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Come difendere i minori dai pericoli di internet e i social: la bozza dell'UE

Pubblicato il 25-09-2026 | Aggiornato il 25-09-2026 | 4 min di lettura | Pubblicato da
patrizia chimera
Patrizia Chimera
Bambino al cellulare

La Commissione europea ha adottato il 17 settembre 2026 la proposta di EU KIDS Act, il nuovo quadro europeo pensato per aumentare la protezione dei minori online. Il testo introduce regole comuni sull'età per accedere ai social, strumenti di controllo per i genitori e nuovi obblighi per le piattaforme.

Il provvedimento prevede un accesso graduale ai servizi digitali: niente account social per i minori di 13 anni, account limitati e supervisionati dai genitori tra 13 e 14 anni e possibilità di creare un account autonomo dai 15 anni. Le piattaforme dovranno inoltre adottare sistemi di sicurezza già nella progettazione dei servizi.

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  • Under 13 sui social: l'EU KIDS Act propone di vietare gli account social ai minori di 13 anni e di introdurre account supervisionati dai genitori tra 13 e 14 anni, con un limite di un'ora al giorno.
  • Più sicurezza per i minori: le piattaforme dovranno adottare sistemi di safety by design, limitando funzioni considerate rischiose, contatti indesiderati, pubblicità personalizzata e meccanismi che favoriscono un uso eccessivo.
  • Più responsabilità alle piattaforme: la proposta prevede di spostare l'onere della prova sui fornitori dei servizi, che dovranno dimostrare che le loro piattaforme sono sicure per i minori.
In sintesi

Sommario

EU Kids Act, la bozza del testo della Commissione Europea

L'EU KIDS Act, acronimo di EU Keeping Internet Digital Spaces Accountable and Trustworthy, è una proposta di regolamento della Commissione europea sulla protezione dei minori online. Il provvedimento nasce dalla necessità di uniformare le regole europee. 

Secondo la Commissione, i diversi limiti introdotti dai singoli Paesi rischiano infatti di creare un quadro frammentato, con livelli di protezione differenti da uno Stato all'altro.

La Commissione indica quattro elementi principali:

  1. una maggiore gradualità nell'accesso ai social;
  2. il principio di safety by design, cioè servizi progettati tenendo conto della sicurezza dei minori;
  3. sistemi per la verifica dell'età e strumenti di controllo parentale;
  4. un rafforzamento dei meccanismi di vigilanza e applicazione delle regole.

Il campo di applicazione non riguarda soltanto i social network. La proposta comprende anche piattaforme di condivisione video, videogiochi online, chatbot e AI companion, oltre ad app store e sistemi operativi. Alcuni servizi destinati principalmente all'informazione e all'istruzione, come enciclopedie e piattaforme educative, sono invece indicati tra quelli che potrebbero essere esclusi.

La proposta prevede procedure di controllo più rapide e interviene anche sul rapporto tra piattaforme e responsabilità. Per i servizi più grandi, la Commissione prevede un sistema nel quale saranno le aziende a dover dimostrare in anticipo che i propri servizi sono sicuri per i minori. Le piattaforme online di dimensioni molto grandi, con almeno 45 milioni di utenti mensili attivi nell'Unione europea, dovranno inoltre presentare alla Commissione un piano di conformità per nuovi servizi, funzionalità o caratteristiche.

Le piattaforme dovranno controllare l'età degli utenti che aprono un account e verificare anche gli account già esistenti quando le nuove regole entreranno in vigore. La Commissione prevede strumenti europei o soluzioni di terze parti che permettano di verificare l'età in modo affidabile e rispettoso della privacy.

Come i minori possono essere protetti online

Il sistema immaginato dalla Commissione segue una logica progressiva. Le restrizioni cambiano in base all'età del minore, ma prevedono dei vincoli comuni sui servizi, come il divieto di funzionalità che favoriscono l'uso eccessivo come lo scrolling infinito e le notifiche push durante le ore di sonno.

Fino a 13 anni

I minori non potranno avere account sui social network. La Commissione prevede però una possibilità limitata per i servizi video progettati specificamente per bambini: l'accesso potrà avvenire attraverso l'account del genitore o del tutore, che potrà stabilire un limite giornaliero fino a un'ora.

Tra 13 e 15 anni

Il minore potrà utilizzare un account limitato, ma soltanto se configurato e supervisionato dal genitore o dal tutore. Il sistema prevede strumenti di parental control sempre attivi, funzionalità ridotte, approvazione dei contatti e un limite massimo di un'ora al giorno.

Dai 15 anni

Il ragazzo potrà creare un account autonomo. I servizi utilizzati dai minori dovranno comunque rispettare il principio della sicurezza nella progettazione. Per la fascia tra 15 e 18 anni, quindi, l'accesso ai social non significherà un'assenza di protezioni.

Il ruolo dei genitori

Per i genitori sono previsti strumenti per:

  • impostare il tempo di utilizzo;
  • controllare e approvare i contatti;
  • modificare le impostazioni;
  • segnalare contenuti dannosi. 

La Commissione precisa però che il controllo parentale non dovrebbe trasferire sui genitori tutta la responsabilità della sicurezza: le piattaforme dovranno mantenere i propri obblighi.

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