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Come risparmiare sulle spese in aumento per i conti correnti

pubblicato da il 1 gennaio 2019
Come risparmiare sulle spese in aumento per i conti correnti

L’indagine annuale sugli oneri dei conti correnti delle famiglie, diffusa dalla Banca d’Italia il 19 novembre, riporta un aumento della spesa media di quasi due euro nel biennio 2016-2017, che ha fatto attestare il costo medio a 79,4 euro l’anno. A spingere al rialzo principalmente l’aumento dei canoni, in particolare il canone base al quale si aggiungono carte di credito e carte di debito.

Con un conto corrente che in media sfiora gli 80 euro l’anno di costi di gestione è abbastanza normale che si cerchino soluzioni alternative per correre ai ripari. Rinunciare completamente ad avere un conto corrente è una tentazione per molti ma è una via poco praticabile, anche in ragione dei limiti di legge all’uso dei contanti e del divieto vigente di corrispondere in contanti le retribuzioni, divieto che i datori di lavoro sono tenuti a rispettare. Lo stesso vale per gli assegni pensionistici sopra i 1.000 euro. E allora che fare?

Innanzitutto va ricordato che quando la situazione finanziaria è particolarmente critica e il calcolo dell’ISEE risulta inferiore a 11.600 euro si ha diritto ad ottenere dalla banca un conto corrente di base a costi molto ridotti. Lo stesso vale per alcune categorie di pensionati. In tema invece di comune risparmio e semplice necessità di ridurre le spese bancarie, la scelta di un prodotto più vantaggioso passa dal confronto delle offerte sul mercato e dalla possibilità di sfruttare la portabilità gratuita del conto corrente. Cambiare banca per risparmiare si può e non è complicato, considerato che la richiesta di apertura di un nuovo conto si può inoltrare anche a distanza.

Le voci che compongono il costo totale annuo di un conto corrente sono tutte confrontabili anche on line sfruttando i comparatori. Saranno da verificare, insieme al canone, le commissioni per le operazioni più frequenti, i costi associati alle carte di pagamento che si utilizzano maggiormente, le spese per le comunicazioni periodiche e l’imposta di bollo, fissata a 34,20 euro e sempre presente per le giacenze superiori ai 5.000 euro, salvo rare eccezioni. Il confronto permette anche di sfruttare promozioni temporanee con premi di benvenuto che possono rendere un’offerta più appetibile di un’altra.

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