logo Facile.it
Serve assistenza?02 55 55 5

Pensione di vecchiaia contributiva: requisiti e novità 2026

Coppia fa calcoli sulla pensione

Le 3 cose da sapere

  1. 1

    Il sistema contributivo calcola la pensione in base ai contributi versati durante la carriera lavorativa.

    1

    Il sistema contributivo calcola la pensione in base ai contributi versati durante la carriera lavorativa.

  2. 2

    L’accesso alla pensione dipende da requisiti anagrafici, contributivi ed economici.

    2

    L’accesso alla pensione dipende da requisiti anagrafici, contributivi ed economici.

  3. 3

    L’importo finale varia in funzione del montante accumulato e dell’età di uscita dal lavoro.

    3

    L’importo finale varia in funzione del montante accumulato e dell’età di uscita dal lavoro.

Il sistema pensionistico contributivo rappresenta oggi il principale riferimento per i lavoratori senza anzianità precedente al 1996. Il funzionamento si basa su regole precise che legano contributi versati, età di uscita e importo finale della pensione. Comprendere questi meccanismi è essenziale per valutare tempi e condizioni di accesso al trattamento pensionistico.

Inizia ad investire
Inizia ad investire

Sommario

Cos’è la pensione di vecchiaia nel sistema contributivo

Il sistema contributivo, introdotto ufficialmente con la Legge Dini del 1995, si basa su un metodo di calcolo che trasforma il capitale versato durante la carriera in una rendita vitalizia erogata mensilmente. Questo meccanismo si differenzia nettamente dal vecchio sistema retributivo poiché ignora gli importi delle ultime buste paga per concentrarsi esclusivamente sui versamenti effettuati.

La distinzione tra sistema misto e contributivo puro

La data del 1° gennaio 1996 segna lo spartiacque tra i due regimi previdenziali italiani: chi possiede versamenti antecedenti a questa data rientra nel sistema misto, mentre chi ha iniziato a lavorare successivamente appartiene al regime contributivo puro.

  • Sistema misto: garantisce l'integrazione al minimo per gli assegni di importo molto basso.
  • Sistema contributivo: applica il principio di proporzionalità stretta tra i versamenti effettuati e la rendita finale.
  • Pensione minima: risulta totalmente assente per i lavoratori che ricadono nel sistema contributivo puro.
CaratteristicaSistema misto (Pre-1996)Contributivo puro (Post-1995)
Integrazione al minimoPrevistaAssente
Calcolo assegnoMedia retribuzioni + contributiSolo capitale versato
Requisito economicoNessuno (basta l'età/contributi)Almeno 1 volta l'Assegno Sociale

Chi sono i contributivi puri: i lavoratori post 31/12/1995

I contributi puri sono tutti i lavoratori che hanno iniziato a versare i contributi a partire dal 1996, senza anzianità contributiva precedente. In questa categoria rientrano anche coloro che scelgono volontariamente il sistema contributivo e chi decide di far confluire i propri versamenti nella Gestione Separata INPS.

I tre requisiti fondamentali per l'accesso ordinario

Sebbene la finestra principale per l'uscita dal lavoro si apra al compimento dei 67 anni, il raggiungimento dell'età anagrafica non garantisce automaticamente l'erogazione della pensione. Il lavoratore deve infatti soddisfare una combinazione precisa di tre fattori stabiliti dalla normativa previdenziale vigente:

Requisito anagrafico

Il requisito dei 67 anni rimarrà valido fino al termine del 2026, ma la legge prevede successivi incrementi legati all'aumento della speranza di vita rilevata dall'ISTAT:

  • 1° gennaio 2027: l'età richiesta salirà a 67 anni e 1 mese;
  • 1° gennaio 2028: la soglia anagrafica raggiungerà i 67 anni e 3 mesi.

Requisito contributivo

Il sistema richiede l'accumulo di almeno due decenni di contribuzione accreditata, sommando le diverse tipologie di versamenti riconosciuti dall'INPS:

  • contributi obbligatori versati dal datore di lavoro;
  • contributi volontari pagati direttamente dal cittadino;
  • periodi da riscatto per il corso di laurea;
  • contributi figurativi per disoccupazione o malattia.

Importo soglia

La normativa impone anche un limite economico per autorizzare l'uscita a 67 anni, richiedendo che l'importo della pensione maturata eguagli almeno il valore dell'Assegno Sociale. Per l'anno 2026, questa soglia economica corrisponde a circa 546,24 euro mensili.

La pensione di vecchiaia a 71 anni

Questa opzione previdenziale è pensata per chi ha avuto carriere discontinue o frammentate e consente di andare in pensione anche senza aver raggiunto i 20 anni di contributi. Al compimento dei 71 anni, infatti, non è più necessario rispettare il requisito minimo legato all’importo dell’assegno sociale, e il lavoratore può ricevere la pensione in base a quanto effettivamente maturato.

Per accedere, è comunque richiesto un minimo di 5 anni di contribuzione “effettiva”, cioè composta solo da versamenti da lavoro, contributi volontari o periodi riscattati. Restano esclusi, invece, i contributi figurativi legati a disoccupazione o malattia.

Come viene calcolato l’assegno pensionistico

Nel sistema contributivo conta soprattutto la continuità dei versamenti: ogni euro accantonato dal lavoratore e dall’azienda contribuisce a formare un capitale complessivo che, al momento della pensione, l’INPS trasforma in una rendita mensile vitalizia.

Questo capitale è chiamato montante contributivo ed è dato dalla somma di tutti i contributi versati nel tempo. Viene calcolato applicando una percentuale alla retribuzione annua lorda: per i lavoratori dipendenti, di solito pari al 33% dello stipendio.

L’importo finale della pensione dipende anche dall’età in cui si smette di lavorare. L’INPS applica infatti dei coefficienti di trasformazione che aumentano con l’età: più si ritarda l’uscita, più alto sarà l’assegno mensile.

Esempio per una carriera media

Ad esempio, un lavoratore con uno stipendio annuo lordo di 30.000 euro accantona circa 9.900 euro l’anno. Dopo 20 anni di lavoro continuo, il montante arriva vicino ai 200.000 euro. Applicando i coefficienti previsti a 67 anni, la pensione lorda mensile risulta intorno ai 900 euro.

Differenze tra pensione di vecchiaia e anticipata contributiva

La pensione di vecchiaia a 67 anni è generalmente più accessibile rispetto a quella anticipata a 64 anni, che prevede requisiti economici molto più rigidi. Per questo motivo, l’uscita anticipata è riservata soprattutto a chi ha redditi medio-alti e una carriera contributiva solida.

Per andare in pensione a 64 anni, infatti, è necessario aver maturato un assegno pari ad almeno 3 volte l’assegno sociale, cioè circa 1.600 euro al mese. Questo requisito si riduce a:

  • 2,8 volte per le lavoratrici con un figlio;
  • 2,6 volte per le donne con due o più figli.

Proprio a causa di queste soglie elevate, la maggior parte dei lavoratori sceglie di attendere i 67 anni. Per raggiungere i requisiti dei 64 anni servirebbe infatti un montante contributivo superiore ai 400.000 euro, ottenibile solo con una retribuzione media annua intorno ai 35.000 euro per tutta la carriera.

Il cumulo dei contributi e la totalizzazione

Molti lavoratori versano contributi in casse differenti durante la carriera, ma la legge offre strumenti gratuiti per unificare queste posizioni e raggiungere i requisiti di anzianità senza oneri economici per il cittadino.

Il cumulo gratuito consente di sommare tutti i periodi lavorativi per ottenere il diritto alla pensione. Ogni ente previdenziale coinvolto paga la propria quota in base al sistema del pro-rata, ma il lavoratore riceve un unico assegno mensile erogato dall’INPS.

Per questo motivo è importante controllare con regolarità il proprio estratto conto previdenziale. Errori o periodi mancanti possono ritardare la pensione anche di mesi o anni, mentre un monitoraggio costante permette di intervenire in tempo con riscatti o versamenti volontari.

Consigli per non perdere l'assegno

Per evitare problemi al momento della pensione, è importante controllare con regolarità la propria posizione assicurativa. Accedi al portale INPS con SPID o CIE e verifica che tutti i periodi di lavoro risultino correttamente registrati. È sempre meglio non dare per scontato che contributi figurativi o cambi di azienda siano stati inseriti automaticamente.

Inoltre, è utile pianificare per tempo la propria pensione. Poiché il sistema contributivo puro non prevede integrazioni al minimo, l’assegno pubblico potrebbe non essere sufficiente a mantenere lo stesso tenore di vita. Per questo motivo, valutare un fondo pensione complementare può aiutare a integrare il reddito futuro e a ottenere vantaggi fiscali già nel presente.

Prepararsi alla vecchiaia contributiva

Il futuro previdenziale dei contributivi puri richiede una pianificazione attiva, conoscere i propri numeri e monitorare i cambiamenti legislativi, come quelli attesi per il 2027, è l'unico modo per non farsi sorprendere al momento del ritiro.

Chi ha dubbi sulla propria futura pensione, può effettuare una simulazione sul servizio "La mia pensione futura" del portale INPS o di rivolgersi a un esperto per un calcolo certificato.

Inizia ad investire
Inizia ad investire

Domande frequenti

  • Posso andare in pensione con 15 anni di contributi?

    Sì, ma solo al compimento dei 71 anni e a condizione che siano 5 anni di contribuzione effettiva (esclusi i figurativi). A 67 anni, il requisito minimo resta di 20 anni.

  • Cosa succede se l'importo della mia pensione è inferiore alla soglia minima?

    Nel sistema contributivo puro, se a 67 anni non raggiungi l'importo soglia (1 volta l'assegno sociale), non puoi accedere alla pensione e dovrai attendere i 71 anni.

  • Il servizio militare o i contributi figurativi sono validi?

    Sì, valgono per raggiungere i 20 anni richiesti per la pensione a 67 anni. Tuttavia, sono esclusi dal calcolo dei 5 anni minimi richiesti per la pensione di vecchiaia a 71 anni.

30 apr 2026 | 6 min di lettura | Pubblicato da Marta Radavelli

Guide agli investimenti

pubblicato il 6 maggio 2025
Come diversificare il portafoglio d’investimenti?
Come diversificare il portafoglio d’investimenti?
La diversificazione degli investimenti è una delle strategie più importanti e discusse nel mondo della finanza. Essa rappresenta un approccio sistematico per gestire il rischio, distribuendo il capitale su una vasta gamma di asset.
pubblicato il 21 febbraio 2025
ETF: cosa sono?
ETF: cosa sono?
Capire cosa sono gli ETF e perché può essere utile investire in questo particolare tipo di fondi è alla base di una strategia di investimento profittevole. Cerchiamo di comprendere meglio questo strumento.
pubblicato il 15 aprile 2025
Cosa sono e come funzionano i robo advisor
Cosa sono e come funzionano i robo advisor
I robo advisor sono piattaforme digitali che offrono servizi di consulenza finanziaria automatizzata attraverso l'uso di algoritmi e intelligenza artificiale. Negli ultimi anni, hanno rivoluzionato il settore degli investimenti grazie alla loro accessibilità, ai costi ridotti e alla capacità di offrire portafogli personalizzati.
pubblicato il 17 febbraio 2025
Market timing: cos'è, come funziona e quali sono i rischi
Market timing: cos'è, come funziona e quali sono i rischi
Il Market Timing è una strategia in cui gli investitori cercano di anticipare i movimenti dei mercati finanziari per massimizzare i profitti. Sebbene allettante, questa tecnica comporta notevoli difficoltà e rischi, come la possibilità di perdere opportunità di guadagno o l’aumento dei costi di transazione.
pubblicato il 18 febbraio 2025
Come si compra un'azione?
Come si compra un'azione?
Acquistare azioni può sembrare un'impresa complessa, soprattutto per chi è alle prime armi, ma con la giusta guida diventa un processo accessibile e potenzialmente redditizio.