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Maxi prestiti per rilanciare l’economia nell’UE, l’annuncio di Draghi

pubblicato da il 6 giugno 2014
Maxi prestiti per rilanciare l’economia nell’UE, l’annuncio di Draghi

Mario Draghi, presidente della Banca Centrale Europea, ha annunciato un vigoroso pacchetto di interventi per sostenere l’economia nei paesi dell’Unione Europea.
In primis la riduzione del tasso principale della Bce dallo 0,25% allo 0,15%, nuovo minimo storico, una misura che dovrebbe rilanciare il sistema del credito, con evidenti benefici anche in ottica di prestiti alle famiglie e alle imprese. Inoltre il tasso sui depositi “overnight” delle banche, cioè la liquidità che resta presso la Bce, è sceso per la prima volta in negativo a -0,1%, quindi diventa chiaro come non convenga più a nessuno tenere bloccati i soldi a Francoforte.

Come riporta l’Ansa, tra i provvedimenti previsti ci sono anche nuove aste di liquidità a lunghissimo termine e misure preparatorie per acquistare i cosiddetti ABS, cioè i titoli garantiti a sostegno delle Pmi. Draghi ha anche annunciato lo stop alle operazioni settimanali con cui la Bce riassorbe la liquidità creata comprando titoli di stato durante la crisi del debito, pari a circa 165 miliardi di euro. Introdotti anche i TLtro (Targeted longer-term refinancing operations), prestiti a lungo termine che le banche potranno sfruttare, ma con il vincolo che l'erogazione del credito sia legata all’economia reale. Il presidente della Bce ha spiegato però che i nuovi maxi-prestiti lanciati dalla Bce, e condizionati alla concessione di credito da parte delle banche, richiederanno tre o quattro trimestri per produrre gli effetti sperati. In ogni caso, qualora si riveli necessario, la Bce è pronta a decidere un ulteriore allentamento monetario.

La reazione dei mercati al pacchetto di misure annunciato da Mario Draghi non si è fatta attendere. Milano ha guadagnato il 2,12%, Parigi l'1,51%, Madrid l'1,74%, mentre le azioni delle banche hanno fatto registrare impennate che non si verificavano da mesi, con il Banco Popolare salito del 4,51%, Unicredit del 4,02% e Mediobanca del 4,35. Lo spread fra Btp e Bund è calato di tre punti, da 158 a 155, e c’è stato un effetto immediato anche sull'euro, che rispetto al dollaro è sceso ai minimi degli ultimi quattro mesi.

Che i risultati delle ultime Elezioni Europee, con la vittoria di molti partiti euro-scettici o comunque critici verso la politica economica dell’UE, abbiano avuto un peso decisivo nell’attuazione di questi importanti interventi?

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