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13 lug 2022 | 4 min di lettura | Pubblicato da Giorgia Nardelli

adsl expert speaks evitare problemi doppia fatturazione

Dici addio a una compagnia telefonica per passare a un nuovo operatore, ma alla prima scadenza mensile ti ritrovi con due bollette da pagare, come se avessi mantenuto entrambe le utenze. Capita spesso anzi, spessissimo, non è casuale che i casi di "doppia fatturazione" legati alle offerte internet casa siano in cima alla lista dei reclami contro le società di telefonia.

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Errore o malafede?

Nei mesi scorsi l'Antitrust ha avviato un'istruttoria nei confronti di Vodafone, Fastweb, Wind 3 e Tim per pratica commerciale scorretta, proprio per le segnalazioni relative a questo disservizio. Le compagnie - ha spiegato l'Autorità garante della Concorrenza nel suo bollettino – avrebbero continuato in molti casi a emettere fatture per i servizi di telefonia anche dopo la richiesta di cessazione del rapporto da parte degli utenti. Un'indagine, ha spiegato ancora l'Authority, è stata aperta in seguito al "numero elevato di istanze di intervento pervenute". Ora l'Antitrust sta facendo luce sul caso, per capire se all'origine dei casi ci sia un comportamento distorsivo o cattiva fede.

Un meccanismo automatico

Ma cosa accade in questi casi? E perché la doppia fatturazione è così frequente? La norma vuole che, nel momento in cui il cliente firma il contratto con il nuovo operatore telefonico, e la vecchia compagnia riceve la comunicazione del passaggio, questa dovrebbe automaticamente chiudere l'utenza. L'intera pratica viene gestita tra le due società, e al consumatore non tocca fare nulla, se non attendere la portabilità del numero. Una volta avvenuto il passaggio del numero al nuovo gestore, la fatturazione con il vecchio fornitore dovrebbe cessare, e questi dovrebbe inviare all'ex cliente esclusivamente la fattura di chiusura, in cui sono addebitate le spese di cessazione del contratto, più altri costi, o eventuali penali.

I controlli da fare

In questi casi c'è solo un aspetto su cui l'utente deve porre attenzione: deve cioè verificare che al contratto principale non siano legati servizi che richiedono una cessazione separata. Può essere, per esempio, che un abbonamento per linea fissa e connessione internet sia legato a un abbonamento accessorio di connessione mobile, perché magari era incluso nell'offerta. In questo caso, se anche il secondo contratto non viene chiuso, il cliente rischia di continuare a ricevere le fatture per questo secondo abbonamento. È consigliabile quindi andare a rileggere almeno le ultime fatture, ed eventualmente richiedere la cessazione separata per il servizio. In questo caso basterà inviare una richiesta ad hoc, via pec o tramite raccomandata.
Per essere più tranquilli, potrebbe essere utile anche informarsi con il Servizio clienti dell'avvenuta cessazione.

Occhio al rid

Un'altra precauzione da prendere riguarda il sistema di pagamento. Chi ha l'addebito diretto sul conto corrente o su carta di credito deve muoversi con anticipo, per evitare che, in caso di doppia fatturazione, le bollette continuino ad essergli addebitate in automatico. Meglio allora, una volta presa la decisione di cambiare gestore, contattare subito la banca o il gestore della carta per bloccare l'addebito. In questo modo, anche in caso di errori, se non altro non ci sarà l'ulteriore scocciatura di dover chiedere il rimborso delle fatture pagate ingiustamente.

La contestazione

Ma come ci si comporta se, nonostante tutte le precauzioni prese, ci si ritrova con due fatture? Oltre a chiedere subito conto al servizio clienti, la prima cosa da fare è inviare un reclamo scritto alla vecchia società, allegando la prima fattura del nuovo contratto. Non è detto che la compagnia telefonica risponderà, e non pagando le bollette non dovute è probabile che l'utente riceva a casa le richieste di sollecito di una società di recupero crediti. In questo caso, è consigliabile inviare anche a loro uan contestazione, allegando la copia della fattura.

Se non c'è risposta: la conciliazione via web

In moltissima casi, va detto, le compagnie telefoniche fanno orecchie da mercante, e anche dopo avere inviato più di un reclamo, persistono nell'invio delle fatture. Trascorsi 45 giorni dal primo reclamo, si può però rivolgere a un'associazione di consumatori per la conciliazione paritetica, o al servizio di conciliazione gratuito dell'Autorità per le comunicazioni, Conciliaweb. Se avete lo Spid per inviare la richiesta online, questo è sicuramente il modo più pratico per risolvere il caso. Una volta entrati nel sistema, basta infatti compilare il form di domanda e allegare la documentazione richiesta. Nei casi in cui c'è un torto evidente della compagnia, come questo, generalmente questa contatta direttamente l'utente tramite il servizio di conciliazione, e propone una soluzione veloce del caso, con la restituzione delle somme non pagate. Nel caso in cui questo non succeda, sarà fissata un'udienza online nel giro di qualche settimana, in cui i cliente può far valere le proprie ragioni, chiedere la chiusura del contratto e la restituzione delle somme eventualmente versate. Sarà un arbirto imparziale a decidere.

Autore
giorgia nardelli

Pugliese trapiantata in Emilia, giornalista professionista dal 2005, laurea in filologia romanza e master in giornalismo all’Università di Bologna.

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