore assoluto, ma riguardano le violazioni che gli automobilisti incontrano più spesso. Il blocco dell’adeguamento automatico ha invece un effetto meno visibile nell’immediato e più rilevante nel tempo, perché evita che gli importi crescano periodicamente insieme all’inflazione.
Stretta su chi circola senza assicurazione
Se le multe ordinarie scendono, sul fronte della copertura RC auto la direzione è opposta. Per i veicoli sorpresi a circolare senza assicurazione la riforma prevede il divieto di circolazione a tempo indeterminato.
Il fenomeno ha dimensioni significative. Secondo le stime dell’Ania, l’associazione nazionale delle imprese assicuratrici, nel 2025 in Italia circolavano circa 2,8 milioni di veicoli senza assicurazione, il 5,8% del parco, in lieve calo rispetto al 6,1% dell’anno precedente. L’incidenza più alta si registra al Sud, con il 7,5%, contro il 5,9% del Centro e il 4,7% del Nord, dove però, a causa del numero maggiore di veicoli, si concentrano in valore assoluto circa 1,1 milioni di mezzi non assicurati.
Non è un problema che riguarda solo chi viola la legge. I danni causati da veicoli non assicurati o non identificati vengono risarciti dal Fondo di garanzia per le vittime della strada, alimentato da un contributo applicato a ogni premio RC auto: l’evasione assicurativa, quindi, finisce per pesare anche sui premi pagati da chi è in regola.
Targhe estere e riscossione delle multe
La riforma interviene anche sui veicoli immatricolati all’estero. Quelli che circolano in Italia per più di 30 giorni dovranno avere un’assicurazione conforme alle regole italiane. Parallelamente viene introdotto un meccanismo di riscossione coattiva per recuperare le sanzioni non pagate dai conducenti stranieri, un ambito in cui oggi il recupero delle somme risulta spesso complesso.
Cosa conviene verificare sulla propria polizza
In attesa che le nuove regole diventino operative, la stretta annunciata è un buon motivo per controllare la propria situazione assicurativa: data di scadenza, eventuale tacito rinnovo e garanzie incluse. Il Codice delle assicurazioni private prevede che la copertura resti operante fino al quindicesimo giorno successivo alla scadenza del contratto, un margine pensato per consentire il rinnovo o il cambio di compagnia, non per circolare a lungo senza polizza. Confrontare per tempo i preventivi RC auto permette di arrivare alla scadenza con una nuova copertura già pronta e di valutare con calma premio, massimali e garanzie accessorie.
Autovelox, verbali notificati in 45 giorni
Cambiano anche i tempi di notifica delle multe. Quando l’infrazione è accertata da remoto e non viene contestata immediatamente al conducente, come accade per gli autovelox, i Comuni avranno 45 giorni per notificare il verbale, contro i 90 previsti oggi. Il Mit presenta la misura come una tutela del diritto di difesa: ricevere la multa a distanza ravvicinata dall’infrazione rende più semplice ricostruire le circostanze e, se necessario, presentare ricorso.
Patente e libretto, basta documenti cartacei
Sul piano della digitalizzazione, il nuovo Codice supera l’obbligo di portare con sé la patente e la carta di circolazione in formato cartaceo. La verifica da parte delle forze dell’ordine avverrà per via telematica, attraverso le banche dati. Resta naturalmente necessario essere in possesso di una patente valida e rispettare tutti i requisiti previsti per il veicolo: cambia il modo in cui i documenti vengono controllati, non gli obblighi di chi guida.
Contrassegno disabili valido in tutta Italia
La riforma semplifica le procedure legate al Contrassegno unificato disabili europeo (CUDE). Tutti i Comuni dovranno aderire obbligatoriamente alla piattaforma nazionale, in modo che il contrassegno sia riconosciuto su tutto il territorio. È previsto anche un incentivo all’adeguamento: i Comuni che non aderiranno non potranno usare dispositivi di controllo a distanza per sanzionare le violazioni nelle ZTL o nei parcheggi riservati.
Per chi si sposta con il contrassegno, l’effetto atteso è la fine di un problema concreto, quello delle multe ricevute entrando in una ZTL di un Comune diverso dal proprio, dove il permesso non risultava registrato.
Moto, rider e monopattini: le novità per le due ruote
Diverse misure riguardano la mobilità su due ruote e la micromobilità.
| Chi | Cosa prevede la riforma |
|---|---|
| Motociclisti | Uso della corsia di emergenza in autostrada in caso di incidenti o rallentamenti |
| Cicli a propulsione (es. bici dei rider) | Obbligo di casco e di contrassegno per il mezzo |
| Monopattini elettrici | Divieto di circolazione quando il mezzo rappresenta un intralcio o un pericolo per i pedoni |
Per le moto, la possibilità di percorrere la corsia di emergenza in presenza di code dovute a incidenti o rallentamenti punta a ridurre il tempo trascorso fermi tra i veicoli in colonna. Per le biciclette a propulsione usate in particolare nelle consegne a domicilio, casco e contrassegno rendono il mezzo più protetto e più facilmente identificabile. Per i monopattini, l’attenzione si sposta sulla convivenza con i pedoni, soprattutto nelle aree urbane più frequentate.
Patenti professionali, limite di età a 70 anni
Infine, la riforma interviene sul trasporto professionale. Per i veicoli che richiedono le patenti del gruppo 2, cioè C1, C1E, C, CE, D1, D1E, D e DE, il limite di età per la guida sale da 68 a 70 anni. Il rinnovo resta però subordinato a una verifica medica con cadenza biennale.
La misura riguarda autisti di mezzi pesanti e di autobus e interviene in un settore in cui la disponibilità di conducenti professionali è da tempo un tema per le imprese di trasporto.
Cosa cambia, in breve, per chi guida
| Tema | Regola attuale | Con la riforma |
|---|---|---|
| Multe minime | 26, 42, 83 e 87 euro | 25, 40 e 80 euro |
| Adeguamento all’inflazione | Automatico ogni due anni | Sospeso |
| Guida senza assicurazione | Sanzioni previste dal Codice vigente | Divieto di circolazione a tempo indeterminato |
| Notifica multe accertate da remoto | 90 giorni | 45 giorni |
| Documenti di guida | Patente e libretto da portare con sé | Verifica telematica |
| Patenti gruppo 2 | Fino a 68 anni | Fino a 70 anni, con visita biennale |
Fino all’approvazione definitiva, però, le regole da rispettare restano quelle oggi in vigore: multe, tempi di notifica e obblighi su documenti e assicurazione continuano ad applicarsi come prima. Il quadro potrà inoltre cambiare nel corso dei pareri e del passaggio parlamentare, quindi le novità andranno verificate sul testo finale.
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