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Mutui: volano le surroghe, il tasso fisso fa i conti con la volatilità dei mercati

pubblicato da il 26 giugno 2015
Mutui: volano le surroghe, il tasso fisso fa i conti con la volatilità dei mercati

Non si arresta la corsa alle surroghe che, a quanto riporta la 38ª edizione dell’Osservatorio sul Credito al Dettaglio, realizzato da Assofin, Crif e Prometeia, dopo aver registrato un incremento del 319,3% nel 2014 sull’anno precedente, hanno segnato nel primo trimestre del 2015 un’ulteriore crescita del 710,7%, trainando di fatto il mercato dei mutui con una quota del 20% delle nuove erogazioni nei primi tre mesi dell’anno.

La surroga mutuo è lo strumento che permette di trasferire un mutuo dalla banca che l’ha erogato in origine a un’altra che propone condizioni migliori. Il più delle volte, a ricorrere alla surroga, è chi ha acceso un finanziamento ipotecario a tasso fisso, formula preferita da una clientela poco propensa al rischio e che, così, si assicura una rata costante per tutta la durata del mutuo. Durata che ha un orizzonte temporale importante e che varia mediamente dai 20 sino ai 30 anni, e a volte anche di più.

Sempre nel primo trimestre di quest’anno si è inoltre assistito a un ritorno del tasso fisso, che, con un’incidenza del 27% sul totale delle erogazioni, ha raddoppiato rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, spinto soprattutto dai valori dell’Eurirs, il parametro al quale è legato, che ad aprile ha toccato minimi storici impensabili solo sino a qualche mese fa.

Tuttavia, mentre chi ha stipulato un mutuo a tasso fisso tra aprile e maggio ha ottenuto condizioni forse irripetibili, le famiglie che stanno per accederne uno non potranno beneficiare delle stesse, favorevoli, condizioni perché, dallo 0,7% di aprile, l’Eurirs a 20 anni, in giugno, è risalito repentinamente su valori che si attestano intorno all’1,7%. Questo è successo perché l’Eurirs è legato ai titoli tedeschi (bund), tradizionalmente stabili, che nelle ultime settimane hanno invece registrato un rialzo dei rendimenti, con ripercussioni immediate sui tassi d’interesse finali praticati dalle banche, e che si determinano sommando lo spread bancario al valore dell’Eurirs.

Sicuramente chi ha stipulato il mutuo due mesi fa ha fatto un ottimo affare. Chi invece è in procinto di accenderlo deve fare attenzione perché, proprio a causa delle fluttuazioni dei mercati, diventa determinante il lasso di tempo che intercorre tra l’avvio della pratica e la firma finale, che in genere si aggira sui 2-3 mesi. Gli istituti di credito possono variare anche quotidianamente il valore dei tassi in base all’andamento dell’Eurirs. Risultato: chi oggi firma il contratto di un mutuo a tasso fisso dovrà pagare una rata sensibilmente più alta rispetto all’importo ipotizzato ad inizio istruttoria. Ed è per questo che, secondo gli esperti, chi è orientato al tasso fisso deve tenere conto di tutte queste variabili per non incorrere in sgradevoli sorprese.

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