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Fine Mercato Tutelato dell'energia: a che punto siamo e perché è stata rimandata

Ancora otto mesi, e salvo rimandi dell’ultima ora il mercato dei servizi di luce e gas sarà completamente liberalizzato. Dal primo luglio 2020 i clienti che sono ancora nel cosiddetto Servizio a maggior tutela, circa il 56% delle famiglie per l’energia elettrica e il 49,9% per il gas, dovranno chiudere gli attuali contratti “tutelati” per aderire a una delle offerte a prezzo libero proposte dalle diverse aziende.

Se oggi godono di tariffe vincolate, perché stabile ogni tre mesi dall’Autorità di regolazione per Energia Reti e Ambienti (l’Arera), domani dovranno valutare le proposte delle diverse aziende che vendono energia elettrica e gas, cercando di districarsi tra le centinaia di offerte sul mercato e di scegliere l’offerta più vantaggiosa, o quella che meglio risponde ai propri bisogni.

Da anni i governi rimandano questo delicato passaggio: inizialmente prevista per luglio 2018, la fine del mercato tutelato è stata posticipata dapprima a luglio 2019, poi all’estate 2020, anche sulla spinta delle associazioni dei consumatori, che chiedevano una campagna informativa istituzionale per evitare che i cittadini si ritrovassero a dover decidere tra una miriade di offerte senza gli strumenti per poterlo fare con consapevolezza.

"La misura si è resa indispensabile perché non sussistono le necessarie garanzie di informazione per i consumatori su mercato, competitività e trasparenza – spiegava ad agosto 2018 l’allora sottosegretario al ministero dello Sviluppo economico, Davide Crippa, per motivare l’ennesimo rinvio-. Il governo lavorerà con gli operatori del settore e i consumatori al fine di raggiungere l’obiettivo fondamentale di garantire alla collettività un mercato energetico efficiente, sostenibile e trasparente”.

Cosa succede con la fine della Maggior Tutela

Non molto è cambiato da un anno e mezzo fa, ma la sostanza è la stessa: chi non lo ha ancora fatto, dovrà prepararsi a dire addio al mercato regolato dall’Authority. Come scrive l’Arera sul suo sito web, a partire dal 1° luglio 2020 le famiglie che ancora usufruiscono del Servizio a maggior tutela saranno “trasferite” in automatico nel mercato libero dell'energia, anche se nel frattempo non hanno aderito a nessuna proposta e sono rimaste con il vecchio operatore. La continuità della fornitura sarà comunque garantita ai clienti domestici, in modo che non subiscano l’interruzione del servizio per tutto il periodo che impiegheranno per trovare una nuova offerta, ma di certo non potranno più usufruire delle tariffe stabilite dall’Autorità.

Non è ancora chiaro come avverrà la transizione forzata: tra le ipotesi circolate mesi fa, la più accreditata prevedeva che allo scattare dell’ora “x”, il 1° luglio, i clienti rimasti nel mercato tutelato venissero assegnati in automatico ad alcuni gestori sulla base di aste territoriali, pagando tariffe sempre tutelate, ma più costose di quelle attuali, fino al momento in cui non avessero scelto un altro gestore. Al momento l’unica cosa certa è che, fatta la scelta, gli utenti potranno stipulare in ogni momento un nuovo contratto di fornitura in sostituzione di quello precedente.

Come già accade ora sarà la nuova azienda a inoltrare la richiesta di recesso del vecchio contratto al venditore precedente. Il passaggio avverrà in automatico senza alcuna interruzione della fornitura, non prevede costi né preavviso.

Come scegliere un'offerta del Mercato Libero

Per la scelta del nuovo venditore, oggi come domani, i clienti dovranno individuare la proposta per loro più conveniente. Per farlo al meglio, è bene conoscere la composizione della tariffa, e sapere che la concorrenza tra i venditori si basa soprattutto sul prezzo della materia prima, che ciascuna azienda stabilisce in autonomia in base all'andamento del mercato all'ingrosso. Le altre componenti della bolletta luce e gas sono invece fisse, e comprendono gli oneri di sistema, le spese per il trasporto, e le tasse. È utile inoltre ricordare che, di norma, le offerte luce e gas del mercato libero possono essere a prezzo variabile – cioè la componente della tariffa che si riferisce al costo della materia prima si aggiorna continuamente in base al prezzo all’ingrosso- oppure a prezzo fisso, vale a dire che il costo pagato per la materia prima viene congelato per un periodo di tempo determinato, - di solito 12 o 24 mesi. Le proposte Placet Per facilitare il lavoro ai clienti meno esperti, la legge 124/2017 ha istituito le cosiddette proposte Placet, (acronimo che sta per Prezzo libero a condizioni equiparate di tutela), che prevedono tariffe libere, quindi scelte dalle aziende venditrici, ma condizioni contrattuali uguali per tutte, fissate dall’Arera, che le rendono più facilmente comparabili tra loro.

Le offerte Placet, per fare un esempio, possono riguardare solo il servizio di fornitura di energia elettrica o di gas, e non entrambi (come invece accade nel mercato libero dove esistono i cosiddetti contratti “dual fuel”), e non includono servizi aggiuntivi, come per esempio polizze assicurative. Inoltre le tariffe devono restare bloccate per un anno. Tutti fornitori sono obbligati ad avere almeno una proposta Placet.

pubblicato da il 6 dicembre 2019

Autore

Foto AutorePugliese trapiantata in Emilia, giornalista professionista dal 2005, laurea in filologia romanza e master in giornalismo all’Università di Bologna.

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