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Bollette più leggere? Annunci positivi del Governo

pubblicato da il 18 maggio 2014
Bollette più leggere? Annunci positivi del Governo

Il Ministero dello Sviluppo economico ha annunciato una serie di misure che dovrebbero alleggerire le bollette elettriche degli italiani di 2-3 miliardi di euro all'anno, una volta a regime. A beneficiare dei risparmi saranno per due terzi le piccole e medie imprese, che entro il 2015 dovrebbero veder scendere la propria bolletta del dieci per cento. Circa un terzo della somma risparmiata andrà invece a favore di tutti i consumatori, incluse le famiglie.

Quattro le aree di intervento da cui arriveranno i risparmi: la prima sarà quella degli incentivi e i trasferimenti ai produttori di energia. Il risparmio più consistente (700-900 milioni all'anno) deriverà  dal tanto atteso taglio ai grandi produttori di rinnovabili, ossia quel 4%  degli operatori che beneficia del 60% della spesa per incentivi. In particolare saranno colpiti i grandi operatori fotovoltaici (>200 kW), che godono di sussidi superiori sia alle altre rinnovabili, sia agli omologhi europei. Per loro gli incentivi saranno spalmati senza interessi su 25 anni anziché 20, mentre il totale del sussidio resterà lo stesso. Tra le altre riforme, la riduzione dei trasferimenti agli impianti CIP6 (180 milioni) e l'obbligo per le rinnovabili interrompibili di contribuire agli squilibri che creano sulla rete (100 milioni).

La seconda area di intervento sarà quella della riduzione delle agevolazioni per alcune categorie di consumatori. A rimetterci saranno i clienti interrompibili (200-250 milioni), i consumatori connessi a reti private (100-150 milioni), le Ferrovie dello Stato per i servizi che oggi sono in regime di concorrenza (120 milioni), gli ex-dipendenti di alcune società di distribuzione elettrica (20 milioni), San Marino e Vaticano (10-20 milioni).

La terza area di intervento sarà la riduzione dei costi di sistema e riguarderà l'eliminazione di alcuni colli di bottiglia sulla rete elettrica (100-300 milioni), la riduzione oneri in bolletta derivanti da alcune attività del GSE (50 milioni), lo spostamento del finanziamento dello smantellamento delle centrali nucleari chiuse ormai negli anni Ottanta dalle bollette alla fiscalità generale (100-300 milioni) e, infine, risparmio sui costi della gestione delle reti (100-300 milioni). A questi interventi se ne sommano poi altri, come i prezzi negativi per chi produce quando non ce n'è bisogno oppure le verifiche ai beneficiari degli incentivi, di cui è difficile prevedere l'impatto reale.

Per concludere, la quarta area di intervento è quella del mercato del gas, con ricadute positive anche sui prezzi elettrici: potenziamento delle infrastrutture, eliminazione dei sussidi per le centrali a olio e riduzione della remunerazione delle reti (per un totale tra i 160 e 400 milioni).

I presupposti per un intervento efficace ci sono e anche se l'impatto sarà progressivo, rappresenterà comunque un segnale positivo per i consumatori. Occorre però ricordare che per il momento si tratta solo di proposte: al Governo spetta ora l'onere di passare dalle parole ai fatti.

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