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Telefonia: il futuro è più mobile che fisso

pubblicato da il 16 ottobre 2014
Telefonia: il futuro è più mobile che fisso

Il mercato della telefonia attende una ventata di novità per ritrovare lo slancio perduto e tornare così ai livelli di qualche anno fa. Archiviato il boom del mobile, con l’Italia tra i principali protagonisti del fenomeno, oggi il settore accusa il colpo con una perdita complessiva che si attesta al -7% per il fatturato e a un più modesto -2% per l’occupazione.

A dirlo è ASSTEL, l’associazione che riunisce i principali player delle telecomunicazioni in Italia, attraverso il rapporto “Rapporto sulla filiera delle Telecomunicazioni in Italia 2014”, basato sui dati raccolti nel biennio 2013/2012, con un accenno all’andamento relativo al primo semestre 2014. Scopriamo così che la telefonia arranca ma non molla e, all’interno di un mercato ormai saturo, attende con trepidazione l’affermarsi di novità come la banda larga di nuova generazione e il 4G LTE, declinato anche nella più moderna versione LTE Advanced.

Proprio la telefonia mobile, ormai da qualche anno chiamata ad invertire il trend negativo del fisso, sorprende per gli ultimi dati raccolti da ASSTEL: -14% per il traffico voce e -19% per gli SMS inviati (primo storico calo). Se alle tariffe del mobile risulta difficile imputare colpe, considerati i prezzi sempre più risicati, una chiave di lettura di questo calo sta nelle nuove applicazioni che consentono di sfruttare internet mobile e le relative applicazioni internet-based  per chiamare e messaggiare senza costi aggiuntivi, come con Skype e WhatsApp. Non è un caso quindi, che a mostrare il segno positivo siano i dispositivi di ultima generazione, con una crescita della spesa per i terminali salita complessivamente del +12%, in particolare con un +23% per gli smartphone e un + 26% per i tablet. Proprio gli smartphone rappresentano oggi il 71% del fatturato del comparto, stimato a fine 2013 in 4,5 miliardi di euro.

Di fronte a tale scenario, gli operatori hanno deciso di rilanciare di fronte alla crisi puntando sugli investimenti. Complici anche l’Europa, con la sua roadmap incentrata soprattutto sull’internet veloce, le compagnie di TLC hanno deciso di rispondere al calo degli utili mantenendo pressoché invariati gli investimenti, passati dal 5% del 2011 al 6% del 2013. Le nuove tecnologie sono la speranza del settore telefonico e in prima linea c’è il mobile: la banda larga mobile 4G (LTE), disponibile per circa il 60% della popolazione italiana alla fine del primo semestre 2014, arriverà alll’80% - 90% di copertura entro il 2016. Si tratta di una promessa fatta dagli operatori ai cittadini, ma anche a se stessi. I nuovi contenuti in mobilità e le relative esigenze in fatto di connettività veloce rappresentano il traino di un settore sempre più votato ai servizi e alla convergenza.

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