logo Facile.it
Serve assistenza?02 55 55 5

Conflitto: in tre mesi gli italiani hanno bruciato 2,6 miliardi di euro

Pubblicato il 27-05-2026 | 6 min di lettura | Pubblicato da
Facile Ufficio Stampa
Ufficio Stampa
Aumenti guerra Iran LR

A poche ore dal chiudersi del terzo mese dallo scoppio del conflitto in Iran, Facile.it ha calcolato quanto hanno pesato gli aumenti di bollette, carburante e mutui sulle tasche degli italiani. Tanto: quasi 2,6 miliardi di euro di costi extra a causa dell’aumento del prezzo del petrolio e delle materie prime.  

Bollette luce e gas

La prima voce di spesa finita sotto la lente è quella delle bollette luce e gas. Secondo le stime di Facile.it, le famiglie con un contratto di fornitura a prezzo indicizzato nel mercato libero spenderanno, tra marzo e maggio, circa 50 euro in più a causa dell’aumento delle tariffe.

Guardando nel dettaglio i costi, si scopre che la bolletta del gas è quella destinata a salire maggiormente: una famiglia tipo (consumi annui pari a 1.100 smc), per le utenze di marzo, aprile e maggio spenderà oltre 300 euro, vale a dire circa il 15% in più (40 euro) rispetto a quanto avrebbe speso se le tariffe non fossero aumentate.

Minore l’impatto sulle bollette della luce; per una famiglia tipo (2.000 kWh l’anno), le bollette di marzo, aprile e maggio arriveranno a pesare quasi 160 euro, in aumento del 5% rispetto a quanto avrebbero speso se le tariffe fossero rimaste stabili.

Numeri alla mano, è possibile stimare che gli aumenti di luce e gas di questi soli tre mesi peseranno sulle tasche degli italiani con un contratto variabile, complessivamente, circa 600 milioni di euro.

Secondo gli analisti di Facile.it, stando alle attuali previsioni sul prezzo dell'energia, nei prossimi 12 mesi gli italiani con contratto di fornitura indicizzato spenderanno 2.120 euro tra luce e gas, vale a dire l’8% in più (+172 euro) rispetto ai 1.948 euro previsti prima che scoppiasse il conflitto.

Mutui variabili

Anche i tassi dei mutui variabili hanno risentito del conflitto; nonostante la BCE non sia ancora intervenuta sugli indici, sembra ormai prossima a farlo e proprio per questo l’Euribor, l’indice di riferimento per i mutui variabili, è in fase di aumento.

Da prima dello scoppio del conflitto ad oggi è salito di circa 20 punti base, con picchi di +28 punti base (Euribor a 3 mesi). Questi movimenti hanno determinato un aumento, calcolato su un finanziamento variabile standard sottoscritto negli ultimi anni (126.000 euro da restituire in 25 anni a copertura del 70% del valore dell’immobile), di circa 5 euro nella rata di aprile e di ulteriori 5 euro in quella di maggio.

Secondo gli esperti, la prospettiva è di un ulteriore rincaro nei prossimi mesi; guardando ai Futures aggiornati al 25 maggio 2026 si scopre che l’indice potrebbe continuare a crescere e la rata del mutuo potrebbe arrivare entro fine anno a circa 655 euro. Se si considera che a gennaio 2026 la rata era pari a 615 euro, nel 2026 l’aumento complessivo della rata media sarebbe di circa 40 euro.

Guardando ai tassi offerti ai nuovi mutuatari, per un finanziamento da 126.000 euro in 25 anni al 70%, oggi i migliori Tan disponibili partono dal 2,99% per il fisso e dal 2,37% per il variabile. Possibile immaginare che se la situazione di crisi continuerà, i valori cambieranno nei prossimi mesi.

Benzina e diesel

La voce di spesa che ha avuto l’impatto negativo maggiore sui budget familiari è senza dubbio quella per il carburante. Nonostante l’intervento del Governo, da marzo a maggio gli italiani spenderanno circa 2 miliardi di euro in più rispetto a quanto avrebbero fatto se i prezzi fossero rimasti uguali a quelli pre-conflitto.

Guardando più da vicino i prezzi alla pompa in modalità self, si scopre che quello della benzina è passato da 1,65 euro/litro di febbraio ad oltre 1,9 euro/litro di maggio, rincaro che, nei tre mesi, si tradurrebbe in un aggravio di circa 500 milioni di euro. Per il diesel, invece, il prezzo medio è salito da 1,70 euro/litro ad oltre 2 euro/litro, valori che potrebbero pesare sulle tasche degli italiani per oltre 1,5 miliardi di euro in costi extra.

L’analisi è stata realizzata prendendo in considerazione i consumi di carburante rilevati sulla rete e le variazioni settimanali del prezzo di diesel e benzina.

Per un pieno di benzina (50 litri), la spesa media è passata da 83 euro di febbraio a 97 euro di maggio; per un pieno di diesel, invece, il costo è passato da 85 euro di febbraio a 101 euro di maggio.

Secondo le stime di Facile.it, considerando il prezzo del carburante aggiornato al 26/5/2026 e una percorrenza di 10.000 km, un automobilista spende in benzina, in un anno, circa 1.299 euro, vale a dire il 18% in più (+202 euro) rispetto alle previsioni pre-conflitto (23 febbraio 2026). Se si considera il prezzo del diesel, invece, la spesa annua è di 1.131 euro, in aumento del 20% (+191 euro).

L’effetto, in valori assoluti, è ancora più visibile se si guarda al settore degli autotrasporti: per percorrere una tratta di 3.000 km prima del conflitto un camion spendeva 1.283 euro di diesel, oggi, invece, ne spende 260 in più, vale a dire 1.543 euro.

* Nota metodologica:

- Carburante: Per i consumi sono stati utilizzati i valori comunicati dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica - DGFTA DIV II relativi a marzo con riferimento alla sola rete. Per il prezzo del carburante è stato utilizzato: per febbraio, marzo e aprile 2026 il valore medio rilevato da Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica - Direzione generale fonti energetiche e titoli abilitativi; per maggio 2026 è stata calcolata una media ponderata delle rilevazioni settimanali effettuate nel periodo 1-25 maggio 2026 dal Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica e, dal 26 al 30 maggio è stato utilizzato il valore medio rilevato in data 26 maggio. Per le stime di spesa futura, è stato utilizzato il prezzo rilevato in data 26 maggio. Consumi: auto a benzina 6,6 l/100 km; auto diesel 5,5l/100 km, camion 25l/100 km.

- Bollette: per le bollette luce e gas sono stati considerati consumi annui pari a 2.000 kWh e 1.100 smc riparametrati sulla base dei consumi percentuali di marzo, aprile e maggio come rilevati dall’Autorità. Per le tariffe, sono stati utilizzati i valori di PUN e PSV maggiorati da uno spread medio e tutte le altre voci che gravano in bolletta. L’impatto totale è stato stimato applicando l’aumento medio al numero di clienti che, secondo gli ultimi dati ufficiali, hanno un’offerta nel mercato libero a prezzo variabile. Le stime future sono state elaborate utilizzando le previsioni sull'andamento del PUN e del PSV (valore di riferimento per il prezzo del gas) elaborate da EEX (European Energy Exchange) per i prossimi 12 mesi e rilevate il 26 maggio, oneri e imposte attualmente in vigore.

- Mutui: simulazioni Facile.it fatte su un mutuo da 126.000 euro in 25 anni, LTV 70%, Tan iniziale 0,67% (Euribor3m+1,25%) sottoscritto a gennaio 2022; la stima sull’impatto dell’aumento delle rate non tiene in considerazione l’ammortamento della quota capitale, elemento che potrebbe variare in base alle caratteristiche del mutuo. Simulazioni sui tassi realizzati da Facile.it il 26 maggio 2026.

 Immagine © akhenatonimages

» Scarica il PDF dell'articolo