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Scontri in Libia, stop alle esportazioni verso l’Italia

pubblicato da il 6 marzo 2013
Scontri in Libia, stop alle esportazioni verso l’Italia

A meno di due mesi di distanza dagli attacchi agli impianti algerini di In Amenas, le infrastrutture di produzione del gas naturale in Nordafrica sono state oggetto di attacchi. A essere colpiti questa volta sono stati gli impianti libici di Mellitah, di proprietà di un consorzio guidato dall’Eni.

Sabato 2 marzo alcuni gruppi di ribelli si sono scontrati con le guardie di sicurezza, spingendo Eni a bloccare le attività di produzione per sicurezza. La situazione è poi tornata alla normalità grazie all’intervento dell’esercito, ma le esportazioni verso l’Italia si sono interrotte per alcuni giorni. I consumatori italiani non hanno subito alcuna conseguenza diretta a causa dell’attacco. Infatti, nonostante marzo sia uno dei mesi dell’anno con la domanda di gas più alta, i consumi sono in continuo calo a causa della crisi economica. Inoltre, le importazioni dalla Libia rappresentano appena il 10% dei consumi nazionali, una frazione che può essere rimpiazzata aumentando le importazioni dagli altri gasdotti e utilizzando il gas presente negli stoccaggi.

Sebbene dunque non ci sia nessun problema di breve termine, resta in ogni caso la preoccupazione per l’instabilità politica che continua a interessare il Nordafrica. Dalla regione proviene complessivamente oltre un terzo del gas consumato in Italia e il nuovo governo dovrà affrontare al più presto la questione dell’impegno italiano ed europeo verso la sponda meridionale del Mediterraneo.

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