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Mercato immobiliare, piccoli segnali positivi crescono

pubblicato da il 19 settembre 2013
Mercato immobiliare, piccoli segnali positivi crescono

Dopo un biennio da far tremare le vene dei polsi, qualcosa comincia a muoversi nel mercato immobiliare. Non certo una ripresa ma piccoli segnali incoraggianti che, quantomeno, autorizzano a un cautissimo ottimismo. Il che è un bene non solo per chi deve acquistare e per chi vende ma in generale per l’economia italiana, della quale il settore del real estate con tutto l’indotto è uno dei pilastri portanti.

Per la prima volta, da un paio d’anni a questa parte, le richieste di finanziamento per l’acquisto della casa hanno registrato un’inversione di tendenza. Secondo Crif e il suo sistema informativo Eurisc, nel luglio scorso la richiesta di mutui è aumentata del 2% (rispetto a luglio 2012), mentre ad agosto tale percentuale è salita del 4% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Come dire che, almeno un po’, è cresciuta la fiducia dei consumatori ultimamente disincentivati a chiedere prestiti alle banche a causa della congiuntura sfavorevole, dell’incertezza lavorativa e della stretta creditizia.

Un impatto positivo sulle vendite dovrebbe inoltre arrivare dalla messa in circolo di circa cinque miliardi di euro dei quali due erogati alle banche dalla Cassa depositi e prestiti per favorire la concessione alle famiglie di finanziamenti ipotecari, come previsto dal cosiddetto “Decreto del fare bis”; e i restanti da possibili investitori istituzionali. Secondo le stime dell’Ance (Associazione nazionale costruttori edili), un intervento del genere porterà a una crescita del giro d’affari di circa otto miliardi euro; a un aumento di circa 44mila operazioni di compravendita e a 1,3 miliardi di nuovi investimenti nel settore, possibili proprio grazie a una maggiore liquidità delle imprese. Il tutto, naturalmente, a patto che il Governo regga e che il quadro politico-economico si stabilizzi.

Dulcis in fundo: secondo indiscrezioni, alcune banche, nel giro di un mese, potrebbero rivedere al ribasso il loro spread (cioè il loro margine di guadagno) rendendo di fatto i mutui meno costosi e lanciare al contempo nuove promozioni per potenziali mutuatari. Tale beneficio potrebbe in parte essere compensato in negativo dall’aumento degli interessi dei mutui a tasso fisso a seguito della risalita dell’Eurirs (l’indice al quale il tasso fisso è agganciato); mentre una maggiore stabilità, perlomeno da qui alla fine dell’anno, dovrebbe salvaguardare i finanziamenti a tasso variabile parametrati all’Euribor che, benché in lievissimo rialzo, si prevede rimarrà sugli attuali valori per tutto il 2013.

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