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Componenti delle auto come quelli degli smartphone?

Componenti delle auto come quelli degli smartphone?

Assemblare i componenti delle auto come si fa con le app degli smartphone, scegliendo e installando, ad esempio, un sedile super digitale o uno sterzo dalle mille funzioni.

L’idea, altamente suggestiva e a prima vista fantasiosa, è già realtà grazie a una giovane e brillante mente italiana, il ventottenne Ludovico Campana, che insieme al suo socio Sergio Pininfarina ha fondato Tuc. Vediamo di che si tratta.

Che cos’è Tuc

Tuc, come spiega un articolo pubblicato sulla rivista Forbes, è una 'spina' che all’interno di un veicolo permette di connettere tutti i componenti dell’auto, che avranno quindi la stessa presa universale. "Una sorta di lingua inglese delle auto", l’ha definita più che opportunamente il suo ideatore, creata allo scopo di migliorare la vivibilità e l’esperienza, perché in un’automobile "l’usabilità dev’essere più importante della scocca".

Componenti delle auto come quelli degli smartphone: la rivoluzione è iniziata

L’invenzione di Campana non è qualcosa di astratto destinata a far bella mostra di sé nelle fiere di settore senza alcun utilizzo pratico. Il brevetto Tuc, infatti, ha già ricevuto il 'marchio' di invenzione industriale in ben 135 Paesi, attirando l’interesse di numerosi produttori di automobili che contano di inserirlo quanto prima nel processo progettuale di un veicolo. "Abbiamo selezionato i dettagli e i componenti tecnologici in maniera che possano essere contati sul palmo di una mano", ha spiegato a Forbes l’automotive & mobility designer italiano, "Il risultato è un processo industriale che coinvolge meno componenti ma è più efficiente e meno inquinante".

Grandi aziende internazionali interessati all’innovativo connettore

Il progetto è talmente interessante e innovativo che sono già voluti entrarci alcuni grandi brand internazionali. Bosch, ad esempio, ha deciso di realizzare uno schermo plug & play per Tuc. Ma anche Intel, Cisco e Chicco si sono fatti vivi con la startup. Al momento i due fondatori hanno raccolto 2 milioni di dollari da diversi investitori, tra cui spicca il nome di Amedeo Felisa, già amministratore delegato di Ferrari, che serviranno a strutturare il piano industriale. "Vogliamo accompagnare il processo di rinnovamento del concetto di veicolo", ha aggiunto Campana. "Non più auto monofunzione ma vetture multimodali con infinite possibilità su uno stesso pianale. In tutto ciò Tuc può avere un ruolo fondamentale".

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pubblicato da il 14 settembre 2020
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