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In ufficio tutti i giorni? Il 45% degli italiani non è d'accordo

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Il 45% degli italiani cercherebbe un nuovo lavoro se fosse costretto a tornare in sede a tempo pieno. Lo svela una ricerca svolta dal Research Institute di ADP, effettuata intervistando circa 33.000 lavoratori in 17 Paesi, di cui oltre 2.000 italiani.

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L'indagine annuale

Il 35% accetterebbe un salario più basso pur di conciliare meglio la vita privata e quella professionale. Per il 42% il lavoro da remoto unito a quello in ufficio è l'ideale.

Insomma, secondo People at Work 2022: A Global Workforce View, indagine annuale di ADP (multinazionale statunitense leader nell’human capital management), chi lavora oggi sogna una maggiore flessibilità.

Lo smart working piace

In altre parole, il dipendente vuole organizzare in modo più personalizzato il suo lavoro e punta su un parziale proseguimento dell'esperienza dello smart working.

Si tratta di quello che in italiano si traduce con lavoro agile: svolto a distanza, sdoganato improvvisamente dall'emergenza sanitaria e rivelatosi in molti casi efficiente quanto quello svolto in sede e talvolta anche di più.

La riduzione della paga

Per quel che riguarda gli italiani, la sicurezza di ricevere uno stipendio è ancora l'elemento più rilevante per 62 su 100. Però il 35%, si legge nella sintesi dell'indagine, è disposto ad accettare una riduzione della paga per ottenere maggiore flessibilità o controllo sulla propria vita lavorativa.

Durante la giornata

Quindi più di un terzo accetterebbe una riduzione della retribuzione se ciò significasse migliorare il proprio equilibrio tra lavoro e vita privata, anche senza nessuna modifica delle ore lavorative, ma con la possibilità di decidere come e in che luoghi distribuire le ore lavorative durante la giornata.

Maggiore flessibilità

Al rientro dei dipendenti dopo il periodo di smart working semplificato, è fondamentale garantire un ambiente sereno, dando loro maggiore flessibilità e fiducia.

Un numero crescente di dipendenti considera sicuro un lavoro che permetta di guadagnarsi da vivere alle proprie condizioni, senza intaccare aspetti essenziali, come la salute, il benessere, il tempo da dedicare alla famiglia o persino valori e convinzioni personali, ha dichiarato Marisa Campagnoli, HR Director di ADP Italia.

Il 58% tra i 25 e i 34 anni

Di sicuro, a proposito di un eventuale obbligo di tornare in ufficio 5 giorni su 5, alla domanda "Cercheresti di cambiare lavoro in favore di uno più flessibile?", il 45% ha risposto "Sì".

La percentuale sale al 58% tra i 25 e i 34 anni, mentre scende al 26% tra gli over 55.

Ricostruire fiducia e capacità

Se i manager temono che i giovani stiano diventando più isolati a causa della recente interruzione del loro sviluppo professionale e delle loro relazioni, dovranno trovare nuovi modi per incoraggiarli a tornare in un ambiente fatto di persone, coinvolgendoli e aiutandoli a ricostruire fiducia e capacità, afferma Campagnoli.

Il compito delle aziende

E per quel che riguarda il lavoro ideale?

Il 42% degli italiani ritiene che la combinazione migliore sia quella mista: lavoro da remoto alternato a quello in ufficio; il 19% vorrebbe lavorare solo a casa, mentre il 32% soltanto in sede.

Insomma, oggi i lavoratori hanno in mente qualcosa di più di un semplice stipendio fisso, conclude la HR Director di ADP Italia.

Alle aziende spetta il compito di tenerne conto.

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Pubblicato da Marco Brando il 8 giugno 2022

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