Buoni pasto: quali esistono e quali sono i più accettati in Italia

Le 3 cose da sapere
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Edenred e Pluxee sono i circuiti più diffusi e accettati in Italia.
1Edenred e Pluxee sono i circuiti più diffusi e accettati in Italia.
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L'esenzione fiscale è di 8€ per i buoni elettronici e 4€ per i cartacei.
2L'esenzione fiscale è di 8€ per i buoni elettronici e 4€ per i cartacei.
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Il risparmio netto annuo per il lavoratore arriva a circa 1.800 euro.
3Il risparmio netto annuo per il lavoratore arriva a circa 1.800 euro.
I buoni pasto sono benefit aziendali sostitutivi della mensa, erogati dal datore di lavoro per coprire la pausa pranzo dei dipendenti. In Italia dominano le soluzioni digitali ed elettroniche, mentre il formato cartaceo è in forte declino. Per livello di accettazione, i due operatori più forti restano Edenred Ticket Restaurant e Pluxee, grazie alle reti convenzionate più ampie.
Sommario
Cosa sono i buoni pasto e come funzionano
I buoni pasto rappresentano un fringe benefit riconosciuto ai lavoratori dipendenti, compresi part-time e collaboratori, come alternativa alla mensa aziendale. Il datore di lavoro li utilizza per sostenere la spesa alimentare quotidiana, senza trasformarli in retribuzione ordinaria. Entro i limiti previsti dalla legge, il loro valore non entra nel reddito imponibile del lavoratore.
Dal punto di vista pratico, il buono pasto si utilizza presso esercizi convenzionati per acquistare prodotti alimentari ammessi dalla normativa. Il funzionamento si basa su un circuito di pagamento dedicato, in cui il dipendente paga con il titolo e l’esercente lo valida tramite il sistema dell’emittente. Oggi la diffusione riguarda soprattutto i formati elettronici, più semplici da gestire e più vantaggiosi sotto il profilo fiscale.
La normativa fiscale e le soglie di esenzione
La disciplina di riferimento è l’articolo 51 del TUIR, aggiornato dalle più recenti leggi di bilancio. A partire dal 2026, la soglia di esenzione fiscale è pari a 10,00 euro al giorno per i buoni pasto elettronici e digitali, mentre resta a 4,00 euro al giorno per quelli cartacei. Quando si superano questi importi, l’eccedenza diventa reddito da lavoro dipendente e viene tassata secondo le regole ordinarie.
Questa modifica ha reso ancora più conveniente l’utilizzo dei buoni elettronici, spingendo molte aziende ad allinearsi al valore dei 10 euro. Il beneficio risulta quindi più efficiente rispetto al passato, perché consente una maggiore esenzione fiscale. Per il lavoratore, questo si traduce in un netto più favorevole rispetto a un aumento in busta paga.
I vantaggi per l'azienda e per il lavoratore
Dal punto di vista aziendale, i buoni pasto offrono diversi vantaggi fiscali e organizzativi che ne spiegano la diffusione nel welfare:
- deduzione integrale dei costi ai fini IRES e IRAP;
- detraibilità IVA al 4%, con un impatto positivo sulla fiscalità;
- risparmio contributivo rispetto a un aumento della retribuzione;
- gestione semplificata tramite piattaforme digitali.
Per il lavoratore, il beneficio principale è l’aumento del potere d’acquisto netto, che può arrivare a circa 2.200 – 2.500 euro annui esentasse. Il buono pasto è inoltre flessibile, perché può essere utilizzato nella grande distribuzione e in molti esercizi convenzionati, garantendo un utilizzo concreto nella vita quotidiana.
Tipologie di buoni pasto: cartacei e digitali
Nel mercato italiano convivono diverse tipologie di buoni pasto, anche se la direzione è ormai chiara verso la dematerializzazione. Il formato cartaceo rappresenta la soluzione più tradizionale, mentre le versioni elettroniche e digitali rispondono meglio alle esigenze di semplicità e tracciabilità.
Le principali tipologie disponibili sono le seguenti:
- buono pasto cartaceo, oggi sempre meno utilizzato per via dei limiti fiscali e operativi;
- buono pasto elettronico, disponibile su tessera e utilizzabile tramite POS;
- buono pasto digitale, gestito tramite app e utilizzabile con QR code o tecnologie simili.
Il rapido declino del formato cartaceo
Il formato cartaceo è in progressiva scomparsa perché offre minori vantaggi fiscali e comporta una gestione più complessa. La soglia di esenzione più bassa riduce la convenienza per le aziende, mentre la distribuzione fisica genera costi e rallentamenti.
Anche per gli esercenti il cartaceo è meno pratico, poiché richiede controlli manuali e una gestione meno fluida rispetto ai sistemi digitali. Per questo motivo, sempre più realtà scelgono soluzioni elettroniche, che garantiscono maggiore efficienza operativa.
Le caratteristiche dei formati elettronici e digitali
Il buono pasto elettronico funziona tramite una tessera utilizzabile al POS, mentre il formato digitale consente il pagamento direttamente da smartphone. In questo caso si utilizzano strumenti come QR code o sistemi contactless, che rendono l’esperienza più rapida.
Queste soluzioni permettono una gestione completamente dematerializzata, con controllo immediato del saldo e minore impatto ambientale. Il risultato è un sistema più efficiente sia per il lavoratore sia per l’azienda.
Quali sono i buoni pasto più diffusi e accettati in Italia?
L’accettazione dei buoni pasto dipende dalla rete di esercizi convenzionati costruita dall’emittente. In Italia il mercato è concentrato su pochi operatori che hanno sviluppato una copertura capillare, aumentando la probabilità di utilizzo senza difficoltà.
Ticket Restaurant di Edenred: il leader di mercato
Edenred Ticket Restaurant è il principale riferimento per diffusione e accettazione. La rete supera i 150.000 esercizi convenzionati, con una presenza molto forte nella ristorazione e nella grande distribuzione organizzata.
Questa capillarità permette un utilizzo semplice in contesti diversi, dalle grandi catene ai negozi locali. La sua diffusione garantisce una spendibilità elevata, soprattutto nelle aree urbane.
Pluxee, Pellegrini e Up Day: le alternative principali
Accanto al leader di mercato, esistono altri operatori molto rilevanti che si distinguono per posizionamento, tipologia di clientela e diffusione territoriale. Capire le differenze tra queste realtà è utile perché incide direttamente sulla spendibilità concreta dei buoni pasto nella vita quotidiana.
- Pluxee (ex Sodexo) è oggi il secondo operatore per diffusione e si caratterizza per una forte spinta verso la digitalizzazione dei servizi. Negli ultimi anni ha investito molto su app, pagamenti smart e gestione digitale dei benefit, rendendo l’esperienza d’uso più fluida sia per aziende sia per dipendenti. La sua rete è ampia e ben distribuita nelle grandi città, con una buona presenza nella grande distribuzione e nella ristorazione.
- Pellegrini rappresenta invece una realtà storica italiana, con un posizionamento molto solido soprattutto nel Nord e nel Centro Italia. La sua forza è legata a una rete costruita nel tempo e a rapporti consolidati con aziende italiane, spesso di medie e grandi dimensioni. Risulta particolarmente apprezzata per la stabilità del servizio e per una buona accettazione nei contesti urbani e aziendali.
- Up Day ha un posizionamento diverso, più legato al mondo della pubblica amministrazione e delle cooperative. Questo lo rende molto diffuso in specifici segmenti del mercato, anche se talvolta meno capillare nella ristorazione privata rispetto ai principali competitor. La sua presenza resta comunque significativa e garantisce una buona spendibilità, soprattutto in contesti convenzionati legati a enti pubblici.
Accanto a questi operatori si trovano anche realtà come Repas e Yes Ticket, che coprono nicchie specifiche e puntano su condizioni economiche competitive per gli esercenti. Nel complesso, la scelta dell’emittente incide in modo diretto sulla facilità di utilizzo quotidiano, perché determina dove e quanto facilmente sarà possibile spendere i buoni.
Le commissioni e le scelte degli esercenti
Le commissioni applicate agli esercenti rappresentano uno degli aspetti più discussi del settore. In alcuni casi si parla di valori stimati tra il 15% e il 20%, che possono risultare onerosi per i piccoli esercizi.
Questo fattore influisce sulla diffusione reale dei buoni, perché alcuni commercianti scelgono di accettare solo determinati circuiti. La capillarità dipende quindi anche dalla sostenibilità economica per i merchant.
Come utilizzare i buoni pasto e dove spenderli
I buoni pasto seguono regole precise che ne definiscono l’utilizzo: si tratta di titoli personali e non cedibili, utilizzabili esclusivamente per l’acquisto di beni alimentari.
Un aspetto importante riguarda la flessibilità, perché possono essere utilizzati anche nei giorni non lavorativi. Questo li rende uno strumento utile nella gestione della spesa quotidiana, pur restando nei limiti stabiliti dalla normativa.
Le regole di cumulabilità e i limiti di spesa
La normativa prevede alcune regole per evitare utilizzi impropri e mantenere il beneficio coerente con la sua funzione. In particolare, è possibile utilizzare fino a 8 buoni per singola transazione.
Le principali regole da rispettare sono:
- i buoni non possono essere convertiti in denaro contante;
- i buoni non possono essere ceduti a terzi;
- i buoni possono essere utilizzati solo per acquisti alimentari;
- non è possibile utilizzare più di 8 buoni nella stessa spesa.
Spesa al supermercato e utilizzo nei giorni festivi
I buoni pasto possono essere utilizzati anche nei supermercati, purché vengano acquistati prodotti alimentari, sono quindi esclusi tutti i beni non coerenti con la finalità del benefit.
L’utilizzo è consentito anche nei giorni festivi e durante le ferie, rendendo questi strumenti particolarmente flessibili. La presenza nelle principali catene della grande distribuzione rafforza la loro diffusione nella vita quotidiana.
Le tendenze del mercato per i prossimi anni
Il settore dei buoni pasto è ormai orientato verso la completa digitalizzazione: nel 2024 oltre l’85% dei ticket era già in formato elettronico o digitale, segno di una transizione avanzata. Con l’aumento della soglia a 10 euro, anche il valore nominale più diffuso si sta allineando verso questa cifra. Il mercato coinvolge milioni di lavoratori e aziende, con un impatto significativo sul sistema di welfare.
L'integrazione con le piattaforme di welfare aziendale
I buoni pasto sono sempre più integrati all’interno di piattaforme di welfare aziendale più ampie. In questi sistemi è possibile gestire diversi benefit in un unico ambiente digitale, migliorando l’esperienza utente.
Questa evoluzione rende il buono pasto parte di un ecosistema più completo, dove il lavoratore ha maggiore autonomia nella gestione dei vantaggi. Allo stesso tempo, le aziende ottengono un controllo più efficace e una gestione più ordinata dei benefit aziendali.
13 apr 2026 | 7 min di lettura | Pubblicato da Linda Montemurro
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