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Come funziona il Fondo di solidarietà prima casa

pubblicato da il 2 febbraio 2017
Come funziona il Fondo di solidarietà prima casa

Mentre si consolidano i segnali di ripresa del mercato dei mutui, il Rapporto Italia 2017, pubblicato di recente da Eurispes, evidenzia che le conseguenze della crisi affliggono tuttora un buon numero di famiglie italiane: quasi la metà non riesce ad arrivare a fine mese e tre su dieci hanno difficoltà a far fronte alle rate del mutuo. A tale proposito, va ricordata l’esistenza di uno strumento che, a determinate condizioni, permette di sospendere per diciotto mesi il pagamento delle rate stesse. Si tratta del Fondo di solidarietà prima casa, istituito presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze nel 2007 e poi modificato nel 2012, che, alla data del 31 ottobre 2016, contava quasi 37mila domande di accesso al Fondo accettate.

Per poter usufruire del beneficio sono necessari alcuni requisiti. Primo tra tutti che l’immobile oggetto del mutuo del quale si vogliono sospendere le rate sia l’abitazione principale, cioè la casa dove si vive abitualmente e dove si ha la residenza anagrafica, mentre il contratto di mutuo per il suo acquisto non deve superare i 250mila euro. Le situazioni che danno la possibilità di usufruire dell’agevolazione devono inoltre essersi verificate dopo la stipula del contratto e nei tre anni antecedenti la domanda di accesso al Fondo. Più precisamente, gli eventi che determinano il diritto sono: perdita del lavoro (subordinato o parasubordinato) e stato di disoccupazione ancora in essere quando si presenta la domanda; decesso e non autosufficienza o handicap grave dell’intestatario (o di uno dei cointestatari del contratto di mutuo).

Altri requisiti richiesti sono: un Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) non superiore a 30mila euro, condizione che, in caso di mutuo cointestato, è sufficiente che sussista anche solo per uno dei titolari. Il mutuo deve essere inoltre in ammortamento da almeno un anno nel momento in cui si fa richiesta. Infine, se si è già in ritardo con il pagamento delle rate, tale ritardo non deve superare i 90 giorni consecutivi.
La domanda va presentata alla banca che erogato il mutuo, per essere poi inoltrata per via telematica dalla banca stessa a Consap, gestore del Fondo. Tutte le informazioni, a partire dalla modulistica, sono consultabili sul sito di Consap.

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