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Nuovo passo verso la fusione tra Wind e Tre: sì del Governo all’operazione

pubblicato da il 23 settembre 2015
Nuovo passo verso la fusione tra Wind e Tre: sì del Governo all’operazione

Il Governo Italiano dà il via libera alla fusione tra Wind e Tre, annunciata all’inizio di agosto e destinata a concretizzarsi tra meno di un anno attraverso un’offerta commerciale congiunta. Il parere positivo delle autorità italiane in merito all’operazione che porterà alla nascita di un nuovo colosso della telefonia mobile e fissa sul mercato italiano era dato per atteso dagli addetti ai lavori, anche se le due aziende saranno ora tenute a chiarire sia gli obiettivi strategici sia l’impatto occupazionale dell’intera operazione.

Per il Governo Italiano si è trattato di un annuncio pubblico dovuto, in quanto il sì alla fusione tra Wind e Tre, era sub iudice a causa della decorrenza dei termini per la joint venture tra VimpelCom e CK Hutchinson Holdings Limited, i gruppi internazionali che controllano le due aziende di telefonia. La scelta del Ministero dello Sviluppo Economico di non opporsi all’operazione, attraverso la cosiddetta Golden Power, non è però esente da condizioni che dovranno essere rispettate per il definitivo via libera alla fusione.

Come accennato, infatti, l’intera operazione non dovrà avere gravi ripercussioni su crescita e occupazione in un settore strategico come quello delle telecomunicazioni. “Al tempo stesso si raccomanda alle due società di evidenziare, in occasione della notifica della successiva operazione di fusione societaria tra le società Wind e H3G (Tre Italia, ndr), gli elementi puntuali della pianificazione strategica sotto il profilo industriale e degli investimenti - precisa la nota del Governo -, con particolare riferimento all’impatto dell’operazione sul territorio nazionale e sotto il profilo tecnologico e occupazionale, e che la strategia posta in essere non comporti lo spostamento, al di fuori dei confini nazionali, di funzioni di gestione e di sicurezza tali da compromettere la sicurezza nazionale e la continuità dei servizi”. In estrema sintesi, possiamo affermare che il Governo ha scelto di non intralciare i piani industriali delle due aziende, a patto che l’intera operazione non costituisca un passo indietro per il settore e per il Paese, ancora alle prese con ritardi cronici in fatto di copertura con la banda larga e ultralarga.

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