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Carburanti, accise in calo: 15 euro in meno a pieno

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Dal 22 marzo, per un mese, al via la riduzione delle accise sui carburanti e quindi del prezzo di vendita. Il taglio per benzina e diesel vale 25 centesimi, cui va aggiunto il calo dell'Iva al 22%: in totale lo sconto ammonta a 30,5 centesimi al litro. Per il Gpl si arriva, sommando le due riduzioni, a -10,37 centesimi.

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15 euro in meno a pieno

Fino al 22 Aprile, dunque le aliquote accise saranno per la benzina di 478,40 euro per 1.000 litri e, per il gasolio, di 367,40 euro per altrettanti litri. Una stima di risparmio, secondo il Codacons, di circa 15 euro a pieno.

Dopo la crisi ucraina

È la conseguenza della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale , nella notte tra il 21 e il 22 Marzo, del relativo decreto ministeriale e del decreto legge Misure urgenti per contrastare gli effetti economici e umanitari della crisi ucraina, contenenti le relative norme.

È possibile una deroga

Il provvedimento durerà dunque, per ora, 30 giorni. Tuttavia si prevede che fino al 31 Dicembre 2022 le aliquote di questi tributi potranno essere rideterminate senza dover ricorrere ad un decreto legge, ma solo con un provvedimento ministeriale.

Il prezzo del petrolio

La riduzione temporanea serve per compensare le maggiori entrate dell'IVA (imposta sul valore aggiunto, il cui calcolo si basa solo sull'incremento di valore che un bene o un servizio acquisisce a ogni passaggio economico). Le entrate maggiori dipendono dall'aumento del prezzo internazionale del petrolio greggio.

Il costo alla pompa

Nelle ultime settimane - a causa dell'aumento dei prezzi già in atto da tempo e dalla crisi dovuta alla guerra tra Russia e Ucraina - il prezzo di benzina e diesel aveva superato i 2,2-2,3 euro al litro, alla pompa. La causa: il costo al barile del petrolio, che ha superato i 110 dollari (per esempio il 22 marzo alle ore 11 variava tra circa 108 dollari e circa 114, a seconda del tipo, WTI o Brent). L'embargo deciso da Usa e Regno Unito contro il petrolio russo rischia di far aumentare ancora di più i prezzi.

Il carrello della spesa

Prima del calo delle accise, i costi in più per le famiglie sarebbero stati, secondo Assoutenti, di +533 euro annui in caso di auto a benzina e quasi +570 una a gasolio. Con gli ultimi provvedimenti, come abbiamo visto, la maggiorazione delle spese sarà più contenuta, grazie a una diminuzione media dei prezzi di 15 euro a pieno. L'aggravio comunque ricade anche sul carrello della spesa, a causa dell'aumento dei costi di produzione e di quelli di trasporto. Quindi presto noteremo aumenti anche nei costi dei prodotti che compriamo ogni giorno.

L'origine delle accise

Cosa sono le accise? Premesso che non esistono soltanto nel nostro Paese e che non riguardano solo i carburanti, il loro nome deriva dal latino accidere, che significa cadere sopra. Sono state introdotte gradualmente fin dagli anni Trenta del Novecento, per rastrellare risorse destinate a fronteggiare emergenze, dovute per lo più a disastri naturali o a eventi bellici.

Non solo sui carburanti

In Italia, si legge su Treccani,it, la prima accisa sui carburanti fu introdotta da Mussolini nel 1935, per finanziare la guerra coloniale in Africa; i governi successivi hanno poi utilizzato tale tributo per fronteggiare diverse emergenze. Le accise più importanti nel nostro Paese sono quelle relative ai prodotti energetici, all’energia elettrica, agli alcolici e ai tabacchi.

Una tassa strutturale

Per quel che riguarda i carburanti, dal 1995 non esistono più le singole accise, che da aumenti straordinari sono stati resi ordinari e strutturali. Da allora, l'accisa è definita in modo unitario e il gettito che ne deriva finanzia il bilancio statale nel suo complesso. Quindi un aumento può essere legato alla necessità di finanziare una situazione particolare (dalle ricostruzioni dopo un terremoto o un'alluvione al sostegno per l'acquisto di bus ecologici, per esempio), ma l'incremento rientra nell'importo complessivo. Può capitare pure che sia stabilito un calo.

Una sola aliquota

Insomma, oggi esiste una sola aliquota, che non fa distinzioni tra le diverse componenti. Dagli anni Novanta, il suo valore è stato cambiato varie volte. Per esempio, in base ai dati dell’Unione petrolifera italiana, nel 1995, l’accisa sulla benzina era di 0,518 euro, prima di salire a 0,542 euro nel 1999 e riscendere a 0,520 euro nel 2000. Come si legge sul Pagellapolitica.it, dal 2000 il valore di questa imposta indiretta è sempre salito, fino a toccare il massimo storico nel 2014, quando si pagavano 730,80 euro di accisa per 1.000 litri di carburante.

Pubblicato da Marco Brando il 23 marzo 2022

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