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Caldaie e scaldacqua: nuovi standard di efficienza energetica dall'Unione europea

pubblicato da il 27 settembre 2015
Caldaie e scaldacqua: nuovi standard di efficienza energetica dall'Unione europea

Sono entrati in vigore dal 26 settembre i regolamenti Ue che introducono nuovi standard di efficienza energetica ed etichette sui consumi per caldaie e scaldabagni. In particolare, le misure sono relative a progettazione ecocompatibile ed etichettatura energetica degli apparecchi per il riscaldamento, degli apparecchi dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria e sistemi misti.

Questo significa che, d’ora in poi, cambieranno i requisiti minimi di performance energetica per la libera circolazione in Europa degli apparecchi e, come già accade per lavatrici, frigoriferi e forni, ci sarà un obbligo di etichettatura energetica anche per caldaie e scaldacqua che dovranno rispettare i nuovi standard di efficienza della direttiva. L’etichetta, che riporta i consumi e altre caratteristiche che aiuteranno i consumatori a scegliere i prodotti più efficienti, dovrà essere chiaramente esposta nell’ambito di tutte le offerte commerciali relative al prodotto.

Gli apparecchi tradizionali potranno essere venduti solo fino a esaurimento delle scorte nei magazzini, mentre la produzione di nuove caldaie che non rispondono ai requisiti di efficienza energetica comunitari sarà vietata. In questo modo tutte le vecchie apparecchiature lasceranno pian piano il posto a pompe di calore, sistemi ibridi e caldaie a condensazione che dovrebbero far risparmiare, secondo le stime dello European Environmental Bureau, l’equivalente di 47 centrali nucleari da qui al 2020 con una netta diminuzione delle emissioni di gas serra grazie al consumo di 56 milioni di tonnellate di petrolio in meno ogni anno.

Le misure hanno, quindi, l’obiettivo di ridurre i consumi energetici e le emissioni climalteranti contrastando attivamente i cambiamenti climatici, ma dovrebbero anche implicare risparmi importanti per le famiglie. Una caldaia più efficiente, infatti, consente risparmi che arrivano al 25-30% sulla bolletta rispetto agli impianti tradizionali. Inoltre, avendo a disposizione le detrazioni fiscali del 65% per sostituire gli impianti obsoleti con pompe di calore o caldaie a condensazione, i consumatori possono recuperare in pochi anni l’investimento iniziale per la nuova apparecchiatura. Sarà, invece, ancora necessario provvedere alla manutenzione della caldaia che richiederà un controllo periodico. Da questo punto di vista bisogna tenere in considerazione un elemento importante: se è vero che sarà ancora possibile (e forse anche inizialmente più economico) acquistare caldaie tradizionali fino ad esaurimento degli stock, potrebbe essere sempre più difficile trovare pezzi di ricambio e, quindi, efficaci interventi di manutenzione nel futuro per le apparecchiature obsolete.

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