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La Commissione Europea fa il bilancio del mercato energetico

pubblicato da il 26 novembre 2012
La Commissione Europea fa il bilancio del mercato energetico

La Commissione Europea ha appena rilasciato l’annuale comunicazione relativa al funzionamento del mercato energetico interno. I risultati sono nel complesso positivi per il 2011, sia nel caso del gas, sia in quello dell’elettricità. La crescente interconnessione e integrazione tra le reti nazionali sta infatti aumentando la sicurezza energetica di tutti i cittadini europei, riducendo il rischio di black-out o di interruzione delle forniture del gas. Inoltre, la ricezione del cosiddetto Terzo pacchetto energia ha costretto i Paesi membri ad aprire i propri mercati alla concorrenza, che ha indotto gli operatori a ridurre i margini per mantenere quote di mercato. Il risultato è stato senza dubbio positivo: secondo le stime della Commissione, il costo finale dell’energia elettrica (al netto delle tasse) è cresciuto molto meno del prezzo delle materie prime energetiche (petrolio, gas, carbone).

Secondo la Commissione, tuttavia, i benefici maggiori si vedranno in futuro: un mercato unico europeo davvero completo consentirà infatti di investire in modo più efficiente nelle infrastrutture, utilizzando al meglio la capacità produttiva presente nei diversi Paesi e riducendo così il costo finale dell’energia. Per raccogliere i benefici del mercato unico i consumatori devono tuttavia essere più attivi: secondo le stime della Commissione, già oggi se tutti i clienti finali europei passassero alla tariffa più conveniente disponibile sul loro mercato nazionale, potrebbero risparmiare ogni anno fino a 13 miliardi di euro di bollette.

Venendo all’Italia, il report della Commissione dà un giudizio positivo. Innanzitutto, il Paese ha recepito tutta la legislazione europea; inoltre, i consumatori finali italiani sono, insieme ai britannici, tra i più attivi sul mercato, anche se in assoluto il tasso di switch (ossia di passaggio da un operatore all’altro) resta basso. Le maggiori criticità del nostro Paese riguardano la scarsa connessione della rete elettrica nazionale con le isole, in particolare la Sicilia, con il risultato di aumentare i costi per tutti i consumatori. Per quanto riguarda il gas naturale, la Commissione sottolinea la necessità di realizzare nuove infrastrutture di importazione, soprattutto rigassificatori, che consentano di accedere a forniture di gas più economiche.

Secondo la Commissione, sia per l’elettricità, sia per il gas naturale, uno dei principali problemi nello sviluppo di nuove infrastrutture è rappresentato dalla complessità e dalla lentezza delle pratiche autorizzative, che ostacolano gli investimenti e creano un danno economico a tutti i consumatori.

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