Cane che abbaia in condominio: cosa dice la legge e quali sono le regole

Le cose da sapere
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Il diritto di avere un cane non annulla le responsabilità del padrone.
1Il diritto di avere un cane non annulla le responsabilità del padrone.
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La legge prevede sanzioni specifiche per disturbo della quiete pubblica.
2La legge prevede sanzioni specifiche per disturbo della quiete pubblica.
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È sempre bene provare prima la strada del dialogo con gli altri condomini.
3È sempre bene provare prima la strada del dialogo con gli altri condomini.
Un cane che abbaia in continuazione all'interno di un condominio può risultare particolarmente fastidioso, specialmente se i latrati si verificano durante le ore notturne o nei consueti orari destinati al riposo. In questi casi, oltre ad appellarsi alla ragionevolezza e all'educazione dei padroni, è utile sapere che esistono specifiche norme e regole nel caso in cui ci sia un cane che abbaia insistentemente in condominio.
Sommario:
Cosa dice la legge su cani che abbaiano in condominio
L'ordinamento italiano interviene sulla questione dell'abbaiare dei cani attraverso diverse normative, sia in ambito civile che penale. C'è da considerare non solo il diritto al riposo dei condomini, ma anche il benessere dell'animale stesso, poiché spesso l'abbaiare continuo può essere il sintomo di uno stato di sofferenza.
Ecco una tabella riepilogativa con i principali riferimenti di legge:
| Riferimento normativo | Cosa prevede | Quando si applica |
|---|---|---|
| Art. 659 Codice Penale | Sanzioni per il reato di disturbo delle occupazioni o del riposo (arresto fino a 3 mesi o ammenda fino a 309 euro). | In presenza di "strepiti di animali" che recano disturbo continuo alla quiete e al riposo delle persone nel condominio. |
| Art. 544-ter Codice Penale | Sanzioni per il reato di maltrattamento di animali (reclusione da 3 a 18 mesi o multa da 5.000 a 30.000 euro). | Quando l'abbaiare è sintomo di crudeltà, sevizie o condizioni insopportabili (es. cane lasciato per ore al sole su un piccolo balcone). |
| Art. 2052 Codice Civile | Il proprietario è responsabile dei danni cagionati dall'animale (salvo caso fortuito). | Quando l'animale arreca danni a terzi, inclusi i "danni acustici" causati da un latrato persistente e incontrollato. |
Regole condominiali e responsabilità del proprietario
In passato, la giurisprudenza e la Corte di Cassazione si sono espresse chiaramente in merito alla convivenza con gli animali nei palazzi: il regolamento di condominio non può mai limitare la libertà del singolo inquilino di possedere un animale domestico.
Tuttavia, avere un cane comporta delle responsabilità precise. L'Articolo 2052 del Codice civile dispone infatti che "il proprietario di un animale è responsabile dei danni cagionati dall'animale, sia che fosse sotto la sua custodia, sia che fosse smarrito o fuggito, salvo che provi il caso fortuito". Tra i danni causati dall'animale rientrano a pieno titolo anche i cosiddetti danni acustici. Dunque, il padrone ha sempre e comunque il dovere di gestire il proprio cane in modo che non rechi disturbo alla quiete altrui.
Come intervenire se il cane del vicino disturba
Se il cane del vicino diventa una fonte costante di stress, esistono delle procedure consigliate da seguire per cercare di risolvere il problema prima di finire in tribunale.
Rivolgersi al padrone
La prima mossa da fare, e spesso la più efficace, è quella legata al buon senso. Se l'animale reca disturbo, è consigliabile rivolgersi in maniera diretta e cortese al suo padrone, chiedendogli di trovare una soluzione al problema. Generalmente, se prevale l'educazione, il proprietario interverrà nel modo che ritiene più opportuno per ristabilire la pace nel condominio, senza bisogno di scatenare liti o di allontanare l'animale.
Intervento dell’amministratore
Qualora il proprietario del cane ignori le lamentele e si dimostri poco collaborativo, il passo successivo è quello di avvisare l'amministratore di condominio. L'amministratore ha il compito di intervenire richiamando al rispetto del regolamento condominiale e mettendo in atto le misure in suo potere. Nello specifico, l'amministratore potrebbe:
- Chiamare le Forze dell’ordine per poter verificare la sussistenza del reato di disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone, previsto dall’art. 659 del Codice penale che tra l’altro fa specifico riferimento agli "strepiti di animali", contemplando l’arresto fino a 3 mesi e un’ammenda fino a 309 euro.
- Chiamare i servizi veterinari locali per accertare che il cane sia tenuto in buone condizioni.
- Chiamare l'ASL, spesso allertata dagli stessi servizi veterinari, per l’eventuale reato di maltrattamento da parte dei proprietari. L’articolo 544-ter Cp punisce con la reclusione da 3 a 18 mesi o con la multa da 5.000 a 30.000 euro "chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione a un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche". E un cane costretto a stare per lunghe ore in un piccolo balconcino senza riparo dal sole (possibile motivo del continuo abbaiare) potrebbe tranquillamente rientrare in queste ipotesi.
Cosa dice il Codice Civile?
L’articolo 2052 del Codice civile dispone infatti che "il proprietario di un animale è responsabile dei danni cagionati dall’animale, sia che fosse sotto la sua custodia, sia che fosse smarrito o fuggito, salvo che provi il caso fortuito".
E tra i danni cagionati dall’animale potrebbero esserci anche quelli acustici. Va poi ricordato che in passato la Corte di Cassazione si è espressa sulla questione ricordando che se da una parte il regolamento di condominio non può limitare la libertà del singolo condomino di possedere o meno un animale domestico, dall’altra costui è sempre responsabile dei danni che possono essere causati dallo stesso animale.
Domande frequenti
Il regolamento di condominio può vietare di tenere un cane?
No. La legge stabilisce che i regolamenti condominiali non possono in alcun modo vietare ai condomini di possedere o detenere animali domestici all'interno delle proprie abitazioni.
A chi devo rivolgermi se il cane del vicino abbaia in continuazione di notte?
Il primo passo è sempre tentare un dialogo pacifico con il proprietario. Se questo non porta risultati, è opportuno segnalare la situazione all'amministratore di condominio, il quale potrà prendere provvedimenti e, nei casi più gravi, coinvolgere le Forze dell'Ordine.
Cosa fare se sospetto che il cane abbai perché viene maltrattato?
Se si ritiene che l'animale sia tenuto in condizioni di sofferenza (ad esempio rinchiuso per ore su un balcone al sole senza acqua), è fondamentale allertare i servizi veterinari locali, l'ASL di competenza o le Forze dell'Ordine per un controllo immediato.
Posso chiedere un risarcimento se il cane del vicino mi impedisce di dormire?
Sì, se il disturbo è continuo e provato. L'articolo 2052 del Codice Civile sancisce la responsabilità del padrone per i danni causati dall'animale, il che include anche eventuali danni di natura acustica che ledono il diritto al riposo e alla salute psicofisica.
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