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Un prestito d’onore per risolvere il problema degli esodati

pubblicato da il 23 gennaio 2014
Un prestito d’onore per risolvere il problema degli esodati

Il Ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, ha pronto un piano per risolvere finalmente il problema degli esodati causato dalla contestatissima Riforma delle Pensioni voluta da Elsa Fornero. La soluzione è una sorta di “prestito d’onore” per la pensione anticipata e prevede che, chi si trova a pochi anni dalla pensione e in condizioni economiche di un certo tipo, possa lasciare il lavoro chiedendo un assegno anticipato di importo ridotto (circa 700 euro mensili), che dovrà essere poi restituito in piccole rate al momento della maturazione effettiva del pensionamento. Praticamente si andrà in pensione prima ma con i propri soldi.

Il ministro Giovannini invoca però molta prudenza: “Stiamo lavorando sugli aspetti tecnici”, ha ammesso in un’intervista ripresa da La Stampa, “Il procedimento è complesso e può prevedere anche il contributo da parte delle aziende. L’idea è di avere una contribuzione da parte di tutti e tre i soggetti interessati, ovvero lavoratore, impresa e anche Stato, ma è necessaria una robusta copertura finanziaria”. Il piano anti-esodati è finalizzato a favorire la transizione, su base volontaria, dal lavoro alla pensione, fermi restando i requisiti dell’attuale normativa che per Giovannini non è tutta da buttare.

La proposta ha ovviamente incontrato l’interesse e, a quanto pare, anche l’apprezzamento delle parti sociali, che però chiedono che si passi dalle parole ai fatti nel minor tempo possibile. Il segretario confederale della CISL, Maurizio Petriccioli, ha chiesto al più presto soluzioni che possano consentire una gestione più flessibile e contrattata delle eccedenze occupazionali delle imprese, facendosi anche carico dei problemi derivanti dal lavoro maggiormente faticoso e pesante. Per i rappresentati della UIL, la soluzione per ripristinare forme di flessibilità nell’accesso alla pensione deve invece ispirarsi al principio della libertà di scelta del lavoratore, senza prevedere alcuna penalizzazione.

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