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Al via la prima fase della riforma del Catasto

pubblicato da il 13 novembre 2014
Al via la prima fase della riforma del Catasto

Entra nel vivo la riforma del Catasto dopo il via libera definitivo del Consiglio dei Ministri al decreto legislativo che, fissandone la composizione e le funzioni, attiva le nuove Commissioni censuarie che si insedieranno entro un anno dall’entrata in vigore del provvedimento. Più in particolare, le Commissioni censuarie avranno il compito di rivedere i criteri attraverso i quali determinare le nuove rendite catastali che sono, a loro volta, la base di calcolo per le tasse sulla casa come l’Imu e la Tasi.

Dopo questo primo passaggio, dovrà essere approvato un nuovo decreto che renderà possibile la stima del valore patrimoniale medio degli immobili sulla base delle quotazioni di mercato rilevate dall’Osservatorio del mercato immobiliare (Omi) elaborato dall’Agenzia delle Entrate e, quindi, delle nuove rendite catastali.

La riforma prevede che le rendite catastali non saranno più calcolate in base al numero dei vani ma in funzione della superficie dell’immobile in metri quadrati, tenendo conto, tra l’altro, anche dell’ubicazione della casa, delle sue caratteristiche e dello stato di conservazione. Nel frattempo, i tecnici dell’Agenzia delle Entrate stanno elaborando un algoritmo che, grazie a una serie di parametri, potrà determinare più realisticamente il valore medio degli immobili. Dopo questa fase, si passerà al censimento vero e proprio degli oltre 60 milioni di fabbricati che si trovano in Italia. Quest’ultima operazione, che punta a fare emergere anche eventuali immobili fantasma, richiederà, secondo le previsioni, tra i tre e i cinque anni di tempo.

L’obiettivo della riforma è di arrivare a una valutazione più equa degli immobili, soprattutto sul fronte di quelle case di lusso, magari collocate in contesti di pregio come i centri storici, che attualmente pagano imposte più basse perché il calcolo si basa su valutazioni non aggiornate, anche se gli esperti non escludono affatto che il tutto possa portare nuovi rincari delle tasse per i contribuenti. Il provvedimento del governo prevede infine che, contro l’attribuzione delle nuove rendite, i cittadini possano ricorrere in autotutela, rivolgendosi all’Agenzia delle Entrate.

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