La banca è obbligata a consegnare il contratto di conto corrente: la Cassazione chiarisce i diritti dei clienti
1 apr 2026 | 5 min di lettura | Pubblicato da Giusy Iorlano

Mai più clienti all’oscuro delle clausole del proprio conto corrente. La Corte di Cassazione ha sancito in maniera chiara e definitiva che le banche sono obbligate a consegnare copia del contratto ai clienti, anche su richiesta, sia in formato cartaceo sia digitale. Una decisione destinata a rafforzare la trasparenza bancaria e a garantire maggiore tutela ai correntisti.
Sommario
L’ordinanza 1137/2026: cosa stabilisce la Cassazione
Il 19 gennaio 2026, la Corte di Cassazione ha emesso l’ordinanza 1137, chiarendo un tema centrale nella gestione dei rapporti tra banca e cliente. La pronuncia nasce da una controversia in cui un correntista aveva chiesto copia del contratto di conto corrente, ai sensi dell’art. 119 TUB. La banca aveva rifiutato opponendo il limite temporale dei dieci anni. Successivamente, il cliente ha reiterato la richiesta in sede processuale ai sensi dell’art. 210 c.p.c.; tuttavia, l’istituto non ha prodotto la documentazione richiesta, né ha fornito prova dell’avvenuta consegna originaria dei contratti.
Ciò posto, il Collegio ha ritenuto che la mancata produzione in giudizio dei contratti sia imputabile alla banca, evidenziando che la consegna della copia contrattuale costituisce un vero e proprio diritto di credito del cliente. Inoltre, ha precisato che ai contratti bancari, in quanto distinti dai documenti contabili, non si applica il limite decennale previsto dall’art. 119, comma 4, TUB.
Secondo la Corte, dunque, il contratto è il documento fondamentale che regola diritti e obblighi di entrambe le parti. Non averne copia significa non poter verificare tassi, commissioni, spese e condizioni applicate. La mancata consegna integra quindi una violazione dei principi di trasparenza e correttezza previsti dal Codice Civile e dalle normative bancarie.
La Corte ha precisato che la consegna non richiede formalità particolari e può avvenire anche in formato digitale, purché il documento sia completo e leggibile.
Perché la copia del contratto è fondamentale per il correntista
Molti correntisti non conoscono tutti i dettagli delle clausole dei loro conti correnti e scoprono spese o commissioni solo al momento di addebiti o estratti conto. La possibilità di ottenere copia del contratto consente di verificare ogni voce, dagli interessi passivi alle penali, dalle spese di gestione ai costi per bonifici e prelievi.
L’ordinanza della Cassazione rafforza il diritto del cliente a essere pienamente informato. Inoltre, avere una copia del contratto tutela anche la banca, fornendo un riferimento chiaro in caso di controversie e riducendo il rischio di contenziosi basati su informazioni incomplete.
Questa decisione si inserisce in un contesto di crescente attenzione alla trasparenza bancaria e alla tutela dei consumatori, coerente con le direttive europee sui servizi finanziari.
Come ottenere copia del contratto di conto corrente
Dopo l’ordinanza 1137/2026, i clienti possono richiedere copia del contratto in qualsiasi momento, anche se sono passati più di dieci anni dall’apertura del rapporto, sia che il conto sia attivo sia che sia chiuso. La richiesta può avvenire recandosi in filiale, contattando il servizio clienti tramite posta elettronica o Pec, oppure richiedendo il documento in formato digitale.
La Cassazione ha sottolineato che nessun rifiuto può essere giustificato da motivi burocratici o dall’età del conto. Tutti i correntisti hanno diritto a ricevere il contratto integrale, anche per conti aperti anni prima, con l’obiettivo di garantire piena trasparenza e tutela dei diritti.
Il limite dei dieci anni non si applica al testo contrattuale
La disciplina bancaria italiana prevede, all’art. 119 del Testo Unico Bancario (TUB), che il cliente possa ottenere copia della documentazione relativa alle operazioni compiute negli ultimi dieci anni. Questo limite temporale è spesso invocato dagli istituti di credito per circoscrivere l’ambito delle richieste documentali avanzate dai correntisti.
Tuttavia, la giurisprudenza di legittimità ha chiarito, come visto, un punto fondamentale: il vincolo decennale riguarda esclusivamente la documentazione contabile, come gli estratti conto, e non si estende al contratto che regola il rapporto tra banca e cliente.
Il contratto bancario, infatti, rappresenta il titolo giuridico da cui discendono i diritti e gli obblighi delle parti. È il documento che stabilisce condizioni economiche, clausole applicate e modalità di gestione del rapporto. Proprio per questa sua natura fondamentale, la sua esibizione non può essere soggetta a un termine di prescrizione come quello previsto per i documenti meramente contabili.
Impatto della pronuncia per correntisti e banche
La pronuncia ha conseguenze immediate e significative. Per i correntisti significa maggiore consapevolezza e possibilità di verificare ogni clausola del conto corrente, riducendo il rischio di addebiti ingiustificati. Per le banche implica l’obbligo di aggiornare le procedure interne per garantire la consegna tempestiva dei contratti, anche per conti storici o chiusi da tempo.
Inoltre, la possibilità di ottenere copia del contratto rappresenta uno strumento concreto per contestare eventuali spese o penali applicate in maniera impropria, rafforzando la trasparenza e la responsabilità delle banche nei confronti dei clienti.
Contenziosi e tutela legale
La mancata consegna del contratto può essere contestata in tribunale. Secondo la Cassazione, il rifiuto ingiustificato costituisce una violazione contrattuale, con responsabilità diretta della banca. Il contratto diventa quindi uno strumento fondamentale in caso di contestazioni relative a spese non corrette, interessi applicati erroneamente o modifiche unilaterali del contratto.
L’ordinanza rafforza la posizione del correntista, garantendo strumenti concreti per tutelarsi e incentivando le banche a comportamenti più trasparenti.
La svolta digitale
L’ordinanza riconosce anche la possibilità di consegna del contratto in formato digitale. Questo approccio riduce i tempi e i costi di consegna, consente l’archiviazione sicura e garantisce un accesso immediato anche da remoto.
La digitalizzazione rappresenta un passo importante per adattare il sistema bancario alle nuove esigenze dei consumatori, sempre più orientati a soluzioni rapide e online.

Giusy Iorlano è giornalista professionista. Laureata presso la Luiss Guido Carli di Roma.
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