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Scontro Isvap Ania sulla riduzione automatica del premio in assenza di sinistri

pubblicato da il 7 agosto 2012
Scontro Isvap Ania sulla riduzione automatica del premio in assenza di sinistri

Clima bollente nel settore Rca. Infatti Isvap, l’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni, e Ania sono ai ferri corti per quanto concerne la riduzione automatica del premio in assenza di sinistri, prevista dall’articolo 34-bis della Legge liberalizzazioni. L’Isvap dispone che, nell’ambito della formula tariffaria bonus-malus, la variazione in diminuzione del premio (bonus) si applica automaticamente, nella misura preventivamente quantificata in rapporto alla classe di appartenenza attribuita alla polizza ed esplicitamente indicata nel contratto. Quindi il cliente dovrebbe sapere subito quanto risparmierà l’anno successivo in assenza di incidenti. Il mancato rispetto della disposizione comporta l’applicazione, da parte dell’Isvap, di una sanzione. Ma l’Ania non ci sta, contestando quest’interpretazione della regola.

L’Isvap ha inoltre ritenuto che la disposizione garantisca al consumatore che non provoca sinistri, oltre a condizioni di maggiore trasparenza, benefici in termini di riduzione del premio rispetto all’annualità precedente in assenza di sinistri. La norma mira, per l’Autorità, a garantire al consumatore virtuoso di beneficiare effettivamente della riduzione di premio che l’impresa ha contrattualmente previsto l’anno precedente, senza che tale riduzione possa essere in tutto o in parte assorbita da aumenti tariffari.

Ania, però, ha qualificato l’interpretazione del “bonus automatico” come illegittimo. La Legge impone che la riduzione automatica del premio, in assenza di sinistri, sia indicata obbligatoriamente nel contratto. L’interpretazione corretta vuole che la riduzione automatica operi sul premio della tariffa applicata al momento del rinnovo contrattuale. Sempre secondo Ania se operasse come sostiene l’Isvap, rispetto al premio pagato nell’anno precedente, la mutualità sarebbe completamente alterata. Al limitato numero di assicurati che provocano sinistri, infatti, verrebbero addossati non solo gli aumenti tariffari conseguenti alla loro responsabilità, ma anche quelli derivanti dagli sconti concessi a tutti gli altri.

Poi, quando l’Isvap è intervenuta presso le compagnie di assicurazione per verificare lo stato di adeguamento a queste nuove disposizioni chiedendo di conoscere lo stato di avanzamento del processo di definizione delle strategie, commerciali e di gestione dei sinistri, la maggior parte delle imprese ha dichiarato di non avere dato attuazione alle nuove norme e di aver presentato ricorso davanti al Tar. Il giudice amministrativo non ha rilevato gli estremi per concedere il provvedimento di sospensione cautelare. Di qui l’appello al Consiglio di Stato da parte delle assicurazioni. Come sempre la confusione sarà pagata anche dagli automobilisti, disorientati da queste polemiche.

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Tags: ANIA

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