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Modem: quando possiamo dire no a quello dell'operatore

4 dic 2020 | 5 min di lettura | Pubblicato da Giorgia Nardelli

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La compagnia telefonica propone un abbonamento con modem incluso?

A meno che l’apparecchio non sia gratuito, c’è una regola che vale la pena ricordare: il cliente non è obbligato a comperare o prendere a noleggio il dispositivo proposto, ma può utilizzare quello che già possiede – se compatibile con la tecnologia utilizzata - o acquistarne uno per proprio conto.

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A stabilirlo è una delibera dell’Autorità per le comunicazioni che risale al dicembre 2018, (la 348/18/CONS), moltissimi consumatori non la conoscono e finiscono per accettare senza battere ciglio contratti che prevedono l'acquisto dell’apparecchio dal gestore telefonico, con rate che durano anche 48 mesi, e che di fatto li vincolano per 4 anni a restare fedeli a quella compagnia. Non solo. Lo scorso febbraio il Tar ha respinto il ricorso delle società di telefonia che contestavano una parte della delibera, e nel dare ragione all’Authority ha stabilito una volta per tutte che la norma non vale solo per i nuovi clienti, ma anche per coloro che avevano stipulato un contratto prima del dicembre 2018. Questi, se lo desiderano, possono per esempio smettere di pagare in qualunque momento il noleggio del modem o le rate per l’acquisto, restituendo il dispositivo all’azienda per usarne un altro.

Cosa dice la legge, dalla teoria alla pratica

La delibera dell’Agcom prende le mosse da una direttiva europea (la 2015/2020) che sancisce la libertà del cliente sulla scelta del modem o del router. Come si traduce questo nella pratica? Intanto, nelle loro proposte commerciali le compagnie telefoniche sono tenute a separare in modo distinto e facilmente riconoscibile il costo dell’abbonamento vero e proprio da quello dell’acquisto o noleggio dell’apparecchio, e a mettere disposizione dei clienti una proposta analoga ma alternativa, che non preveda il terminale.

Nel caso in cui il cliente scelga di utilizzare un’apparecchiatura di sua proprietà, la società non deve limitare o compromettere in alcun modo l’accesso a particolari servizi inclusi nell’offerta. Non sono quindi lecite quelle proposte che vincolano l’uso del modem della compagnia a servizi come Voip o Iptv.

Diritto all’informazione

Quanto al consumatore, il consiglio è quello di verificare subito il costo del modem e modalità di acquisto o noleggio, prima di firmare il contratto. Se l’intenzione è quella di usare un modem diverso da quello proposto, è bene specificare con l'operatore che si vuole aderire a quella offerta commerciale ma escludendo l’apparecchio. Il passo successivo è informarsi dal gestore sulle caratteristiche che il modem dovrà avere per potere essere compatibile con il tipo di tecnologia, e poi installarlo. La compagnia è tenuta a fornire tutte le informazioni necessarie per collegare l’apparecchio alla rete e configurarlo, e non può imporre ritardi o costi aggiuntivi senza valide ragioni.

Dove inviare i reclami

Se il gestore non rispetta questi vincoli, il consumatore può inviare un reclamo, e in mancanza di risposta avviare una procedura di conciliazione tramite l’Agcom o con l’aiuto di un’associazione di consumatori. I non ancora clienti che si vedessero negare la possibilità di aderire a una proposta commerciale "senza modem", possono segnalare la pratica scorretta a un’associazione o al contact center dell’Agcom.

Cosa fare se si è un vecchio cliente

E per chi aveva acquistato o noleggiato un modem in passato, e sta ancora pagando il noleggio? Su questo la sentenza del Tar è stata chiara: i clienti che hanno sottoscritto un contratto tutt’ora attivo prima della delibera stessa Agcom – quindi prima di dicembre 2018 – hanno il diritto, se lo desiderano, di restituire il modem senza dover pagare le restanti rate, o di interrompere il noleggio.

L’apparecchio andrà però restituito alla società, è chiaro, quindi, che conviene usare questa soprattutto a chi ha già un altro modem compatibile o a chi desidera cambiare operatore, ed era frenato dalla prospettiva di dover comunque pagare tutte le rate restanti anche dopo la chiusura del contratto. Ora chi è in questa situazione potrà invece fare il passaggio senza accollarsi costi aggiuntivi.

A chi conviene il "modem libero"

Ma conviene davvero rinunciare al modem proposto dalla compagnia telefonica? Sicuramente può essere una scelta vantaggiosa, in termini economici, per chi già possiede un apparecchio a casa e vuole continuare a utilizzarlo in caso di switch da un operatore all'altro. Se da una parte, infatti, le compagnie prevedono ormai per molti pacchetti il modem in dotazione gratuita, quando questo è a pagamento ha un costo che si aggira intorno ai 250-300 euro, da spalmare in rate annuali. Al di là del fattore economico, il fatto di potere decidere quale apparecchio acquistare, è utile in special modo a chi ha esigenze particolari.

Come fa notare l’associazione Altroconsumo, chi ha una casa piccola può optare per un apparecchio meno potente, più piccolo ed economico, chi ha particolari esigenze di sicurezza o ha bisogno di prestazioni elevate (per esempio perché vive in un appartamento grande), può scegliere un dispositivo più sofisticato, spaziando in un mercato che propone ormai decine prodotti per tutte le esigenze e per tutte le tasche.

Naturalmente, per sapersi districare nella scelta dell’apparecchio bisogna essere in grado di capire se il modem è compatibile con il servizio proposto, e riuscire a installarlo e configurarlo in autonomia. Il consiglio, per i meno esperti, è comunque di rivolgersi a un venditore esperto ed affidabile, che sappia fornire tutte le indicazioni del caso e fornire assistenza in caso di problemi. L’installazione e il corretto funzionamento del dispositivo saranno infatti da questo momento in poi a carico dell’utente. E in caso di malfunzionamento, guasto o problema tecnico che non dipendano dalla linea, sarà il venditore il punto di riferimento, perché il gestore non ha alcuna responsabilità.

Autore
giorgia nardelli

Pugliese trapiantata in Emilia, giornalista professionista dal 2005, laurea in filologia romanza e master in giornalismo all’Università di Bologna.

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