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Contabilizzatori di calore: è conto alla rovescia

pubblicato da il 22 luglio 2016
Contabilizzatori di calore: è conto alla rovescia

Il caldo estivo non basta a mettere in secondo piano la grande novità del prossimo inverno, quando i condomini con impianto di riscaldamento centralizzato saranno chiamati all’installazione delle termovalvole con i contabilizzatori di calore. Il termine ultimo per l’ammodernamento degli impianti è infatti fissato per il 31 dicembre 2016, ma già in questi mesi la gran parte degli amministratori condominiali è all’opera per adeguare gli edifici alle nuove regole dettate dal D.lgs. 102/2014 e alla relativa direttiva comunitaria 2012/27/UE in materia di efficienza energetica.

Se l’installazione dei contabilizzatori di energia è solitamente affidata alle società fornitrici del carburante per l’impianto di riscaldamento, un obbligo quando il sistema è di tipo orizzontale, va detto che la spesa non è certo trascurabile: in base alle stime delle associazioni dei consumatori, l’installazione di termovalvole e contabilizzatori oscilla tra i 100 e i 120 euro più IVA per ciascun termosifone presente in casa. A questi poi, si aggiungono i costi di adeguamento dell’impianto centralizzato che non sono certo trascurabili, soprattutto in questo particolare momento della nostra economia.

Se in aiuto delle famiglie più in difficoltà c’è già il Bonus Energia ad alleggerire la spesa per i consumi, per tutte gli altri nuclei familiari vale il meccanismo delle agevolazioni fiscali, con termovalvole e contabilizzatori che rientrano negli incentivi per le ristrutturazioni e l’efficientamento energetico degli edifici: si va dal 50% per l’installazione “soft” di termovalvole e contabilizzatori al 65% se il tutto viene accompagnato dalla sostituzione della vecchia caldaia con una di nuova concezione. Tale bonus, lo ricordiamo, viene erogato come detrazione Irpef in 10 anni.

E se decido di non installare termovalvole e contabilizzatori? Il rischio, dal 1° gennaio 2017, è quello di vedersi recapitare una multa da 500 a 2.500 euro, con i controlli affidati agli incaricati di Regioni e Province Autonome.

Quanto spenderò in più se il mio appartamento è molto più grande o più esposto degli altri? Ciò può accadere soprattutto nei palazzi di grandi dimensioni , con il rischio di far lievitare paurosamente le bollette energetiche di alcuni condomini. Per questo motivo, esiste la possibilità di derogare la norma UNI 10200, prevedendo una ripartizione delle spese non in base ai soli consumi contabilizzati, ma secondo una formula con il 70% delle spese fisse e un altro 30% calcolato su parametri che vanno dai millesimi alla metratura dell’abitazione. Questa forma di contributo si può applicare quando i consumi di una proprietà superano del 50% la spesa media degli altri condomini.

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