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Mutui ancora più difficili per gli stranieri. Si punta ad immobili di basso valore

pubblicato il 3 luglio 2014

Tempi duri per gli stranieri residenti che vogliono comprare casa in Italia: il portale Mutui.it (www.mutui.it), in collaborazione conFacile.it (http://www.facile.it/mutui-prima-casa.html), ha analizzato circa 10mila preventivi di mutuo compilati nel primo semestre 2014, scoprendo che non solo sono diminuite le loro domande, passate dall’essere l’11% al 9,8% del totale, ma anche le cifre richieste si sono fatte più contenute.

«Se è vero che gli stranieri sono ormai l’8,1% dei residenti in Italia (dati ISTAT) e che il loro processo di integrazione passa anche attraverso l’acquisto della prima casa – dichiara Lorenzo Bacca, responsabile Business Unit Mutui per entrambi i portaliil cambiamento della richiesta media di mutuo, diminuita del 16% in due anni, evidenzia una grossa difficoltà che li accomuna agli italiani.»

Le domande di mutuo da parte di cittadini stranieri puntano all’acquisto della prima casa: questa, infatti, è la finalità indicata dal 73% del totale di immigrati. La richiesta media è pari a 114.000 euro (era 132.000 euro nel 2011) e si punta a finanziare solo il 63% del valore dell’immobile che si intende acquistare (nella rilevazione precedente si arrivava all’80%). A rimanere stabile è il valore della prima casa: si chiede di meno, ma si punta ad un immobile che costa, stabilmente, circa 163.000 euro. Un valore nettamente più basso rispetto alla richiesta degli italiani, che, sempre in media, vogliono acquistare un immobile del valore di 215.000 euro (fonte Mutui.it – rilevazione aprile 2014). Resta stabile la durata, leggermente inferiore ai 25 anni. Per quel che concerne i tassi, si dà preferenza a quello variabile, richiesto dal 62% degli stranieri alle prese con la prima casa.

«Se confrontati con i valori medi italiani delle richieste di finanziamento per l’acquisto della prima casa – continua Bacca – questi dati evidenziano l’interesse dei cittadini stranieri per immobili di valore inferiore rispetto alla media nazionale: evidentemente, pur di comprare casa si accettano immobili in zone più periferiche, o magari in condizioni peggiori».

Da dove vengono, dove vogliono vivere

Per quanto riguarda la nazionalità degli stranieri alle prese col mutuo, a rappresentare il campione statistico più importante resta la comunità rumena: circa il 17% dei mutui prima casa richiesto da uno straniero vede coinvolto un cittadino nato in Romania. Va detto, ad ogni modo, che solo due anni fa i rumeni rappresentavano addirittura un terzo del campione: segno che – come accaduto per la comunità albanese in passato – anche la comunità rumena (la prima per numerosità) sta normalizzando i suoi flussi migratori e anche la spinta all’acquisto della casa si è ridotta.

Seguono, nella classifica, i cittadini tedeschi (circa l’8%), i moldavi e gli albanesi (7%). Da notare che, pur essendo la comunità marocchina seconda in Italia per numero di immigrati, da loro arrivano solo il 2% delle richieste (sono diciottesimi nella classifica).

In merito alla distribuzione territoriale delle richieste di mutuo, il quadro che emerge tratteggia una condizione identica alla rilevazione precedente: le regioni in cui vi è la richiesta maggiore sono quelle del Nord e del Centro Italia, Lombardia (26%) e Lazio (12%) su tutte. Seguono Emilia Romagna e Veneto (11%),

Ecco le percentuali di richiesta di mutuo per l’acquisto della prima casa da parte di cittadini stranieri in base alla nazione di origine e la classifica delle Regioni italiane in base al numero di richieste di mutuo prima casa presentate da cittadini stranieri:

 

Nazionalità

Distribuzione delle domande di mutuo da stranieri

Romania

16%

Germania

8%

Moldavia

7%

Albania

7%

Svizzera

6%

Ucraina

3%

Francia

3%

Brasile

3%

Ecuador

3%

Gran Bretagna

3%

Perù

2%

Tunisia

2%

Belgio

2%

Irlanda

2%

Russia

2%

Altro

31%

Regione

Distribuzione delle domande di mutuo da stranieri

Lombardia

26,3%

Lazio

12,0%

Emilia-Romagna

11,5%

Veneto

11,2%

Toscana

7,8%

Piemonte

7,0%

Campania

3,6%

Sicilia

3,1%

Friuli-Venezia Giulia

2,8%

Marche

2,5%

Puglia

2,2%

Abruzzo

2,0%

Liguria

1,7%

Trentino-Alto Adige

1,4%

Calabria

1,1%

Sardegna

1,1%

Umbria

0,6%

Valle d'Aosta

0,6%

Basilicata

0,6%

Molise

0,6%

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