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Cosa c'è da sapere quando si chiede un prestito

pubblicato da il 31 marzo 2017
Cosa c'è da sapere quando si chiede un prestito

Gli ultimi dati sui prestiti personali, segnalati decisamente in crescita (a febbraio 2017 le richieste sono aumentate di ben il 6,3% rispetto allo stesso mese del 2016, con un importo medio che ha sfondato quota 13 mila euro), dimostrano che le famiglie italiane, superata la fase più delicata della crisi, sono tornate a fare acquisti di un certo peso, quelli per cui è necessario disporre di molta liquidità. Questo ritrovato entusiasmo è senza dubbio positivo, a patto di non fare il passo più lungo della gamba e ritrovarsi improvvisamente indebitati. Per questo è importante sapere come funzionano e quali garanzie offrono i prestiti personali, per scegliere quelli più adatti e non incorrere in brutte sorprese.

Innanzitutto bisogna domandarsi cos'è un prestito personale: si tratta di una forma di finanziamento a privati erogato da una banca o da un istituto finanziario, attraverso la quale il cliente riceve una somma di denaro e si impegna a restituirla in maniera rateizzata entro un periodo predeterminato. Il rimborso della somma prevede l'applicazione di interessi fissi o variabili e di eventuali altri costi.

Il prestito può essere richiesto da chiunque abbia compiuto la maggiore età (il limite massimo può variare, ma di solito si aggira sui 70 anni) e una capacità di rimborso dimostrabile. L'ente erogante può però rifiutarsi di concedere il finanziamento qualora il richiedente abbia in essere altri contratti di prestito che, in aggiunta al prestito richiesto, impegnerebbero oltre un terzo del suo reddito.

Il contratto dei prestiti personali (ricordiamo che rientrano in questa categoria anche i piccoli prestiti e i prestiti veloci) deve contenere una serie di informazioni obbligatorie tra cui, fondamentali, l'indicazione esatta della somma e delle modalità con cui verrà erogata, il tasso di interesse praticato, l’indicazione specifica del Taeg, l’ammontare delle rate e la loro scadenza. Come ogni contratto, anche quello relativo ai prestiti personali prevede il diritto di recesso. che va esercitato entro 14 giorni dal momento della stipula.

Inutile dire che le conseguenze in caso di mancato pagamento di una o più rate del rimborso del prestito sono piuttosto pesanti: gli interessi dovuti vengono aumentati con l'applicazione di una mora e l’intestatario del prestito viene segnalato come “cattivo pagatore”, compromettendone la  reputazione creditizia (in pratica per lui sarà molto difficile ottenere in futuro un altro prestito). Per questo, se si prevedono difficoltà nel rispettare i termini previsti, è meglio prendere subito contatto con la banca/per trovare una valida soluzione alternativa.

Ricordiamo infine che è sempre possibile estinguere il prestito anticipatamente rispetto al termine concordato, sia parzialmente che totalmente, e che esiste una polizza assicurativa chiamata “credit protection insurance” a tutela del richiedente e della sua famiglia qualora si verifichino eventi non prevedibili (morte, invalidità, perdita del lavoro, ecc.) che non permettano di rispettare le rate.

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