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Come detrarre gli interessi passivi dalla dichiarazione Irpef

pubblicato da il 13 aprile 2017
Come detrarre gli interessi passivi dalla dichiarazione Irpef

Oltre alle spese sostenute per gli interventi di ristrutturazione, messa in sicurezza della casa e per l’acquisto di mobilia ed elettrodomestici efficienti dal punto di vista energetico, è possibile detrarre in sede di dichiarazione Irpef anche gli interessi passivi pagati su un mutuo ipotecario contratto per l’acquisto, la costruzione e la ristrutturazione della prima casa. Si possono inoltre portare in detrazione anche le spese e gli oneri accessori versati per la stipula del finanziamento.

Per accedere all’agevolazione fiscale, è necessario essere intestatari del mutuo e proprietari dell’immobile. E, se l’abitazione e il mutuo sono cointestati a due persone, ogni titolare ha diritto alla detrazione per la parte spettante, cioè la metà. Ma quanto si può detrarre? L’ammontare è pari al 19% di quanto versato per gli interessi passivi, le spese e gli oneri accessori per una cifra massima di 4mila euro e, quindi, la detrazione massima è di 760 euro.

I documenti che permettono di usufruire dello sconto fiscale sono: il contratto di mutuo, la certificazione rilasciata dalla banca che attesta l’importo versato per gli interessi passivi nel periodo di riferimento, con anche l’indicazione della quota capitale residua, oltre alla documentazione che certifica ai fini fiscali il pagamento dei altre spese e degli oneri accessori. Tutta la documentazione, comprensiva dell’atto di acquisto dell’immobile, non deve essere allegata alla dichiarazione dei redditi ma va conservata in caso di successivi controlli del fisco.

Ricordiamo che l’immobile sul quale grava il mutuo deve essere stato adibito a prima casa entro 12 mesi dall’acquisto se il mutuo è stato stipulato dopo il 1° gennaio 2001 e che si ha diritto alla detrazione Irpef anche se lo stesso è utilizzato come prima casa da un familiare o se ci si è trasferiti altrove per motivi di lavoro. Se il mutuo è stato invece contratto tra il 1° gennaio 1993 e il 31 dicembre 2001, l’immobile deve essere stato adibito ad abitazione principale entro sei mesi dall’acquisto.

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