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Prorogato al 31 dicembre 2017 il protocollo ABI per le imprese femminili e le lavoratrici autonome

pubblicato da il 1 novembre 2016
Prorogato al 31 dicembre 2017 il protocollo ABI per le imprese femminili e le lavoratrici autonome

Anche nel 2017 l’imprenditoria femminile potrà beneficiare delle facilitazioni previste dal protocollo ABI siglato nel 2014 in collaborazione con il Dipartimento per le pari Opportunità della Presidenza del Consiglio, il MISE e le associazioni di categoria, Confindustria, Rete Imprese Italia, Confapi, Alleanza Cooperative Italiane. È infatti confermata la proroga di due anni rispetto alla scadenza, inizialmente prevista alla fine del 2015. Nel corso degli ultimi tre anni si è inoltre ampliato il numero di istituti e gruppi bancari aderenti all’iniziativa, ad oggi oltre 20. Tra i gruppi bancari maggiori firmatari e aderenti dal 2014 troviamo anche Intesa Sanpaolo e il Gruppo Ubi Banca, mentre lo stanziamento più recente è quello operato da Confeserfidi, 500.000 euro a Luglio 2016. 

I finanziamenti agevolati garantiti dal protocollo hanno l’obiettivo di facilitare nuovi investimenti, costruire nuove imprese ad alta partecipazione femminile, ma anche sostenere le attività già avviate e poi frenate dalle problematiche legate alla crisi economica di questi anni. Per questo sono state indicate tre linee operative: Investiamo nelle donne, Donne in Start Up e Donne in Ripresa. Oltre ad agevolare l’accesso al credito attraverso i plafond messi a disposizione da banche e finanziarie, il protocollo garantisce alle imprese femminili e alle lavoratrici autonome beneficiarie la possibilità di sospendere causa maternità il rimborso della quota capitale, fino a 12 mesi consecutivi, una volta sull’intera durata. Questa opzione è accessibile anche in caso di malattia grave dell’imprenditrice, del marito o del convivente, dei figli, dei genitori oppure di famigliari o affini entro il terzo grado e conviventi. L’operazione non prevede variazioni nel piano di ammortamento rispetto alla quota capitale da versare, il rimborso semplicemente slitta per il periodo di sospensione accordato, ma durante questo intervallo di tempo sarà comunque dovuto il pagamento della quota interessi calcolata sul capitale residuo, secondo le scadenze originariamente accordate.

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