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Cattura e stoccaggio del carbonio: la partita globale e le mosse dell’Italia

Cattura e stoccaggio del carbonio: la partita globale e le mosse dell’Italia

I governi di tutto il mondo prestano sempre maggior attenzione alla tematica del riscaldamento globale, le conseguenze dell’effetto serra ormai sono in atto ed è dovere di tutti cercare di invertire questa tendenza per tutelare il nostro pianeta.

Oggi affrontiamo un tema poco noto ai più, ma molto importante, ovvero di cattura e stoccaggio del carbonio: la partita globale e le mosse dell’Italia.

Cosa si intende per cattura e stoccaggio del carbonio

  • Con il termine Carbon Capture and Storage (Ccs) si intende un tipo di tecnologia grazie a cui è possibile separare la Co2, ossia l’anidride carbonica, da altri gas e di depositarla nel sottosuolo in modo da ridurre l’emissione di gas serra, che ad oggi rappresentano la principale causa del surriscaldamento climatico. Un’alternativa è la Carbon Capture Utilisation and Storage (Ccus), la tecnica con cui l’anidride carbonica viene riutilizzata evitando la dispersione nell’atmosfera.

Qual è la diffusione degli impianti di cattura e stoccaggio del carbonio

  • Al giorno d’oggi sono presenti 21 impianti funzionanti di Ccs, 3 sono in costruzione, 17 sono quasi conclusi e altri 24 in fase iniziale. L’investimento richiesto per i progetti è di circa 27 miliardi di dollari, una cifra importante che però permetterebbe di aumentare da 40 a 130 milioni di tonnellate la capacità di stoccaggio dell'anidride carbonica.
  • I progetti più importanti sono previsti nel Nord Europa, un esempio è il Northern Lights in Norvegia che dal 2024 dovrebbe ricevere la Co2 da cementifici e termovalorizzatori, per stoccarla nel sottosuolo marino. Anche l’Olanda ha avviato un nuovo progetto, chiamato Porthos, a circa 20 chilometri dalla costa e con cui verrà catturata l’anidride carbonica del polo di Rotterdam.
  • Attualmente in Italia è previsto Ravenna Ccs di Eni, l’intento è quello di decarbonizzare le maggiori aree industriali prevedendo lo stoccaggio della Co2 all’interno dei giacimenti di gas ormai esauriti al largo di Ravenna. Tuttavia il tema dei Ccs in Italia è controverso, si è infatti esitato a inserirlo nel PNRR, ossia il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza emanato dal Governo Draghi per accedere ai fondi europei.
  • Un impianto di Ccs permette di ridurre fino al 90% le emissioni di anidride carbonica, dimostrando di essere un grande alleato per la tanto agognata transizione energetica, ciononostante i contrari al progetto temono che possa sottrarre fondi alle energie rinnovabili. La cosa più importante, al momento, è permettere all’Italia di restare competitiva rispetto a paesi maggiormente dinamici dal punto di vista delle tecnologie per l’ambiente e che anche il settore privato dia il suo contributo.

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pubblicato da il 3 giugno 2021

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