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Caldaia a condensazione: bene per ambiente e portafogli

pubblicato da il 3 aprile 2016
Caldaia a condensazione: bene per ambiente e portafogli

Tempo di profondi cambiamenti per il riscaldamento domestico che, complici i sempre più severi regolamenti europei in fatto di emissioni, si ammoderna con l’introduzione di nuove tecnologie e con l’utilizzo delle fonti rinnovabili. Una trasformazione che interessa da vicino il nostro Paese dove, nel solo 2015, sono state vendute ben 1 milione di nuove caldaie, con un +4% rispetto all’anno precedente. A dirlo sono i dati diffusi da Mostra Convegno Expocomfort e ANICA - Associazione Nazionale Industrie Caldaie Acciaio, il sodalizio che raggruppa alcune delle più importanti aziende del settore, dai quali emerge chiaramente come anche in Italia si stiano facendo strada le nuove e più efficienti caldaie a condensazione.

Un trend destinato a proseguire nei prossimi anni, grazie soprattutto agli incentivi, che dovrebbe portare al raggiungimento di quota 4 milioni di nuove caldaie installate entro il 2020: circa il 40% dell’intero parco italiano. Per il riscaldamento domestico e non,  si tratta di una maestosa opera di svecchiamento che ha per assolute protagoniste le caldaie a condensazione, divenute ormai lo standard di riferimento per il settore, dopo l’entrata in vigore del regolamento comunitario 813/2013 sull’Ecodesign che fissa i limiti per i nuovi apparecchi a 400 kW.

L’adozione delle nuove caldaie più efficienti, delle termovalvole obbligatorie per gli impianti centralizzati, la crescita del solare termico e, più in generale, delle rinnovabili, rappresentano un investimento a lungo termine per l’Italia e gli italiani.

Quali benefici con le nuove caldaie a condensazione? Innanzitutto, possiamo parlare di vantaggi che si riflettono sia sull’ambiente, sia sul portafogli. Con i costi iniziali per l’acquisto che si sono ridotti rispetto al momento dell’introduzione sul mercato di questi apparecchi, capaci di riutilizzare i fumi generati per la produzione di calore, a trarne maggiori benefici sono soprattutto chi utilizza pannelli radianti per il riscaldamento a basse temperature e chi  ha una vasta superficie da riscaldare. Più in generale però, si può affermare che le caldaie a condensazione possono ridurre i consumi di fino al 20-30% rispetto a quelle di tipo tradizionale, anche se l’isolamento dell’edificio e la manutenzione dell’impianto restano fattori imprescindibili. Dal conto loro, le caldaie a condensazione richiedono una manutenzione ridotta e, grazie alla premiscelazione, abbattono le emissioni di gas nocivi per l’ambiente come gli ossidi di azoto e il monossido di carbonio. Tolti i costi iniziali per l’installazione, al netto degli incentivi, le nuove caldaie a condensazione apportano quindi indubbi benefici per il portafogli, nei costi di gestione, e per l’ambiente, soprattutto quando abbinate a un sistema solare termico per la produzione di acqua sanitaria: il risparmio complessivo in bolletta può arrivare al 50%.

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