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Energia elettrica: in Italia costa il 30% in più che in Europa

pubblicato da il 13 dicembre 2014
Energia elettrica: in Italia costa il 30% in più che in Europa

La bolletta dell’energia elettrica diventa il simbolo dell’Italia dei mille ritardi e degli altrettanti fardelli, per cittadini e imprese. In base ai dati raccolti dagli esperti della società di Ricerca sul Sistema Energetico (RSE), infatti, nel nostro Paese la spesa per l’elettricità è più alta del 30% rispetto alla media dell’Unione Europea, con gravi ripercussioni soprattutto per le piccole e medie imprese di settori che richiedono elevati consumi di energia.

Se le aziende chimiche, della plastica e della gomma, solo per citare alcuni esempi, accusano il colpo in termini di competitività a livello nazionale e internazionale, è soprattutto a causa dei costi di generazione, una delle voci più pesanti nella bolletta italiana: extra di 15 euro per megawattora, pari a circa 4,5 miliardi di euro all'anno. Nel rapporto “Energia elettrica, anatomia dei costi”, la nuova edizione di “RSEview - Riflessioni sull'energia”, emerge anche un’altra voce di spesa particolarmente gravosa per cittadini ed aziende: la politica di incentivazione delle rinnovabili attuata nel recente passato e, definita dall’esperto Luigi Mazzocchi di RSE, alquanto “generosa”. Proprio agli incentivi, infatti, si devono la gran parte degli aumenti registrati tra il 2010 e il 2013, con la bolletta che è letteralmente lievitata da  4,4 a 12,7 miliardi di euro. Secondo Mazzocchi, almeno 3 o 4 miliardi sono dovuti alla sovra incentivazione.

Ma la bolletta dell’energia elettrica non è uguale per tutti e, almeno in questo caso, si tratta di una considerazione positiva. Anche in Italia c’è una bolletta virtuosa ed è quella relativa agli utenti domestici con bassi consumi: costi mediamente più bassi del 7% rispetto al resto d’Europa.

Per tornare a crescere però, l’Italia ha bisogno di competitività per le piccole e medie imprese. Qual è la soluzione? Per Stefano Besseghini, AD di RSE, la situazione non si può cambiare dall’oggi al domani perché, quando si parla di mix di generazione, “il sistema elettrico ha una lunga inerzia”. Quello che l’Italia può fare, sempre secondo Besseghini, è attuare “una politica di incentivazione più ragionata rispetto al passato”.

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