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Servizi non richiesti: multe agli operatori di telefonia mobile

pubblicato da il 22 ottobre 2015
Servizi non richiesti: multe agli operatori di telefonia mobile

Giro di vite dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato che ha multato Telecom Italia, Wind, Vodafone e 3 Italia per i “servizi premium” a sovrapprezzo, meglio noti come servizi non richiesti. Secondo l’AGCM, gli operatori di telefonia mobile non avrebbero garantito adeguate tutele ai propri clienti, attraverso strumenti richiesti dall’autorità stessa per l’ottenimento del consenso informato per la sottoscrizione dei suddetti servizi a pagamento.

Si tratta di un nuovo capitolo di una saga che dura ormai da tempo e che nel corso degli ultimi anni ha interessato numerosi utenti di telefonia mobile che si sono visti attivare costosi abbonamenti, spesso mai richiesti, in aggiunta alle normali tariffe cellulari. Dagli oroscopi ai giochi, passando per quiz e immagini osè: il tempo delle attivazioni selvagge di questi servizi a sovrapprezzo è giunto agli sgoccioli. Già nel gennaio scorso, infatti, l’Autorità garante della concorrenza e del mercato aveva intimato agli operatori di telefonia mobile, con lo spauracchio di una multa, di correre ai ripari per avere preso sottogamba il fenomeno. Un avvertimento che non è servito, tanto da trasformarsi in sanzione pecuniaria.

In dettaglio,  la multa per  “avere continuato a non acquisire un consenso pienamente consapevole del consumatore per l’acquisto dei servizi premium attraverso la navigazione su Internet con telefoni cellulari” è pari a 1 milione e 733mila euro complessivi, così distribuiti: 583mila euro a Telecom Italia, 400mila euro sia a Vodafone che a 3 Italia e 350mila euro a Wind. Agli operatori, l’AGCM rimprovera di non avere messo fine al fenomeno delle attivazioni non richieste “mediante un unico click per l’acquisto del servizio”. Ciò, a maggior ragione, perché si tratta di un mercato che richiede un elevato livello di tutela degli utenti.

Va detto che se Telecom e Wind non hanno ancora provveduto all’introduzione di un efficace sistema di consenso informato, Vodafone ha pronte importanti novità nell’ambito del programma “We Care”, mentre 3 Italia ha già provveduto dal 1 ottobre 2015 a implementare un modello di acquisizione del consenso su una doppia digitazione. Si prospettano tempi duri, quindi, per i furbetti degli abbonamenti.

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