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Dal 2000 le pensioni sono aumentate più degli stipendi

Tra 2000 e 2018 l’importo medio delle pensioni è aumentato più di quello degli stipendi: il primo si è incrementato del 70%, il secondo soltanto del 35.

In mezzo, c’è stata una crisi economica accompagnata dal blocco dei rinnovi dei contratti di lavoro nel settore pubblico e da una compensi più bassi in quello privato, a causa del cambiamento delle condizioni contrattuali.

L’Istat a Gennaio ha diffuso un rapporto relativo alle Condizioni di vita dei pensionati nel 2017 e 2018. Nel documento si specifica che negli ultimi anni l’andamento dell’importo medio delle pensioni IVS (invalidità, vecchiaia, superstiti, ndr) ha seguito un trend crescente, frutto soprattutto del cambiamento della composizione di questa categoria di percettori: è, infatti, progressivamente aumentato il peso delle pensioni maturate nelle fasi di maggiore crescita economica - caratterizzate da una dinamica salariale favorevole - mentre è diminuito il peso dei trattamenti delle generazioni più anziane con una storia contributiva più breve e frammentata e profili salariali e contributivi mediamente più bassi. I

nsomma, influisce la fase vissuta da chi è nato a cavallo tra anni Cinquanta e Sessanta. Infatti, rileva l’Istat, il progressivo raggiungimento dell’età pensionabile da parte di generazioni che possono vantare carriere lavorative più lunghe e in posizioni professionali più elevate ha favorito la redistribuzione dei redditi a vantaggio dei pensionati, contribuendo a ridurre il rischio di povertà per alcuni segmenti di famiglie più vulnerabili. Ciò non toglie che tra chi è in pensione ci siano forti differenze: come sempre, la media statistica nasconde situazioni di disagio.

Di fronte a una spesa pensionistica arrivata nel 2018 a 293 miliardi (+2,2% su variazione annuale) erogati a 16 milioni di persone, risulta che al quinto di trattamenti più elevati (12,6%) va il 42,4% della spesa complessiva; solo un pensionato su quattro (24,7%) percepisce un reddito lordo mensile sopra i 2.000 euro, il 36,3% riceve meno di 1.000 euro lordi, il 12,2 non supera i 500 euro. I dati sulle pensioni, secondo il Codacons, sono il simbolo delle disparità economiche e sociali italiane. 

La stragrande maggioranza dei pensionati italiani non riesce a condurre una vita dignitosa e può considerarsi a tutti gli effetti ‘povera’. Quasi 2 milioni di pensionati, il 12,2% del totale, ha ricevuto nel 2018 un importo mensile inferiore a 500 euro, cifra al di sotto della soglia di povertà relativa fissata dall’Istat, pari lo scorso anno a 657 euro per un nucleo di un solo componente.

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pubblicato da il 5 febbraio 2020

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